Mercati globali sospesi tra tensioni in Medio Oriente e speranze di tregua
Nonostante il conflitto in Medio Oriente resti acceso e Israele sembri aver lanciato una nuova offensiva in Libano, gli investitori continuano a scommettere su una possibile risoluzione diplomatica. Il clima di cauto ottimismo ha favorito un calo del prezzo del petrolio di circa 3 dollari al barile e ha sostenuto i listini azionari, con l’eccezione di Giappone, Cina e Hong Kong.
Il dollaro USA mostra un andamento contrastato. A guidare le valute G10 è il dollaro neozelandese, in rialzo di quasi lo 0,75% dopo la decisione hawkish della Reserve Bank of New Zealand. In coda alla classifica troviamo invece il dollaro australiano, penalizzato (-0,40%) da un dato sull’inflazione più debole del previsto che ha alimentato aspettative dovish sul mercato dei tassi.
Analisi delle principali valute G10
Euro e Yen giapponese
L’euro ha registrato un lieve indebolimento, scivolando fino a quasi 1,1615 dollari dopo essere stato respinto da quota 1,1655 lunedì. Attualmente si muove in un range ristretto sotto 1,1650. Un superamento di 1,1660 aprirebbe la strada a un test della robusta resistenza in area 1,1680-1,1685.
Nonostante il calo dei rendimenti americani, lo yen ha toccato il livello più debole dall’intervento del 30 aprile. Il dollaro si è avvicinato a 159,40 nella sessione nordamericana, raggiungendo oggi un nuovo massimo a 159,45. Nelle prime 18 sessioni del mese, lo yen si è indebolito in tutte tranne quattro. Da notare il crollo della volatilità implicita a un mese, scesa al minimo di quattro anni sotto il 6,30%. Il mercato resta tuttavia in allerta per possibili interventi ufficiali sotto quota 159,50.
Sterlina e dollaro canadese
La sterlina ha restituito interamente i guadagni di lunedì, scivolando a 1,3435 e fallendo nel superare 1,3460. Il supporto chiave si colloca in area 1,3400-1,3420; una rottura potrebbe innescare una discesa verso 1,3380 e il minimo settimanale di 1,3300.
Il dollaro canadese resta intrappolato sui minimi mensili. Il biglietto verde ha raggiunto CAD 1,3835, nuovo massimo dal 13 aprile, con prossimo obiettivo tecnico in area CAD 1,3870-1,3880.
Dollari australiano e neozelandese
Il debole CPI australiano ha innescato vendite sull’Aussie, spinto fino a 0,7135. Una rottura del supporto a 0,7130 potrebbe portare a un retest del minimo settimanale di 0,7080. Sul fronte opposto, la decisione hawkish della RBNZ ha catapultato il kiwi da 0,5830 a quasi 0,5890, con potenziale di estensione verso 0,5900-0,5925.
Mercati emergenti: focus su America Latina e Asia
Peso messicano e real brasiliano
Il dollaro si è consolidato contro il peso messicano nel range MXN 17,2855-17,3225. Movimento laterale anche contro il real brasiliano (BRL 4,99-5,06). La Banca centrale messicana pubblica oggi il rapporto sull’inflazione: i verbali della recente riunione evidenziano preoccupazioni per la debolezza economica, ma le pressioni sui prezzi rendono difficile un nuovo taglio.
Elezioni in Colombia e dinamiche del peso
La Colombia si reca alle urne il 31 maggio per le elezioni presidenziali. I sondaggi indicano un drastico spostamento del pendolo politico dall’attuale governo di sinistra al National Salvation Party di estrema destra. Il dollaro ha recuperato dal minimo quinquennale di fine aprile (COP 3.530) toccando un massimo di due mesi e mezzo a metà maggio (COP 3.821), con possibili ulteriori guadagni in vista del voto.
