Il dollaro USA si rafforza grazie ai dati PMI superiori alle previsioni

Il Dollar Index (DXY) ha registrato un significativo rialzo nella sessione odierna, sostenuto dalla pubblicazione dei dati PMI statunitensi che hanno superato le aspettative degli analisti. Il PMI manifatturiero è salito da 51,6 di febbraio a 52,4 a marzo, ben al di sopra della previsione di consenso fissata a 51,3. Il PMI dei servizi, invece, ha mostrato un lieve rallentamento, scendendo da 51,7 a 51,1 rispetto alle attese di 51,5. Il dato più rilevante per i mercati è stato il PMI composito, che pur calando da 51,9 a 51,4, ha comunque battuto le stime degli analisti. Ricordiamo che valori superiori a 50 indicano un’espansione dell’attività economica, un segnale che continua a sostenere la narrativa di resilienza dell’economia americana. Dal punto di vista tecnico, il DXY sta tentando di consolidarsi sopra il livello di 99,50. Un superamento confermato di questa soglia aprirebbe la strada verso la resistenza successiva, collocata nell’area 99,70 – 99,85. Questo movimento riflette la crescente fiducia degli operatori nella solidità del ciclo economico statunitense, in un contesto in cui le altre principali economie mostrano segnali di debolezza.

EUR/USD in arretramento sotto 1,1600: pesano i PMI europei deludenti

La coppia EUR/USD ha subito una pressione ribassista significativa dopo la pubblicazione dei dati PMI dell’Eurozona, che hanno dipinto un quadro contrastante per l’economia del blocco.

I dati PMI dell’Eurozona nel dettaglio

Il PMI manifatturiero dell’area euro ha sorpreso positivamente, salendo da 50,8 a 51,4 a marzo, superando nettamente la previsione di 49,4. Tuttavia, il vero campanello d’allarme è arrivato dal settore dei servizi, dove il PMI è crollato da 51,9 a 50,1, ben al di sotto delle attese di 51,1. Questo dato colloca il settore terziario europeo pericolosamente vicino alla soglia di contrazione. La debolezza dei servizi ha trascinato al ribasso il PMI composito, sceso da 51,9 a 50,5. Gli operatori temono che nei prossimi mesi il dato possa scivolare sotto quota 50, soprattutto a causa dell’impatto dei prezzi energetici elevati sulla domanda interna e sui margini delle imprese.

Analisi tecnica EUR/USD

Dal punto di vista grafico, EUR/USD resta intrappolato in prossimità della resistenza a 1,1585 – 1,1600. Solo un consolidamento stabile sopra 1,1600 potrebbe innescare un movimento rialzista verso la resistenza successiva situata nell’area 1,1665 – 1,1680. Al contrario, un fallimento nel superare questa barriera potrebbe alimentare ulteriori vendite sull’euro.

GBP/USD in calo dopo il crollo del PMI servizi britannico

La sterlina ha perso terreno contro il dollaro dopo la pubblicazione di dati PMI deludenti dal Regno Unito, che hanno evidenziato un marcato rallentamento dell’attività economica.

PMI UK: il settore servizi preoccupa

Il PMI manifatturiero britannico è sceso marginalmente da 51,7 a 51,4, un calo contenuto che non ha destato particolari preoccupazioni. Ben più significativo è stato il declino del PMI dei servizi, precipitato da 53,9 a 51,2, un deterioramento di quasi tre punti che segnala un raffreddamento rapido del settore terziario, tradizionalmente il motore dell’economia britannica.

Analisi tecnica GBP/USD

GBP/USD non è riuscito a consolidarsi sopra la resistenza a 1,3400 – 1,3415 e ha successivamente tentato di rompere al ribasso il supporto a 1,3370. Se la coppia dovesse stabilizzarsi sotto questo livello, il prossimo obiettivo ribassista si colloca nell’area di supporto 1,3315 – 1,3330. La pressione venditrice sulla sterlina potrebbe intensificarsi qualora i prossimi dati macroeconomici confermassero il trend di rallentamento.

USD/CAD in rialzo nonostante il rally del petrolio

In una dinamica apparentemente controintuitiva, USD/CAD ha guadagnato terreno nonostante il forte rialzo dei prezzi del petrolio, che normalmente sostiene il dollaro canadese in quanto valuta legata alle materie prime.

