Una parte dell’immaginario collettivo si riferisce al Forex come un ambiente torbido, in cui a prevalere sono le dinamiche del gioco d’azzardo, una esca perfetta per la gente comune la quale, attratta dal guadagno facile, finisce viceversa per perdere il proprio capitale. E’ una visione sbagliata, che semmai corrisponde a un tipo di approccio che i principianti sovente mettono in pratica: tradare senza una strategia, puntando all’improvvisazione. Ecco che le strategie Forex rappresentano l’arma necessaria per chi vuole investire in questo mercato così competitivo e uscirne vincitore. Non è semplice redigere una strategia, lo è rispettarla in maniera disciplinata. Alcune, tuttavia, stupiscono per la loro efficacia e la relativa semplicità con le quali possono essere adottate. Di seguito, un focus su cinque strategie Forex da prendere in considerazione.

Trend following

E’ la strategia più utilizzata in assoluto. Quella che, in virtù di una letteratura molto abbondante e a una pratica consolidata, viene definita come la più equilibrata e profittevole, sebbene spesso nel lungo periodo. Si basa su un semplice assunto: “il trend è tuo amico”. Questa frase nasconde la convinzione secondo cui i prezzi tendono a disporsi quasi sempre in un trend. A quel punto è sufficiente comprendere la direzione e l’entità del trend e il gioco è fatto. Il trend following è veramente così efficace? A determinate condizioni, sì. Va detto infatti che non esiste una strategia buona per tutte le azioni, bensì adatta a precise contingenze e allo stile dell’investitore.

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In questo caso, è elevata l’efficacia in situazioni in cui il mercato è chiaro, mentre cede il fianco nei periodi di volatilità o di lateralità. Quando il mercato non offre garanzie, il following trader è chiamato a posizionarsi in standby, a evitare i trade, ad aspettare momenti più propizi. Per iniziare, vista anche la sua semplicità, il trend following è ottimo. La direzione e l’entità della direzione, infatti, vengono studiati attraverso l’analisi tecnica, che nella fattispecie assume il ruolo di vera protagonista. In linea di massima, quindi, è sufficiente imparare a utilizzare gli indicatori.

Trading meccanico

Da un certo punto di vista, il trading meccanico è la versione più esasperata di quello “following”. Il principio di base è lo stesso: prevedere i movimenti del mercato, tradare in coerenza con essi. La fattispecie “meccanica”, tuttavia, è caratterizzata da una rigidità pressoché totale. I trade sono incasellati in schemi predefiniti, modelli che sono frutto di un accurato studio e che vengono riproposti a prescindere. Il trader non deve fare altro che applicare i modelli quasi mnemonicamente. Il vantaggio di questo approccio è che lo spazio per le decisioni umane, e quindi fallibili, si riducono. Si tratta quindi di una strategia che fa della oggettività il suo punto di forza. Lo svantaggio più grande, tuttavia, risiede nella difficoltà del processo di schematizzazione a tenere il passo del mercato. In estrema sintesi, la creazione di modelli da prendere a riferimento avviene a ritmi più bassi rispetto ai cambiamenti – anche di natura sistemica – che si verificano nel trading. Ciò implica che uno schema può diventare obsoleto e non dare i risultati sperati. Va detto, inoltre, che tra tutte le strategie Forex in circolazione è quella che più di tutti si basa sull’assunto: “il mercato si ripete”. Ciò è vero, ma fino a un certo punto. Ed proprio in questa ultima espressione che il trading meccanico mostra tutti i suoi limiti.

Spread Trading

Si tratta di una tecnica altamente speculativa, in origine utilizzata per gli hedge fund. Funziona, tuttavia, per qualsiasi tipo di asset, quindi anche sulle valute. Va detto, tuttavia, che tra le strategia qui elencate è tra le più difficili da padroneggiare. L’elemento di maggiore difficoltà, in verità, non riguarda l’operatività in senso stretto, bensì le attività preliminari.

Per spread trading nel Forex si intende quella strategia che prevede l’investimento in due cambi, i quali sono correlati in senso positivo. Ciò vuol dire che quando il primo cambio sale, così fa il secondo. Affinché lo spread trading funzioni, tuttavia, un cambio deve salire con più forza dell’altro. In breve, ci si posiziona “market neutral” e si guadagna sulla differenza.

Facciamo un esempio. Immaginiamo che il cambio euro-dollaro sia correlato positivamente con il cambio dollaro australiano-franco, ma che il primo salga o scenda con più intensità. Se intravediamo un trend positivo, ci si posizionerà long (acquisto) sull’euro-dollaro, e short (vendita) sul dollaro australiano-franco. La vera difficoltà di questa tecnica consiste nello scegliere le coppie di cambi. Non sempre le correlazioni sono così evidenti.

Scalping

Lo scalping è una delle strategia, o per meglio dire approcci, più emozionati. E’, tra le strategie considerate “canoniche”, e quindi ampiamente più utilizzate, quella che si avvicina maggiormente al gioco d’azzardo. Non tanto per una mancanza di programmazione, che in questo caso non ha senso di esistere, piuttosto per le dinamiche emotive che entrano in gioco. Il principio base dello scalping consiste nell’operare nel brevissimo termine, con scadenze che possono scendere anche al minuto, in modo da accumulare guadagni risicati ma numerosi.

In linea teorica, lo scalping rende molto. Tuttavia è una delle strategie più difficili, se non la più difficile in assoluto. Il motivo è quasi banale: tradare in modo frenetico richiede una presenza di spirito e una resistenza allo stress notevoli. Si tratta non di cavalcare l’onda bensì di cavalcare la tigre. Lo scalping è particolarmente indicato nei mercato volatili o che stanno attraversando un periodo di forte volatilità.

Trading non direzionale

E’ l’ultima frontiera del trading. La sua particolarità, che è poi il suo pregio più grande, consiste nel permettere guadagni a prescindere dalle condizioni di mercato, anche se questo è perfettamente lineare. E’ una visione radicalmente diversa da quella classica, che prende a riferimento il celebre assunto “il trend è tuo amico”. Ciò vuol dire mettere da parte, almeno formalmente, l’analisi tecnica. Non è necessario utilizzare gli indicatori e studiare i grafici, poiché non è necessario prevedere in che direzione andrà il prezzo. Molto banalmente, va bene qualsiasi direzione.

In questa prospettiva, ciò che conta è il presente o, nella peggiore delle ipotesi, l’immediato futuro. A seconda della commistione con l’analisi tecnica, e quindi dell’orizzonte (presente o brevissimo termine) si parla rispettivamente di trading non direzionale puro o ciclico. L’unico vero limite di questa strategia – per chi la sa utilizzare – consiste in un fatto: i prezzi tendono a ritornare a un determinato punto di partenza. In quel caso, i guadagni equivarrebbero alle perdite e sarebbe stata tutta fatica sprecata. Un vantaggio, tuttavia, è dato dal fatto che si presta all’utilizzo dei robot, mitigandone i limiti, e che richiede un impegno che, per quanto intenso, è limitato nel tempo (bastano per esempio pochi minuti al giorno).