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Per poter quantificare i guadagni o le perdite bisogna fare riferimento al valore attribuito a ciascun pips. Il Pip (“Percentage in Point”) è in parole semplici la più piccola variazione, in aumento o diminuzione, che può avere un tasso di cambio riferito ad una coppia di valute. La sua individuazione è semplice, partendo dal tasso di cambio poiché è costituito dall’ultima cifra che incontriamo (partendo da sinistra verso destra). Ora un aspetto che non può sfuggire è che i tassi di cambio hanno una quantità di numeri decimali differente.

Per facilitare la comprensione prendiamo la coppia USD/JPY e EUR/USD. La prima coppia ha solo due decimali dopo la virgola, per cui il pip possibile sarà di 0,01, mentre la seconda ne ha quattro, per cui il pip sarà 0,0001.

Calcolo del Pip

Questo può essere fatto semplicemente con un calcolatore, oppure sfruttando una semplice formula.

Singolo Pip/Valore del tasso di cambio della coppia di valute.

Quindi tornando all’esempio di USD/JPY sarà 0,01/Valore del tasso di cambio e nel caso di EUR/USD sarà 0,001/Valore del tasso di cambio.

Come calcolare i guadagni o le perdite in base ai pips

Calcolare i Pips è importante perché i guadagni o le perdite vengono determinati dalla grandezza del contratto scambiato, in funzione del valore dei pips, e non dalla leva finanziaria.

A livello operativo, quando individuo un momento giusto per entrare, devo anche decidere a ‘quanti pips di distanza’ voglio chiudere la posizione (la definizione del mio target). Una volta che conosco il valore di ciascun pip, in funzione della grandezza del contratto posso determinare i potenziali guadagni o le eventuali perdite in modo semplice. Infatti a titolo di esempio, supponiamo che abbiamo usato un calcolatore per determinare il valore di un pip in funzione del contratto da scambiare, e supponiamo che il valore ottenuto per ciascun pip è di 1$. Decidendo un intervallo di pips pari a 50 la perdita a cui potremmo andare incontro sarebbe di 50$.

Ovviamente nelle valutazioni bisogna anche considerare il peso dello Spread, ovvero del guadagno che il broker trattiene e che è misurato anch’esso in pips.

Criticità del Mercato del Forex

Uno degli aspetti meno chiari è quello rappresentato dagli orari, poiché anche se il mercato è aperto per 24 ore (per il susseguirsi di aperture e chiusure delle varie sessioni: europea, americana, asiatica), lo è per 5 giorni poiché il Sabato e la Domenica rimane chiuso, per riaprire il Lunedì. Ma ovviamente i diversi Paesi hanno orari diversi, dovuti ai fusi, e la situazione viene peggiorata dal fatto che non tutti i Paesi adottano l’ora legale, ed anche qualora lo facciano, il passaggio dall’ora legale a quella solare, e viceversa avviene spesso in giorni differenti. Per cui bisogna informarsi in modo specifico sugli orari di ciascun mercato di interesse. Infine c’è da considerare che anche per quei mercati nei quali si adotta l’ora convenzionale di Londra GMT (Greenwich Mean Time), anche questa viene modificata a causa dell’ora legale (nel qual caso diventa GMT+1).

A titolo puramente esemplificativo gli orari di apertura e chiusura sono:

  • Sidney: dalle 23,00 alle ore 7,59
  • Tokyo: dalle 1,00 alle ore 9,59
  • Francoforte: dalle 8,00 alle ore 16,59
  • Londra: dalle 9,00 alle ore 17,59
  • New York: dalle 14,00 alle ore 22,59

L’importanza degli Orari

I momenti migliori per tradare sono generalmente quelli dotati di maggiore liquidità, e il mercato che offre il maggior grado di liquidità è rappresentato dalla sessione europea: l’apertura avviene alle ore 8 con Francoforte, ma la maggiore liquidità si avrà con l’apertura di Londra alle ore 9,00 e nella maggior parte dei casi (a seconda anche delle notizie e dei dati macro previsti nella mattinata) è intorno a questo orario che vengono definiti gli orientamenti e l’andamento dei prezzi delle varie coppie di valute, fino all’apertura della sessione americana che apre alle ore 14,00 (che costituisce il secondo più importante mercato valutario, con liquidità seconda solo a quello europeo, mentre la sessione asiatica è quella che presenta il minor grado di liquidità che è toccata in particolare nel mercato australiano, quando tutti gli altri sono chiusi).

Bisogna considerare con attenzione anche le fasce orarie in cui l’apertura dei diversi mercati si sovrappone, perché sono quei momenti che incontrano maggiori scambi e volatilità:

  • sessione asiatica- sessione europea: dalle 8,00 alle 9,59.
  • sessione europea – sessione americana: dalle ore 14,00 alle ore 17,59.

Per questo intervallo gli orari maggiormente importanti sono (sempre con attenzione alle varie notizie e diffusione di dati macro previsti), le 15,30 con l’apertura del mercato azionario, e dalle ore 16,00 con i prezzi che normalmente prendono una direzione precisa. Alle 17,30 con la chiusura di Londra gli scambi diventano poco significativi.

In generale il momento caratterizzato da maggiori scambi è quello che avviene nelle fasi centrali di questi intervalli, poi tende a ridursi verso gli estremi.

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