Il petrolio colma il gap della guerra: analisi del WTI

Il mercato del light sweet crude oil (WTI) sta testando l’area appena al di sotto della soglia dei 70 dollari al barile, un livello tecnicamente significativo. Ci stiamo infatti avvicinando alla chiusura completa del gap che si era aperto in seguito allo scoppio delle tensioni belliche in Medio Oriente.

Se questa dinamica dovesse confermarsi, il mercato avrebbe completato un vero e proprio “round trip”: in altre parole, dal punto di vista dei prezzi, è come se le tensioni con l’Iran non fossero mai accadute, almeno per quanto riguarda il greggio. Vale la pena ricordare che il Brent ha già completato questo movimento, riallineandosi pienamente ai livelli pre-conflitto.

Quanto ancora può scendere il greggio?

A questo punto è ragionevole attendersi ancora una leggera pressione ribassista, ma la vera domanda è: fin dove possono spingersi i prezzi al ribasso? Siamo già tornati ai livelli antecedenti al conflitto, eppure i problemi sul fronte dell’offerta restano sul tavolo.

Le criticità legate all’offerta rappresenteranno probabilmente il tema dominante dei prossimi mesi. Non si prospetta uno scenario catastrofico, ma è plausibile che alcune carenze localizzate possano spingere temporaneamente i prezzi verso l’alto. Inoltre, questo periodo dell’anno è tipicamente caratterizzato da movimenti laterali (range-bound), il che rende coerente l’ipotesi di un consolidamento all’interno di un intervallo definito.

Livelli tecnici chiave sul WTI

La media mobile esponenziale a 200 giorni (EMA 200) si colloca poco sopra quota 79 dollari e rappresenta, a mio avviso, un tetto di breve termine. Dopo un movimento direzionale così marcato, una fase di assestamento laterale appare del tutto fisiologica. Avendo ormai completato un ciclo completo, l’aspettativa è quella di una ricerca di un nuovo range operativo.

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Brent: il gap è chiuso, attenzione al supporto a 70 dollari

Come anticipato, il mercato del Brent ha già colmato il proprio gap. In questo contesto, ritengo che la soglia dei 70 dollari rappresenti ora un solido livello di supporto. Spingersi molto al di sotto di questa quota appare poco realistico nelle condizioni attuali.

Un rimbalzo da questi livelli avrebbe una sua logica tecnica. Personalmente non sto cercando di costruire posizioni rialziste a priori, ma di fronte a chiari segnali di momentum potrebbe configurarsi un’interessante opportunità di trading di breve termine.

Scenario stagionale e dinamiche geopolitiche

Anche per il Brent, la EMA 200 rappresenta verosimilmente il principale ostacolo al rialzo nell’immediato. Il mercato tenderà con ogni probabilità a stabilizzarsi all’interno di un classico range estivo, in linea con il comportamento tipico del greggio in questo periodo dell’anno.

L’unico fattore in grado di stravolgere questo quadro sarebbe una riaccensione delle tensioni in Medio Oriente, scenario che al momento ritengo improbabile. La percezione diffusa è che tutte le parti coinvolte nel conflitto mostrino segnali di stanchezza: per questo motivo, è più plausibile assistere alla ricerca di un nuovo equilibrio di mercato, piuttosto che a un’escalation.