XRPL: l’offerta di stablecoin raggiunge i 762 milioni di dollari
L’offerta complessiva di stablecoin sul Ripple Ledger (XRPL) ha registrato un’impennata del 22% nelle ultime settimane, raggiungendo circa 762 milioni di dollari. Si tratta di un dato che va ben oltre il semplice traguardo di liquidità: rappresenta la prova che RLUSD, la stablecoin nativa di Ripple, ha consolidato in modo silenzioso ma deciso il controllo istituzionale sul livello dollaro del network, arrivando a coprire tra l’83% e l’88% della liquidità in stablecoin presente sull’XRPL.
Il volume di trasferimento è cresciuto del 123% su base mensile, toccando i 4,71 miliardi di dollari, mentre la capitalizzazione complessiva delle stablecoin ha superato gli 888,5 milioni di dollari su base trentina. Numeri che suggeriscono come l’espansione non sia il risultato di un evento isolato, bensì di un cambiamento strutturale nell’utilizzo del ledger.
Il contesto di mercato: XRP riconquista quota 1,10 dollari
L’incremento dell’offerta di stablecoin su XRPL avviene mentre XRP segna un +3,2% nelle ultime 24 ore, riconquistando la soglia di 1,10 dollari e attestandosi attorno a 1,16 dollari, con un volume giornaliero di scambi pari a 2 miliardi di dollari.
Dal punto di vista tecnico, i bear market storici di XRP hanno avuto in media una durata compresa tra 400 e 790 giorni, con drawdown tra l’85% e il 96%. Nel 2026 la correzione si è protratta per circa 350 giorni, con un calo del 71% rispetto al massimo storico registrato a luglio 2025.
Cosa alimenta davvero la crescita a 762 milioni di dollari
Ripple ha lanciato RLUSD nel dicembre 2024 come stablecoin garantita da valuta fiat, regolamentata dal New York Department of Financial Services e con riserve mantenute in rapporto 1:1 con il dollaro statunitense presso BNY Mellon. Questa cornice normativa ha rappresentato fin da subito un elemento di credibilità nei confronti delle controparti istituzionali.
Il minting di RLUSD ha accelerato nel corso del 2025, con emissioni significative legate ad attività su exchange e a programmi pilota. Per gran parte dello scorso anno, la capitalizzazione totale delle stablecoin su XRPL è rimasta sotto i 100 milioni di dollari, con l’asset principalmente associato ai pagamenti transfrontalieri.
Il punto di svolta tra fine 2025 e 2026
Il momento chiave si è verificato a novembre 2025, quando l’offerta ha superato i 200 milioni di dollari, segnalando una fase di espansione duratura. A giugno 2026, l’offerta di stablecoin su XRPL ha raggiunto i 762 milioni di dollari, trainata in larga parte proprio da RLUSD.
È fondamentale precisare che la quota di dominanza dell’83-88% di RLUSD si riferisce esclusivamente alle stablecoin native di XRPL e non alla sua presenza complessiva. Circa il 77-82% dell’offerta totale di RLUSD risiede su Ethereum, dove viene utilizzata come collaterale nel DeFi: una scelta strategica operata da Ripple fin dal lancio.
Il layer RWA da 3,57 miliardi: infrastruttura solida, adozione ancora limitata
La tokenizzazione sul Ripple Ledger ha registrato un’espansione significativa, con un valore degli asset di 3,57 miliardi di dollari e 385 milioni di dollari in valore distribuito on-chain. La differenza tra asset registrati e quelli effettivamente in circolazione costituisce un dato rilevante per valutare lo stato reale dell’adozione.
I dati del report Messari
Il report Q1 2026 di Messari ha evidenziato come la capitalizzazione di mercato RWA di XRPL sia salita a 2,25 miliardi di dollari, con un incremento del 124% trimestre su trimestre, posizionando il ledger al quarto posto a livello globale. Tra i principali contributori figurano:
- Il TBILL Vault di OpenEden
- Il fondo di obbligazioni governative statunitensi di Ondo Finance
- La stessa RLUSD
Il pilota istituzionale con JPMorgan, Mastercard e Ondo
Un punto di svolta istituzionale è rappresentato dal pilota di maggio 2026 per la redemption di Treasury statunitensi tokenizzati, che ha coinvolto Ondo Finance, JPMorgan Kinexys, Mastercard e Ripple. La transazione cross-border, relativa al prodotto Treasury tokenizzato di Ondo con circa 250 milioni di dollari in AUM, è stata completata in soli 4,2 secondi, mettendo in luce velocità ed efficienza del network.
La partecipazione di JPMorgan è un segnale forte della crescente fiducia istituzionale verso XRPL come livello di regolamento credibile, aprendo interrogativi sul potenziale di workflow operativi scalabili.
Il vero nodo: infrastruttura pronta, ma solo 110 holder RWA
A giugno 2026, sull’XRPL risultano registrati soltanto 110 holder di RWA, a fronte di un valore complessivo degli asset pari a 3,57 miliardi di dollari. Questo si traduce in una posizione media superiore ai 30 milioni di dollari per holder, suggerendo una marcata concentrazione istituzionale piuttosto che un’adozione diffusa.
Una lettura a doppio taglio
Da un lato, i 110 holder rappresentano programmi pilota istituzionali in fase iniziale che stanno testando il network, scenario che potrebbe preludere a un’adozione più ampia. Dall’altro, il dato evidenzia come, nonostante gli sforzi di Ripple nella tokenizzazione, la partecipazione di market maker e gestori di fondi resti ridotta, elemento critico per garantire liquidità di mercato.
Le domande aperte sul futuro dell’ecosistema
Per comprendere la traiettoria di XRPL diventa essenziale monitorare se il numero di holder è in crescita, se le istituzioni stanno consolidando posizioni o se gran parte dell’attività rimane off-chain prima della distribuzione on-chain. Lo scarto tra i 3,57 miliardi di dollari in valore rappresentato e i 385 milioni effettivamente distribuiti on-chain solleva interrogativi sulla reale circolazione degli asset, lasciando ancora incerto il destino di queste posizioni nel medio termine.

