Il risparmiatore medio fa spesso confusione tra ETP, ETF ed ETC. Sovente, questi termini vengono considerati sinonimi, sebbene in realtà indichino prodotti certo affini, ma diversi per obiettivi, dinamiche, opportunità e rischi. Conoscere l’esatto significato di ETP, ETF ed ETC è fondamentale per scegliere con efficacia il prodotto più adatto alle proprie esigenze.

In questo articolo approfondiamo l’argomento, fornendo definizioni più esaustive possibili e analizzando i tre prodotti dal punto di vista del trader, focalizzandoci in particolar modo sulle opportunità e sui rischi.

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Una definizione di ETP, ETF ed ETC

E’ bene partire dalle definizioni vere e proprie, e indagare successivamente le differenze tra i tre prodotti.

ETP sta per Exchange Traded Product. Questo termine sta a indicare tutta una serie di strumenti finanziari che replicano le performance di un asset sottostante, a prescindere dalle caratteristiche dello strumento stesso e dell’asset di riferimento. In buona sostanza, l’espressione ETP più che indicare uno strumento finanziario, indica una classe di strumenti finanziari.

ETF sta invece per Exchange Traded Funds. Gli ETF sono dei fondi che raccolgono capitale in maniera del tutto simile a quanto avviene nel risparmio gestito. Se però in quest’ultimo caso il gestore punta al massimo rendimento possibile e ha un certo margine di discrezione, nel caso degli ETF il gestore ha il solo scopo di replicare le performance di un sottostante. Dunque, i rendimenti degli ETF sono identici ai movimenti di prezzo del sottostante, o dovrebbero esserlo.

ETC, infine, sta per Exchange Traded Commodity. Gli ETC non sono fondi bensì obbligazioni. Anche loro replicano le performance di un sottostante, ma questi è sempre e comunque una commodity, una materia prima. Il petrolio, per esempio, ma anche il gas, il rame, gli alimentari etc. Per il resto, funzionano esattamente come delle obbligazioni senza cedole e a lunga scadenza. 

Le differenze tra ETP, ETF ed ETC dal punto di vista dei trader

Il legame tra ETP, ETF ed ETC è a questo punto molto intuitivo. Nello specifico, gli ETF e gli ETC sono delle tipologie di ETP. D’altronde, ETP è una categoria “generica”, al pari di qualsiasi altra espressione che indica un asset class. 

E’ utile individuare, a questo punto, le differenze tra ETF ed ETC dal punto di vista dei trader. La prima grande differenza risiede nella tipologia di strumento. Gli ETF infatti sono dei fondi, gli ETC sono delle obbligazioni. 

Per loro stessa natura, dunque, gli ETF sono più sicuri, in quanto le loro sorti non sono legate a quelle di un’azienda o di un’organizzazione. Per quanto concerne gli ETC, essendo questi delle obbligazioni tutto sommato “classiche”, sono suscettibili del rischio fallimento. Non è necessariamente un rischio alto, ma comunque esiste. 

L’altra grande differenze risiede nelle caratteristiche del sottostante. Gli ETC, infatti, sono sempre delle commodity, delle materie prime. Gli ETF, invece, non hanno vincoli da questo punto di vista. Che poi buona parte degli ETF si rifacciano comunque alle commodity è un altro discorso, che accorcia fino a un certo la distanza tra i due strumenti.

Per inciso, le commodity sono di norma volatili, ma anche più leggibili rispetto a molte altre asset class. Il riferimento è al fortissimo legame che queste vantano nei confronti dell’economia reale. In quanto materie prime, le commodity servono a qualcosa, sono essenziali per le attività produttive ed economiche. Dunque, soffrono se queste attività sono compromesse da fattori interni o esterni, o comunque perdono in intensità. La leggibilità, per inciso, è data dall’abbondanza di dati sulle performance economiche globali e nazionali. 

Un punto in comune è la possibilità di essere scambiati nei mercati, come asset a sé stanti. Da un lato, infatti, si scambiano le proprie quote di ETF, dall’altro si scambiano le semplici obbligazioni. Va da sé che tanto le quote di ETF quanto le obbligazioni che soggiacciono agli ETC oscillano in termini di prezzo. Insomma, è possibile specularci su. 

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Un altro punto in comune è la possibilità di farci del buon trading sotto forma di CFD. Pur essendo di per sé dei prodotti derivati, o per meglio dire strumenti che si “appoggiano” ad altri strumenti, possono fungere a loro volta da sottostante. La scelta, come spesso in questi casi, è tra Future e CFD. I Future sugli ETF / ETC sono abbastanza rari, o comunque non così abbondanti. I CFD sugli ETF e sugli ETC sono invece molto numerosi. E’ quasi prassi che un Broker metta a disposizione un certo numero di CFD su questi strumenti. 

Cosa scegliere tra ETF ed ETC? Ovviamente, la scelta è demandata, ancora una volta, al singolo trader. Di certo, gli ETF presentano un rischio minore, ma sono più aleatori. Del resto, sono il risultato di una raccolta di capitale: per il gestore potrebbe essere più complicato seguire le performance del sottostante. Di contro, è impossibile non ignorare i rischi – superiori allo zero,, benché bassi – che soggiacciono agli ETC. 

Ovviamente, il discorso cambia se optate per il trading indiretto, ovvero per l’investimento sui CFD. In quel caso entrano in gioco dinamiche a breve termine, nettamente speculative, e il rischio fallimento dell’emittente si fa molto più teorico.