Wall Street entra nei prediction market: l’accordo tra Cantor Fitzgerald e Kalshi

Cantor Fitzgerald sarà tra le prime società di investimento a offrire ai propri clienti istituzionali l’accesso diretto al trading sulla piattaforma di prediction market Kalshi. L’annuncio, arrivato mercoledì mattina, rappresenta uno dei passaggi più significativi nel processo di istituzionalizzazione di un’asset class ancora giovane ma in rapidissima espansione.

La logica dell’operazione è chiara: fino a oggi la partecipazione degli investitori professionali ai mercati previsionali è rimasta marginale, non per mancanza di interesse, ma per l’assenza di infrastrutture adeguate a eseguire operazioni di dimensioni rilevanti su una piattaforma regolamentata.

“I prediction market stanno crescendo rapidamente, ma la partecipazione istituzionale non ha tenuto il passo perché gli investitori non avevano la possibilità di operare su larga scala all’interno di un exchange regolamentato. La liquidità ora c’è”, ha dichiarato Pascal Bandelier, co-CEO e global head of equities di Cantor.

Il ruolo di Cantor: broker per i block trade sugli event contract

Nell’architettura dell’accordo, Cantor Fitzgerald agirà come broker, con il compito di organizzare i block trade sugli event contract quotati su Kalshi per conto della propria clientela.

Che cosa sono i block trade e perché contano

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I block trade sono transazioni di grandi dimensioni negoziate privatamente, generalmente eseguite al di fuori del book pubblico per evitare impatti indesiderati sui prezzi. Si tratta di uno strumento classico dell’operatività dei grandi player di Wall Street: consente a un fondo di costruire o liquidare una posizione consistente senza generare movimenti anomali di prezzo o rivelare la propria strategia al resto del mercato.

Applicare questa meccanica ai contratti su eventi significa, in sostanza, permettere a hedge fund, gestori patrimoniali e trading desk di trattare i prediction market come qualsiasi altro strumento derivato: con esecuzioni su misura, prezzi negoziati e taglie significative.

Susquehanna come market maker

Susquehanna International Group fornirà pricing e liquidità in qualità di market maker nelle operazioni con i clienti di Cantor. La presenza di un market maker specializzato è un elemento decisivo: senza una controparte in grado di quotare in modo continuo prezzi bid/ask su taglie elevate, i block trade istituzionali resterebbero un esercizio teorico.

Secondo Joe Grubb, head of business development di Susquehanna, il trasferimento del rischio istituzionale rappresenta il passaggio necessario per una crescita strutturale — e non solo speculativa — dei mercati previsionali.

Mercati su misura per la clientela istituzionale

L’accordo non si limita all’esecuzione. La banca d’investimento potrà infatti richiedere a Kalshi la creazione di nuovi mercati specificamente disegnati sulle esigenze dei propri clienti.

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“Sottoporremo la proposta alla CFTC e dovremo assicurarci che ci sia liquidità sufficiente”, ha spiegato Elisabeth Diana, portavoce di Kalshi, ricordando che ogni nuovo contratto deve superare il vaglio del regolatore statunitense dei derivati.

I segmenti più interessanti per i fondi

Secondo Kalshi, l’attenzione degli investitori professionali si concentra su tre aree in particolare:

  • Mercati climatici e meteorologici, utili come strumento di copertura per operatori dell’energia, utility, agribusiness e assicurazioni;
  • Indicatori macroeconomici, dai dati sull’inflazione alle decisioni di politica monetaria, che permettono di prendere posizione diretta su singoli data point;
  • Eventi societari e regolamentari, con applicazioni nell’event-driven investing.

Per un gestore europeo, la logica è intuitiva: se un contratto consente di esprimere una view sull’esito di un dato CPI statunitense o su una riunione della Federal Reserve, si ottiene un’esposizione “pulita” a quel singolo rischio, senza le componenti spurie che accompagnano un trade su tassi, valute o equity. È in questo senso che i prediction market vengono presentati come un complemento — e in alcuni casi un’alternativa più efficiente — agli strumenti derivati tradizionali.

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La strategia di Kalshi: dal retail agli investitori professionali

L’intesa con Cantor Fitzgerald, anticipata dal Wall Street Journal, è l’ultimo tassello di una strategia coerente. Fino a oggi la crescita di Kalshi è stata guidata soprattutto dalla clientela retail, con volumi concentrati in larga parte sui contratti legati agli eventi sportivi. La piattaforma sta però progressivamente riorientando la propria offerta verso gli investitori professionali.

Il percorso è iniziato ad aprile, quando Kalshi ha portato a termine il primo block trade della storia su un exchange di event contract. Da allora si è susseguita una serie di partnership e iniziative interne pensate per abbassare le barriere all’ingresso degli operatori istituzionali: infrastrutture di clearing, connettività, reportistica e — soprattutto — un quadro regolamentare più definito sotto la supervisione della CFTC.

Perché è un passaggio rilevante

L’ingresso dei capitali istituzionali produce tipicamente tre effetti su un mercato emergente: maggiore liquidità, spread più contenuti e una struttura dei prezzi più efficiente. Se il flusso proveniente da hedge fund e trading desk si consoliderà, i prediction market potrebbero smettere di essere percepiti come una nicchia speculativa per assumere il profilo di un vero segmento di mercato, con funzioni di hedging e di price discovery.

Resta aperto il tema chiave: la profondità della liquidità. Le taglie richieste dai fondi istituzionali sono di un ordine di grandezza superiore rispetto a quelle del retail, e la capacità dei market maker di assorbire questo rischio determinerà l’effettiva scalabilità del modello. La presenza di un operatore come Susquehanna, tra i più attivi al mondo nel market making sui derivati, suggerisce che l’infrastruttura stia maturando rapidamente.