Yuan e rupia indiana
Lo yuan offshore ha raggiunto un nuovo minimo triennale sotto CNH 6,7785. La PBOC ha fissato oggi il fixing di riferimento leggermente più alto a CNY 6,8291. La rupia indiana resta sotto pressione, con il dollaro salito a INR 95,7960 prima di stabilizzarsi vicino a INR 95,6960.
Equity, obbligazioni e materie prime
Mercati azionari
S&P 500 e Nasdaq hanno toccato nuovi record storici ieri, prima di ripiegare verso i livelli di apertura. In Asia, i comparti chip hanno trainato il Kospi sudcoreano (+2,25%) e il Taiex di Taiwan (+1,7%). Giappone, Cina e Hong Kong si muovono in territorio negativo, mentre Australia e Nuova Zelanda avanzano. Lo Stoxx 600 europeo riprende a salire dopo aver interrotto una serie positiva di sei sedute. I futures USA guadagnano lo 0,30-0,50%.
Rendimenti obbligazionari
I rendimenti dei titoli decennali sono in calo generalizzato. Il JGB decennale giapponese scende di 2,5 punti base sotto il 2,68%, i rendimenti europei cedono 2-4 punti base, con il Gilt britannico in calo di oltre 5 punti base. Il Treasury decennale USA si attesta vicino al 4,46%.
Oro, argento e petrolio
L’oro ha tentato un nuovo massimo oltre 4.580 dollari prima di invertire la rotta scivolando sotto 4.485 dollari. Oggi è sceso fino a 4.476 dollari. Il minimo della scorsa settimana era a 4.454 dollari, livello più basso da fine marzo. L’argento si è stabilizzato a 74,65 dollari dopo aver toccato 78,80 lunedì. Il WTI luglio oscilla intorno ai 90 dollari, dopo essere scivolato brevemente a 89,65; il contratto non chiude sotto i 90 dollari dal 24 aprile.
Dati macroeconomici e calendario eventi
Stati Uniti: focus sui consumi e sulla Fed
I dati statunitensi odierni (indagini Fed di Richmond e Dallas di maggio) avranno probabilmente impatto limitato. Quattro membri della Federal Reserve parleranno in tarda sessione. Il calo del petrolio ha fatto scendere il rendimento implicito dei Fed funds di dicembre al 3,78%. Domani sono attesi i dati su redditi e consumi personali di aprile: la resilienza del consumatore americano dovrebbe confermarsi con un altro mese di crescita dei consumi superiore a quella dei redditi. Il deflatore PCE headline è atteso al 3,8% (da 3,5%) e il core al 3,3% (da 3,2%).
Australia: inflazione sorprende al ribasso
Il CPI australiano di aprile è salito dello 0,4%, meno delle attese, portando il tasso annuo dal 4,6% al 4,2%. La media troncata è leggermente salita dal 3,3% al 3,4%. Dopo tre rialzi già effettuati quest’anno, il mercato sconta il prossimo nel quarto trimestre (probabilità 83%), con oltre il 50% di possibilità di un’azione nel terzo trimestre.
Nuova Zelanda: voto risicato della RBNZ
Con un voto del board 3-3, il Governatore Breman ha espresso il voto decisivo per mantenere i tassi al 2,25%. Il mercato degli swap sconta quasi tre rialzi quest’anno, in linea con la forward guidance della banca centrale che implica almeno due rialzi nel 2026 e tre entro metà 2027.
Giappone e Cina: segnali industriali contrastanti
In Giappone, gli ordini di macchine utensili hanno registrato un’impennata del 45,1% su base annua. L’inflazione dei servizi PPI è scesa al 3,0% in aprile dal 3,3% di marzo. In Cina, i profitti industriali sono cresciuti del 18,2% anno su anno nei primi quattro mesi, dopo il 15,5% del primo trimestre. Il dato di aprile (+24,7%) è il più alto da novembre 2023, segnalando una possibile ripresa del settore manifatturiero cinese.
