Luglio in flessione per i volumi FX istituzionali

Il mercato valutario istituzionale ha rallentato a luglio 2026. Le quattro principali piattoforme che pubblicano dati mensili — FXSpotStream, Cboe FX, 360T ed Euronext FX — hanno registrato un calo del volume medio giornaliero compreso tra l’1,2% e il 7,8% rispetto a giugno. Nonostante la contrazione mese su mese, tutte e quattro restano ampiamente sopra i livelli dello stesso periodo del 2025.

Il dato più interessante, però, non è la flessione in sé, ma la sua composizione: due sole sedute hanno tenuto in piedi l’intero mese.

L’intervento congiunto Giappone-Stati Uniti sullo yen

Il 30 e il 31 luglio sono state le sessioni più intense del periodo. Il Ministero delle Finanze giapponese è intervenuto acquistando yen giovedì 30, mentre il Tesoro statunitense si è unito all’operazione venerdì 31: si tratta del primo intervento coordinato tra i due governi dal 2011, confermato da entrambe le parti il 3 agosto.

«Non esiteremo a partecipare a ulteriori interventi congiunti», ha dichiarato il Segretario al Tesoro Scott Bessent, un messaggio che ha immediatamente riprezzato le aspettative di volatilità sulle coppie legate allo yen.

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L’impatto sui volumi è stato evidente. Su Euronext FX, escludendo quelle due giornate, la media delle restanti 21 sedute scende a 25,73 miliardi di dollari, appena l’1,2% sopra la media di luglio 2025. Includendo l’intervento, il dato mensile sale a 28,16 miliardi, con una crescita annua del 10,8%. In altre parole: senza l’azione delle banche centrali, la crescita su base annua si sarebbe praticamente azzerata.

FXSpotStream limita i danni

FXSpotStream ha riportato un volume medio giornaliero complessivo di 158,11 miliardi di dollari, in calo di solo l’1,2% su giugno ma in rialzo del 51,7% rispetto a luglio 2025. La componente spot ha pesato per 112,22 miliardi, mentre 45,88 miliardi sono arrivati da swap, forward e altri strumenti.

Distribuito su 23 giornate di contrattazione, il totale mensile si avvicina ai 3,64 trilioni di dollari. Il servizio di aggregazione partecipato dalle banche resta il più dinamico dell’intero comparto: la sola componente spot è cresciuta del 64,1% su base annua, un ritmo che nessun concorrente ha replicato negli ultimi dodici mesi.

Cboe FX oltre 1,3 trilioni di dollari

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Cboe FX ha intermediato 1,31 trilioni di dollari, pari a una media di 56,79 miliardi al giorno su base single-counted: -4,8% su giugno, ma +24,5% rispetto ai 45,6 miliardi di un anno prima, quando il dollaro stava attraversando il peggior primo semestre degli ultimi cinquant’anni.

Attenzione ai confronti tra piattaforme

Un avvertimento metodologico è doveroso per chi analizza questi numeri. I dati non sono omogenei: Cboe pubblica il nozionale single-counted, FXSpotStream include nel dato principale anche i prodotti non spot, mentre la cifra di 360T copre esclusivamente lo spot. Nessuno degli operatori, inoltre, disaggrega la composizione della clientela dietro i totali. Il confronto diretto “riga per riga” tra le piattaforme, quindi, va maneggiato con cautela.

Come gli interventi hanno ridisegnato il profilo giornaliero

Il volume medio giornaliero spot di 360T si è attestato a 40,39 miliardi di dollari, in calo del 4,7% su giugno e in crescita del 20,9% su base annua, secondo le elaborazioni sui dati quotidiani della piattaforma controllata da Deutsche Börse.

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La piattaforma ha trattato 61,65 miliardi il 30 luglio e 56,94 miliardi il 31 luglio, le due giornate più intense del mese. Rimuovendole dal calcolo, la media scende a 38,59 miliardi.

Su Euronext FX lo stesso fenomeno appare in forma ancora più accentuata. Con una media di 28,16 miliardi al giorno (-7,8% su giugno, +10,8% su luglio 2025), le sole sedute del 30 e 31 luglio hanno generato 107,33 miliardi di dollari: il 16,6% del volume mensile concentrato nell’8,7% delle sessioni.

Il confronto con il picco di marzo

Euronext FX resta comunque lontana dai livelli di marzo 2026, quando un rally del dollaro aveva spinto l’attività istituzionale al massimo dell’anno con una media di 39,71 miliardi al giorno, circa il 41% in più rispetto a luglio. Un promemoria di come, nel forex istituzionale, i volumi seguano la direzionalità e la volatilità del biglietto verde più di qualsiasi altro fattore strutturale.

Il carry trade sulla lira turca conquista Click 365

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In controtendenza rispetto alle piattaforme istituzionali, il Tokyo Financial Exchange ha segnato un mese record. I volumi dei futures giornalieri FX su Click 365 hanno raggiunto 2.634.199 contratti, +43,1% su giugno e +86,6% su base annua, come comunicato dalla borsa il 3 agosto. Il volume medio giornaliero è stato di 114.532 contratti, in crescita del 36,9% su giugno (mese che contava una seduta in meno).

TRY/JPY supera il dollaro-yen

Il vero protagonista è la coppia lira turca contro yen (TRY/JPY), che da sola ha rappresentato il 43,4% dell’attività totale. I volumi sono saliti del 62,8% su giugno, a 1.142.584 contratti, con un balzo del 460,6% rispetto a luglio 2025.

Il dollaro-yen si è collocato al secondo posto con 515.253 contratti (+103,1% su base mensile), meno della metà del volume della coppia turca. TRY/JPY è l’esempio tipico di carry trade: una valuta a rendimento elevato finanziata con una valuta a rendimento basso o nullo. La combinazione tra i tassi ancora molto elevati della banca centrale turca e il costo del funding in yen ha reso l’operazione estremamente popolare tra i trader retail giapponesi, che in meno di un anno l’hanno trasformata nel contratto dominante della borsa. Il superamento del dollaro-yen è avvenuto già a giugno, quando TRY/JPY registrava 701.623 contratti.

Cosa osservare nei prossimi mesi

Il quadro che emerge da luglio è duplice. Sul fronte istituzionale, la crescita annua a doppia o tripla cifra di alcune piattaforme dipende in misura crescente da eventi puntuali come gli interventi valutari, più che da un aumento strutturale del turnover. Sul fronte retail giapponese, invece, l’esplosione del carry trade sulla lira turca segnala un’elevata propensione al rischio che storicamente tende a smontarsi in modo brusco nelle fasi di rafforzamento improvviso dello yen — esattamente lo scenario che un intervento congiunto Tokyo-Washington può innescare. Un elemento di fragilità che gli operatori europei farebbero bene a monitorare, data la correlazione tra unwinding dei carry trade in yen e volatilità sulle asset class globali.