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Uno dei pregi del trading online è la possibilità che offre di esprimere se stessi. E’ un mondo che si adatta facilmente alla personalità, all’approccio di ognuno. Certo, non è un mondo accomodante, visto l’acre competizione a cui i trader sono costretti, ma è senza dubbio vario. Uno dei segreti per una carriera nel trading ricca di soddisfazioni è entrare innanzitutto in contatto con se stessi, comprendere le proprie attitudini. Si tratta di un passaggio fondamentale per evitare non tanto le azioni sbagliate, bensì le azioni che, non essendo compatibili con il proprio vissuto, difficile producono risultati positivi. Insomma, nel trading come nella vita, fare qualcosa contro la propria stessa natura è molto pericoloso.

I trader, quindi, sono chiamati a definire i propri stili di trading. Per farlo, devono porsi tre domande.

Mi trovo più a mio agio con l’analisi tecnica o con l’analisi fondamentale? Il primo bivio esistenziale è questo. Un bivio che, in verità, ha senso ma fino a un certo punto. I due strumenti, infatti, vanno usati insieme. Non c’è dubbio, però, che ciascuno sia affezionato particolarmente o all’analisi tecnica o a quella fondamentale, quasi mai a tutte e due. Preferire la tecnica vuol dire concentrarsi sui numeri, sui grafici, adottare un approccio pragmatico, razionale, che non si accorda perfettamente con le necessità del pensiero creativo. Preferire la fondamentale vuol dire prediligere un approccio più vario, certamente più coraggioso, che conferisce un certo spazio alla creatività (che comunque nel trading ha poca cittadinanza). Questa distinzione, almeno in termini di preferenze, è necessaria per comprendere gli stili di trading. Tuttavia, è bene ripeterlo: analisi tecnica e analisi fondamentale vanno utilizzate entrambe.

Opero a breve termine o a lungo termine? E’ un’altra domanda che è bene porsi. In questo caso, le risposte – a differenza che in quella precedente – si escludono a vicenda. E’ possibile alternare i due approcci, ma non utilizzarli contemporaneamente. Anche perché danno vita a dinamiche del tutto differenti. Molto spesso, infatti, i trader “veloci” hanno una visione delle cose in netta contrapposizione a quella dei trader “lenti”. Portano avanti due filosofie di trading che hanno poco a che fare l’una con l’altra. Chi sceglie un’orizzonte breve è più dinamico, coraggioso, portato al rischio. Chi preferisce l’orizzonte lungo è riflessivo, conferisce davvero tanto tempo all’analisi, è prudente. Anche le tattiche e le  tecniche differiscono. Tra i due approcci, il più difficile è sicuramente quello veloce, non fosse altro per il grande carico emotivo che ne consegue. Soprattutto chi fa lo scalping deve essere bravo a gestire le emozioni, a tenere bada i sentimenti di paura e la eventuale frenesia. Deve avere, insomma, tanto sangue freddo.

Sono interessato al trading automatico o preferisco il trading manuale? Anche questa è una distinzione che occorre fare. In verità, tale “aut aut” non fa riferimento a una visione del trading o a questioni profonde. L’elemento dirimente è infatti il tempo a disposizione. Chi fa trading automatico, infatti, vi si cimenta, nella maggior parte dei casi, perché non ha molte ore da dedicare all’investimento, dunque delega alla macchina. In questo caso, infatti, i due approcci sono interscambiabili. Se infatti è raro che un trader a breve termine diventi a lungo termine (e viceversa), è del tutto normale passare dall’automatico al normale.

La morale della favola è intuitivo: non esiste uno stile migliore di un altro. Ognuno deve usare quello che avverte come più coerente alla propria personalità.

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