Micron in rally dopo una trimestrale da record trainata dall’intelligenza artificiale
Le azioni di Micron Technology hanno registrato un forte balzo dopo che il produttore di chip di memoria ha pubblicato risultati trimestrali eccezionali, sostenuti dall’esplosione della domanda di memorie legata al boom dell’intelligenza artificiale.
Nel corso della seduta il titolo è arrivato a guadagnare fino al 19%, spingendo temporaneamente la capitalizzazione di mercato di Micron oltre quella di Meta e Tesla, collocandola tra le società statunitensi di maggior valore. Successivamente parte di questi guadagni è stata ridimensionata, con il rialzo che si è assestato intorno al 13%.
Ricavi più che quadruplicati anno su anno
Secondo i dati diffusi dalla società, i ricavi del terzo trimestre fiscale sono passati da 9,3 miliardi di dollari dell’anno precedente a 41,46 miliardi di dollari, registrando così un incremento di oltre quattro volte. Il dato ha ampiamente superato le aspettative degli analisti, che secondo il consenso LSEG si attestavano intorno ai 36 miliardi di dollari.
Guardando al trimestre in corso, l’azienda prevede ricavi pari a circa 50 miliardi di dollari, in netto aumento rispetto agli 11,3 miliardi dell’anno precedente. Si tratta di una guidance che conferma il momento estremamente favorevole per il settore delle memorie.
L’effetto traino degli hyperscaler e dei data center AI
Micron sta beneficiando direttamente della corsa agli investimenti in infrastrutture per l’intelligenza artificiale da parte dei grandi hyperscaler. I data center dedicati all’AI richiedono infatti enormi quantità di chip di memoria, sottraendo capacità produttiva ad altri segmenti.
Questa dinamica ha ridotto la disponibilità di memorie per smartphone, PC e altri dispositivi, generando uno squilibrio tra domanda e offerta che ha spinto al rialzo i prezzi delle memorie. Il risultato è stato un netto miglioramento dei margini e dei conti dell’azienda.
Contratti pluriennali per blindare i ricavi
Per consolidare la propria visibilità sui ricavi futuri, Micron ha annunciato di aver siglato 16 accordi di lungo termine con diversi clienti, dai gestori di data center alle case automobilistiche. Questi contratti coprono un orizzonte temporale compreso tra tre e cinque anni e prevedono impegni finanziari stimati in circa 22 miliardi di dollari.
Secondo gli analisti di RBC Capital Markets, circa il 40% dei ricavi dell’azienda dovrebbe derivare da contratti di lungo periodo che incorporano un prezzo minimo garantito. Questo elemento contribuisce a limitare il rischio sui margini anche nel caso in cui la domanda dovesse indebolirsi durante la durata contrattuale, generalmente fissata in cinque anni.
«Il nostro scenario base prevede che l’attuale fase di crescita prosegua fino al 2027, e gli accordi di lungo termine ci offrono ulteriore convinzione sulla sostenibilità del ciclo. Alziamo le stime, il target price e confermiamo il giudizio Outperform», hanno scritto gli analisti.
Il settore dei semiconduttori tenta il rimbalzo
I risultati eccezionali di Micron hanno offerto sostegno all’intero comparto dei chip, invertendo parzialmente il forte sell-off che nei giorni precedenti aveva colpito titoli come Intel, Nvidia e Advanced Micro Devices (AMD).
Nelle prime contrattazioni, Qualcomm, Intel e AMD hanno aperto in rialzo, salvo poi ridimensionare i guadagni nel corso della seduta.
Il sentiment sull’AI resta solido
«I mercati azionari statunitensi hanno recuperato parte del terreno perso, poiché i risultati di Micron hanno fornito una nuova rassicurazione sul fatto che il ciclo di investimenti nell’intelligenza artificiale resta saldamente in atto», ha commentato Daniela Hathorn, Senior Market Analyst di Capital.com.
Secondo Hathorn, la solida domanda di memorie da parte dei data center e dei clienti legati alle infrastrutture AI rafforza la tesi di un’accelerazione continua della spesa in conto capitale dedicata all’intelligenza artificiale.
«Questo ha contribuito a migliorare il sentiment sull’intero settore dei semiconduttori, dopo le recenti debolezze sui titoli a forte crescita. Gli investitori sembrano disposti a guardare oltre la volatilità di breve termine, a patto che le prospettive sugli utili continuino a giustificare valutazioni elevate», ha concluso Hathorn.
Cosa monitorare ora
Per gli investitori il nodo centrale resta la sostenibilità del ciclo di crescita. La forza attuale di Micron dipende in larga misura dalla domanda strutturale di memorie per l’AI: finché gli hyperscaler manterranno elevati i piani di investimento nei data center, lo squilibrio tra domanda e offerta potrà continuare a sostenere prezzi e margini. I contratti pluriennali con prezzo minimo rappresentano un’ulteriore protezione in caso di rallentamento, offrendo una maggiore prevedibilità ai conti aziendali nei prossimi anni.

