Seduta negativa a Wall Street: i listini americani chiudono una settimana nervosa

I principali indici azionari statunitensi hanno archiviato la seduta di venerdì 23 ottobre 2026 in territorio negativo, nonostante il parziale recupero del comparto tecnologico. A pesare è stata la crescente diffidenza degli investitori verso il cosiddetto “AI trade”, il tema che ha trainato i rialzi degli ultimi trimestri, in una settimana segnata da forte volatilità.

I numeri della chiusura

  • Dow Jones Industrial Average: -652,82 punti (-1,23%), a quota 52.215,16
  • S&P 500: -39,75 punti (-0,52%), a 7.623,68
  • Nasdaq Composite: -53,52 punti (-0,21%), a 25.955,34

Su base settimanale il bilancio è stato in chiaroscuro: l’S&P 500 ha ceduto lo 0,5% e il Nasdaq lo 0,7%, mentre il Dow Jones è riuscito a guadagnare lo 0,4%, mettendo a segno la terza settimana consecutiva in rialzo grazie alla rotazione verso i settori più difensivi e ciclici tradizionali.

Il nodo intelligenza artificiale: dopo l’euforia, arrivano le domande

Il Nasdaq ha limitato le perdite dopo il crollo del giorno precedente, il più pesante dallo scorso giugno, innescato dai timori sui costi di finanziamento necessari a sostenere i massicci investimenti nell’intelligenza artificiale. Il settore tecnologico dell’S&P 500 ha chiuso in rialzo dello 0,35%, ma il resto del paniere è rimasto sotto pressione.

Cali superiori all’1% hanno interessato i beni di consumo di base, i consumi discrezionali e il comparto finanziario.

Il commento degli analisti

«Le ricadute del dibattito sull’AI trade sono ancora evidenti», ha osservato Kristina Hooper, chief market strategist di Man Group. «C’è concretamente la possibilità che l’anno prossimo si investa meno del previsto nella costruzione di data center dedicati all’intelligenza artificiale. Questo spinge gli investitori alla prudenza».

FTMO

Il tema diventerà centrale già dalla prossima settimana, quando circa un terzo delle società dell’S&P 500 pubblicherà i risultati trimestrali. Tra queste figurano Alphabet, Microsoft e Amazon, i tre principali hyperscaler: le loro indicazioni sulla spesa in conto capitale (capex) saranno il vero banco di prova per la tenuta del tema AI.

Telecomunicazioni sotto pressione: l’effetto SpaceX

Forti vendite sul comparto telefonico dopo un’indiscrezione secondo cui SpaceX starebbe cercando migliaia di siti per antenne, in vista del lancio di un quarto operatore wireless negli Stati Uniti. Una prospettiva che minaccia direttamente gli equilibri di un mercato finora dominato da tre player.

  • AT&T e T-Mobile: entrambe in calo di quasi l’8%
  • Verizon: -1,2%
  • SpaceX: +1,9%

Effetto opposto per i gestori di torri di telecomunicazione, che beneficerebbero di una nuova domanda di infrastrutture: Crown Castle ha guadagnato il 9% e American Tower il 4%.

Energia ai massimi storici con il rischio geopolitico

Il settore energetico è stato la nota più brillante della seduta, con un rialzo del 2,5% e un nuovo massimo storico di comparto. Il Brent ha toccato i livelli più alti da fine aprile dopo gli attacchi Houthi in Arabia Saudita, che hanno riacceso i timori di nuove interruzioni nelle forniture energetiche dal Medio Oriente.

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Per gli investitori europei e italiani si tratta di un fattore da monitorare con attenzione: un rialzo prolungato del greggio avrebbe effetti diretti sull’inflazione dell’Eurozona e sulle dinamiche del cambio EUR/USD, oltre a favorire titoli energetici come Eni e Tenaris su Piazza Affari.

Titoli in evidenza

American Express ha perso il 3,7%, zavorrando il Dow Jones: la società ha alzato le stime sugli utili ma ha contestualmente annunciato un taglio del 5% della forza lavoro. In rialzo del 7% SLB, dopo che il gruppo di servizi petroliferi ha battuto le attese degli analisti sull’utile del terzo trimestre.

Consumatori americani prudenti, utili aziendali robusti

I dati dell’Università del Michigan hanno mostrato una fiducia dei consumatori statunitensi in lieve calo a ottobre, vicina ai minimi storici: l’aumento dei prezzi legato alle tensioni mediorientali sta erodendo la percezione delle famiglie sullo stato dell’economia.

Il quadro degli utili resta però solido e continua a sostenere le valutazioni azionarie. Secondo i dati LSEG IBES, le società dell’S&P 500 sono avviate a chiudere il terzo trimestre con una crescita degli utili superiore al 32% su base annua.

Fed e midterm: i due appuntamenti che muoveranno i mercati

La riunione di politica monetaria

Mercoledì la Federal Reserve comunicherà le proprie decisioni di politica monetaria. Il consenso di mercato si attende tassi invariati, ma l’attenzione sarà tutta sul linguaggio del comunicato e sulla conferenza stampa: gli operatori cercheranno indizi su un possibile rialzo dei tassi nella riunione di dicembre, scenario reso più concreto dalle pressioni inflazionistiche di matrice energetica.

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Elezioni di metà mandato

Cresce inoltre il focus sulle elezioni midterm del 3 novembre 2026, che determineranno il controllo del Congresso statunitense. Storicamente, le settimane precedenti al voto di metà mandato sono caratterizzate da maggiore volatilità, seguita spesso da un recupero nei mesi successivi.

Ampiezza di mercato e volumi

La seduta ha evidenziato una partecipazione negativa diffusa: al NYSE i titoli in calo hanno superato quelli in rialzo con un rapporto di 1,72 a 1; sul Nasdaq il rapporto è stato di 1,57 a 1.

L’S&P 500 ha registrato 18 nuovi massimi e 8 nuovi minimi a 52 settimane, mentre il Nasdaq Composite ha segnato 74 nuovi massimi contro ben 334 nuovi minimi: un segnale di deterioramento dell’ampiezza di mercato che merita attenzione, perché indica come il rialzo degli indici sia sostenuto da un numero sempre più ristretto di titoli a grande capitalizzazione.

I volumi complessivi sulle borse americane sono stati pari a 15,4 miliardi di azioni, al di sotto della media di 17,2 miliardi delle ultime 20 sedute.

Cosa monitorare nei prossimi giorni

  • Trimestrali big tech: le guidance sul capex AI di Alphabet, Microsoft e Amazon saranno decisive per il sentiment
  • Decisione Fed di mercoledì: attenzione al tono sui tassi di dicembre
  • Prezzo del petrolio: ulteriori escalation in Medio Oriente peserebbero su inflazione e settori ciclici
  • Ampiezza di mercato: il divario tra nuovi minimi e nuovi massimi sul Nasdaq resta un campanello d’allarme