Wall Street divisa: il Dow Jones segna nuovi record mentre il Nasdaq arranca
La seduta di giovedì ha messo in evidenza una netta divergenza tra i principali indici azionari statunitensi. Il Dow Jones Industrial Average è salito di 768 punti, pari a un guadagno dell’1,48%, toccando un nuovo massimo storico circa un’ora dopo l’apertura. Lo S&P 500 ha guadagnato lo 0,48%, mentre il Nasdaq Composite ha ceduto lo 0,18%.
Questa spaccatura racconta tutto su dove si stanno spostando i capitali e dove, invece, gli investitori stanno alleggerendo le posizioni. Micron è balzata del 15% grazie a una trimestrale eccezionale, mentre Apple ha trascinato al ribasso il resto del comparto tecnologico dopo l’annuncio di aumenti di prezzo legati ai crescenti costi dei chip.
Il Dow Jones non raggiunge nuovi massimi nei giorni in cui i capitali abbandonano l’equity: lo fa quando il denaro ruota da un settore all’altro. È esattamente ciò che sta accadendo oggi.
Analisi tecnica giornaliera dello S&P 500 (SPX)
L’indice S&P 500 ha recuperato dopo una debolezza iniziale che lo aveva portato fino a 7.323,50, scendendo temporaneamente sotto la media mobile a 50 giorni posizionata a 7.357,70. Quest’ultima rappresenta, a mio avviso, l’indicatore chiave che sta tenendo in piedi l’intero trend rialzista.
Livelli chiave da monitorare
La sfida per i compratori resta la zona di ritracciamento di breve termine compresa tra 7.429,38 e 7.474,57. Un movimento sostenuto sotto il livello del 50% a 7.429,38 segnalerebbe un atteggiamento prudente e la presenza di venditori. Il superamento del livello del 61,8% a 7.474,57 indicherebbe invece forza e la presenza di compratori.
In sostanza, una rottura confermata sopra 7.474,57 potrebbe aprire la strada a un test del massimo secondario a 7.577,92, ultima resistenza prima del massimo storico assoluto a 7.629,90.
Se invece i compratori dovessero fallire nel superare l’area 7.429,38-7.474,57, la media mobile a 50 giorni a 7.357,33 tornerebbe in primo piano. Un suo cedimento potrebbe innescare una forte pressione ribassista, con obiettivo il minimo di swing a 7.237,85, punto di attivazione per un’eventuale accelerazione al ribasso.
Analisi tecnica giornaliera del Nasdaq Composite (IXIC)
Anche il Nasdaq Composite resta sotto pressione, dopo che i compratori della prima parte di seduta sono stati respinti dalla media mobile a 50 giorni a 25.754,29, livello che funge da resistenza e pivot fondamentale.
Il superamento della media mobile a 50 giorni metterebbe l’indice nelle condizioni di sfidare la zona di ritracciamento di breve termine tra 26.085,30 e 26.346,05: è quest’area a separare una possibile ripresa del mercato toro dall’avvio di una correzione più marcata.
Qualora la pressione ribassista iniziale riprendesse, generando un nuovo minimo nel corso della seduta, le vendite potrebbero estendersi fino al minimo di swing principale a 24.980,38. Questo rappresenta l’ultimo supporto prima della zona di ritracciamento di lungo termine tra 23.940,25 e 23.173,24, in coincidenza con la media mobile a 200 giorni a 23.608,61.
Micron polverizza le stime e alza la guidance
Micron Technology è salita di oltre il 15% nella prima ora di contrattazioni, spingendo brevemente la propria capitalizzazione di mercato oltre 1.400 miliardi di dollari, per poi stabilizzarsi attorno ai 1.300 miliardi.
L’utile rettificato si è attestato a 25,11 dollari per azione, ben oltre i 20,78 dollari attesi dagli analisti. Il fatturato è più che quadruplicato, passando da 9,3 miliardi a 41,46 miliardi di dollari rispetto a un anno fa, superando nettamente il consensus di 35,85 miliardi. Il management ha inoltre indicato una guidance per il trimestre in corso pari a circa 50 miliardi di dollari.