Il petrolio sopra i 92 dollari non basta al loonie

Il WTI ha superato la soglia dei 92,00 dollari al barile, spinto dalle crescenti tensioni geopolitiche in Medio Oriente e dalle notizie secondo cui alcuni paesi del Golfo potrebbero unirsi a operazioni militari contro l’Iran. Nonostante questo scenario tipicamente favorevole alle valute legate alle commodity, il dollaro canadese non è riuscito a trarne beneficio. Questa disconnessione tra prezzo del petrolio e andamento del CAD suggerisce che i mercati stanno attribuendo maggiore peso alla forza generalizzata del dollaro USA e al deterioramento del sentiment verso le valute legate alle materie prime. Anche altre divise commodity hanno subito pressioni ribassiste nella sessione odierna.

Analisi tecnica USD/CAD

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USD/CAD ha superato la resistenza a 1,3720 – 1,3735 e sta ora tentando di consolidarsi sopra il livello di 1,3750. Un breakout confermato aprirebbe la strada verso la prossima area di resistenza a 1,3800 – 1,3815, un livello che potrebbe rappresentare un test cruciale per la continuazione del trend rialzista.

USD/JPY punta a 159,00 con i rendimenti dei Treasury in salita

La coppia USD/JPY ha registrato un rimbalzo significativo, alimentato dalla combinazione di dati economici giapponesi deboli e dall’aumento dei rendimenti dei titoli di Stato americani.

Inflazione giapponese in calo e PMI contrastanti

Il tasso di inflazione del Giappone è sceso dall’1,5% di gennaio all’1,3% di febbraio, in linea con le previsioni degli analisti. L’inflazione core è diminuita dal 2,0% all’1,6%, leggermente al di sotto delle attese di 1,7%. Questi dati riducono la pressione sulla Bank of Japan per un eventuale inasprimento della politica monetaria, un fattore strutturalmente negativo per lo yen. Sul fronte PMI, il manifatturiero giapponese è calato da 53,0 a 51,4, ben sotto la previsione di 52,8. Il PMI dei servizi è sceso da 53,8 a 52,8, ma ha comunque superato il consenso di 51,5, offrendo un parziale segnale di tenuta del settore terziario nipponico.

I rendimenti dei Treasury come catalizzatore

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I rendimenti dei Treasury USA hanno guadagnato terreno nella sessione, sostenuti dalle tensioni in Medio Oriente e dalla convinzione degli operatori che i prezzi del petrolio resteranno elevati nelle prossime settimane. L’aumento dei rendimenti americani amplia il differenziale di tasso con il Giappone, rendendo il dollaro più attraente rispetto allo yen per gli investitori in cerca di rendimento.

Analisi tecnica USD/JPY

Il livello chiave da monitorare è la media mobile a 50 periodi a 159,05. Un consolidamento sopra questa soglia proietterebbe la coppia verso i recenti massimi in area 160,00. Un eventuale superamento di quota 160,00 aprirebbe la strada a un test della resistenza critica situata nell’intervallo 161,50 – 162,00, un’area che in passato ha attirato l’attenzione delle autorità giapponesi per possibili interventi sul mercato valutario.

Prospettive per i mercati valutari: cosa monitorare

La sessione odierna ha confermato alcune dinamiche fondamentali per il mercato forex nel 2026: La resilienza dell’economia USA continua a sostenere il dollaro, con i dati PMI che evidenziano un’espansione ancora solida nonostante le incertezze globali. Al contrario, l’Eurozona e il Regno Unito mostrano segnali di fragilità, soprattutto nel settore dei servizi. Le tensioni geopolitiche in Medio Oriente rappresentano un fattore di rischio trasversale che sta influenzando sia i mercati energetici sia le dinamiche valutarie, con effetti particolarmente evidenti sui rendimenti obbligazionari e sulla coppia USD/JPY. Per i trader forex, i livelli tecnici chiave da monitorare nelle prossime sessioni includono 99,50 sul DXY, 1,1600 su EUR/USD, 1,3370 su GBP/USD, 1,3750 su USD/CAD e 159,05 su USD/JPY. La rottura o il mantenimento di questi livelli determinerà la direzione di breve termine delle principali coppie valutarie.