All’economia verde, la cosiddetta Green Economy, sono assegnate importanti prospettive di crescita. E’ quindi un tema di grande interesse per gli imprenditori ma anche per chi vuole cimentarsi in un investimento di tipo speculativo, per quanto a lungo termine. E’ ovvio, se un comparto cresce, crescono anche i fondi di investimento che puntano sulle aziende “verdi”, e di conseguenza si producono rendimenti eccellenti per i piccoli e grandi investitori. Ecco cosa si intende, nello specifico, per Green Economy, i motivi per cui investirci.

Fanno parte della Green Economiche tutte quelle iniziative economiche e imprenditoriali che puntano alla soluzione di alcuni problemi: efficientemento energetico, sviluppo delle fonti rinnovabili, creazione di reti intelligenti, progetti per rendere le città ma anche le aziende ecosostenibili, smaltimento dei rifiuti in maniera differenziata etc.

Investire nella Green Economy

Perché la Green Economy è destinata a crescere?

I motivi sono due e sono ben collegati tra di loro. In primo luogo, nonostante alcuni pensano di poter mettere un freno al cambiamento, la Green Economy è necessaria. Le fonti fossili sono destinate ad esaurirsi, senza contare che il livello di inquinamento sta cominciando a generare danni visibili. In secondo luogo, perché nella maggior parte dei casi, almeno in Occidente, è aumentata la sensibilità nei confronti di questo tema, sicché chi governa sta incentivando la Green Economy, a volte con investimenti diretti pubblici, più spesso con una semplice ma efficace politica di incentivo fiscale.

Per questo motivo, le aziende che puntano sulla Green Economy stanno crescendo a vista d’occhio. Sempre per questo motivo, sono oggetto di interesse da parte degli investitori. Se fino a un decennio fa, puntare sull’economia verde era appannaggio di un manipolo di investitori illuminati e sensibili a questo tema, oggi, visto anche il ritorno degli investimento generalmente alto, è appannaggio – potenzialmente – di chiunque.

Sono i numeri a parlare. Un buon riferimento può essere, almeno per il mercato italiano, l’indice Irex, quotato sula borsa italiana, che raggruppa le società che operano nella produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili (idroelettrica, eolica, fotovoltaica, solare, bio-gas), o nella costruzione di impianti e componentistica relativa. Comprende tra gli altri: Alerion, Eems, ErgyCapital, Falck renewables, Greenvision, K.R. Energy, Kerself, Kinexia, TerniEnergia. Ebbene, ad oggi ha 9.526 punti, il 10% in più rispetto al 2010.