Micron ha già assicurato impegni contrattuali per 22 miliardi di dollari da parte dei clienti, mentre l’offerta resta incapace di soddisfare la domanda. Non è certo lo scenario di un’azienda preoccupata da una bolla degli investimenti nell’intelligenza artificiale. La carenza di chip di memoria legata ai carichi di lavoro dell’AI è concreta, e Micron si trova esattamente al centro di questa dinamica.
Apple alza i prezzi e l’intero settore ne paga le conseguenze
Apple ha perso quasi il 5% nella prima ora di seduta dopo aver annunciato rincari sui MacBook e sugli iPad, citando l’aumento dei costi dei semiconduttori. Essendo il più grande acquirente di chip al mondo, se i costi dei componenti di Apple salgono, i margini finiscono sotto pressione.
L’effetto contagio sui big del tech
- Alphabet: in calo di oltre l’1%
- Meta: in flessione di oltre l’1%
- Nvidia e Amazon: entrambe in perdita di oltre il 2%
- Microsoft: in ribasso
Ogni grande nome tecnologico che acquista chip in grandi volumi si è scontrato con lo stesso interrogativo sui margini. È proprio questo il motivo per cui il Nasdaq chiude in rosso in una giornata in cui Micron guadagna il 15%.
Il dato PCE rassicura gli investitori
Il report sull’indice dei prezzi delle spese per consumi personali (PCE) relativo a maggio è stato diffuso giovedì mattina. Il dato headline è salito dello 0,4% su base mensile, contro lo 0,5% atteso. Su base annua, l’inflazione headline si è attestata al 4,1%, in linea con il consensus.
Il Core PCE, che esclude le componenti volatili di energia e alimentari, è cresciuto dello 0,3% su base mensile e del 3,4% su base annua, entrambi in linea con le aspettative. Il dato annuo del 3,4% rappresenta il livello più alto da ottobre 2023, ma il mercato si preparava a un esito peggiore, considerati i prezzi energetici elevati a causa delle tensioni in Medio Oriente.
Il rendimento del Treasury decennale è sceso di oltre 2 punti base, attestandosi intorno al 4,374% in seguito al dato. Un PCE in linea con le attese, in una mattinata in cui il Dow segna nuovi record e lo S&P difende la media mobile a 50 giorni, è sufficiente a mantenere il supporto sull’equity. Il quadro inflazionistico non sta accelerando e, per ora, ai rialzisti basta questo.
I titoli protagonisti della seduta
Johnson & Johnson, JPMorgan Chase e Caterpillar hanno guidato il Dow verso il nuovo record. Sanità, finanza e industria che spingono un indice ai massimi storici nella stessa mattinata in cui il Nasdaq scende rappresentano la fotografia più nitida della rotazione settoriale in atto.
Qualcomm ha guadagnato circa il 3% dopo aver rivisto al rialzo le previsioni di vendita di lungo periodo per i prodotti al di fuori del settore smartphone. Western Digital, KLA e Applied Materials hanno tutti tratto beneficio dall’onda positiva generata dai conti di Micron.
Cosa monitorare nelle prossime sedute
Il Dow ha appena toccato un record, mentre il Nasdaq è stato respinto dalla media mobile a 50 giorni nella stessa mattinata. Micron ha dimostrato che la domanda legata all’intelligenza artificiale sta accelerando, ma Apple ha evidenziato come il lato dei costi nell’equazione dei semiconduttori possa pesare in entrambe le direzioni.
Il PCE è risultato sufficientemente contenuto da non fornire alla Federal Reserve nuove munizioni per inasprire il dibattito sui tassi. Se l’inflazione dovesse rimanere in questo intervallo, le proiezioni restrittive emerse dalla riunione della scorsa settimana inizierebbero ad apparire come un tetto massimo piuttosto che come un punto di partenza.
Lo S&P 500 ha recuperato dalla debolezza iniziale sotto la media mobile a 50 giorni e si mantiene al di sopra di essa. Il Nasdaq, al contrario, resta bloccato sotto la sua media a 25.754,29: finché non riconquisterà quel livello, ogni rimbalzo continuerà a essere venduto.
Un Dow ai massimi con il Nasdaq sotto la media a 50 giorni non è un segnale ribassista: è selettivo. Il denaro è ancora pienamente investito nel mercato. Sta semplicemente scegliendo con attenzione dove dirigersi.

