Il Dollaro USA si rafforza sulla scia delle tensioni geopolitiche
Il Dollar Index (DXY) ha guadagnato terreno nella sessione odierna, sostenuto dalla reazione degli operatori al report sulla fiducia dei consumatori del Conference Board e dall’attenzione crescente verso il rincaro del petrolio. La combinazione tra dati macroeconomici migliori delle attese e l’aggravarsi delle tensioni in Medio Oriente sta spingendo gli investitori verso asset rifugio, con il biglietto verde tra i principali beneficiari.
I dati macroeconomici a sostegno del biglietto verde
L’indice CB Consumer Confidence è sceso a 93,1 a maggio, dopo il dato rivisto di 93,8 di aprile (precedentemente comunicato a 92,8). Il risultato si è comunque rivelato superiore alle attese degli analisti, ferme a 92.
Anche il Dallas Fed Manufacturing Index ha sorpreso positivamente, passando da -2,3 di aprile a +0,4 di maggio, contro una previsione di -1. Il segnale di ripresa nel settore manifatturiero texano contribuisce a rafforzare il sentiment sul dollaro.
Petrolio in forte rialzo: WTI sopra i 94 dollari
Il WTI ha superato la soglia dei 94,00 dollari al barile, con un guadagno di circa il 4%, alimentato dall’escalation delle tensioni geopolitiche. Le forze statunitensi e iraniane hanno scambiato attacchi nonostante l’accordo di cessate il fuoco, riaccendendo i timori per la stabilità delle forniture energetiche globali.
Livelli tecnici del Dollar Index
Il DXY si è stabilizzato sopra il supporto in area 98,85 – 99,00 e sta tentando il consolidamento sopra la media mobile a 50 periodi, posizionata a 99,16. Il superamento di questo livello aprirebbe la strada verso la prima resistenza in area 99,70 – 99,85.
EUR/USD sotto pressione per l’aumento del rischio geopolitico
La coppia EUR/USD ha registrato una correzione al ribasso, penalizzata dalla riduzione dell’appetito per gli asset rischiosi conseguente all’impennata dei prezzi petroliferi. L’euro, valuta sensibile al ciclo economico, ne risente in modo particolare.
Scenari operativi
Attualmente EUR/USD sta tentando di consolidarsi sotto la media mobile a 50 periodi, situata a 1,1628. Una rottura confermata aprirebbe la via al supporto in area 1,1585 – 1,1600.
Al rialzo, il superamento di 1,1650 spingerebbe la coppia verso la resistenza compresa tra 1,1665 e 1,1680.
GBP/USD: prese di profitto dopo i recenti massimi
La sterlina arretra contro il dollaro mentre gli operatori scelgono di consolidare i guadagni accumulati, in un contesto reso più incerto dall’aggravarsi delle tensioni internazionali.
Aree chiave da monitorare
GBP/USD non è riuscita a stabilizzarsi sopra quota 1,3500 e sta ora testando il supporto in area 1,3450 – 1,3465. Una rottura ribassista porterebbe il cambio verso la media mobile a 50 periodi a 1,3420. La perforazione di tale livello aprirebbe la strada al successivo supporto in area 1,3335 – 1,3350.
USD/CAD stabile mentre i metalli preziosi correggono
La coppia USD/CAD si mantiene in prossimità di quota 1,3800, con gli operatori concentrati sulla correzione del comparto metalli preziosi. Anche le altre valute legate alle materie prime hanno mostrato debolezza nella sessione odierna.
Prospettive tecniche
Il consolidamento sopra 1,3800 indirizzerebbe USD/CAD verso la resistenza in area 1,3860 – 1,3875. L’indicatore RSI si trova in territorio neutro, lasciando ampio margine per ulteriori spinte rialziste nel breve termine.
Sul lato dei supporti, il primo livello rilevante si colloca tra 1,3775 e 1,3790. La sua rottura proietterebbe la coppia verso il supporto successivo in area 1,3700 – 1,3715.
USD/JPY testa nuovi massimi nonostante il calo dei rendimenti
Il cambio USD/JPY continua a salire malgrado l’arretramento dei rendimenti dei Treasury statunitensi. Il rendimento del titolo biennale è sceso verso il 4,06%, mentre quello del decennale è ripiegato verso il 4,50%.
Il rischio di intervento della Bank of Japan
Attualmente USD/JPY sta tentando di consolidarsi sopra quota 159,30. Un consolidamento confermato aprirebbe la strada al livello psicologicamente cruciale di 160,00.
È importante sottolineare che gli operatori si muovono con prudenza, considerando i rischi di un intervento valutario da parte della Bank of Japan. Storicamente, le autorità giapponesi sono intervenute sui mercati per contrastare un eccessivo deprezzamento dello yen, e l’avvicinamento a quota 160 rappresenta un livello particolarmente sensibile. Qualora USD/JPY riuscisse a superare stabilmente questa soglia, il prossimo obiettivo si collocherebbe nell’area 161,50 – 162,00.

