Stabilire buoni obiettivi finanziari è uno dei passaggi più importanti per migliorare la propria qualità della vita. Le decisioni economiche quotidiane diventano infatti molto più semplici e si vive meglio. Ma si fa presto a dire obiettivi finanziari. Stabilirli correttamente significa seguire un canovaccio preciso.

Perché è necessario stabilire obiettivi finanziari

Prima di spiegare il come è bene spiegare il perché. Il fatto è che senza obiettivi finanziari si corrono dei rischi. Per esempio, quello di gestire il denaro esclusivamente sulla base delle necessità del momento.

Si guadagna, si pagano le spese, si consuma ciò che rimane e, quando possibile, si mette da parte qualcosa. Il problema è che il risparmio si fa casuale: non esiste una cifra da raggiungere, non esiste una scadenza e soprattutto non è chiaro a cosa servirà il capitale accumulato.

Bisogna cambiare approccio.

Supponiamo, ad esempio, che una persona desideri acquistare un’automobile tra quattro anni e abbia bisogno di 16.000 euro. L’obiettivo permette immediatamente di trasformare un generico “devo risparmiare di più” in qualcosa di misurabile.

Trascurando per semplicità eventuali rendimenti, per raggiungere la cifra dovrebbe accantonare circa 4.000 euro all’anno, cioè poco più di 330 euro al mese.

Da quel momento anche le decisioni quotidiane possono essere valutate rispetto all’obiettivo.

Una spesa discrezionale di 200 euro non è più semplicemente “cara” o “economica”: può essere confrontata con la somma che ogni mese deve essere destinata all’acquisto dell’auto.

Questo non significa necessariamente rinunciare alla spesa. Significa però prendere una decisione conoscendone le conseguenze.

Gli obiettivi finanziari, inoltre, permettono di distinguere meglio il denaro destinato al presente da quello necessario per il futuro.

Chi possiede diversi obiettivi potrebbe, per esempio, creare un fondo di emergenza, cioè una riserva di denaro per gli imprevisti, accantonare una somma per una spesa prevista tra due anni e contemporaneamente investire una parte del reddito per il lungo periodo.

Il patrimonio smette così di essere una quantità indistinta di denaro e viene suddiviso in base alle diverse funzioni.

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Un altro vantaggio riguarda la scelta degli strumenti finanziari.

Un obiettivo che deve essere raggiunto tra pochi mesi richiede normalmente un approccio diverso rispetto a uno con una scadenza di vent’anni. Conoscere tempi, importi e finalità aiuta quindi anche a capire quale livello di rischio sia compatibile con ogni esigenza.

Naturalmente non basta avere un obiettivo qualsiasi.

Dire “voglio diventare ricco” oppure “voglio mettere da parte molti soldi” offre poche informazioni utili. Un obiettivo ben costruito deve essere abbastanza preciso da poter orientare concretamente le proprie decisioni.

Come stabilire obiettivi finanziari

Per individuare obiettivi realmente utili è possibile partire da tre domande fondamentali.

La prima riguarda ciò che si vuole ottenere. La seconda serve a trasformare il desiderio in numeri e scadenze. La terza verifica infine se l’obiettivo sia compatibile con la propria situazione economica.

Cosa voglio ottenere realmente?

La prima domanda da porsi è apparentemente semplice: per cosa sto risparmiando?

La risposta deve essere il più precisa possibile.

“Comprare casa” rappresenta già un obiettivo migliore rispetto a “risparmiare”, ma può essere ulteriormente definito. Si potrebbe, per esempio, voler accumulare il capitale necessario per coprire l’anticipo di un’abitazione, cioè la parte del prezzo non finanziata dal mutuo.

Lo stesso principio vale per altri obiettivi.

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“Pensare alla pensione” è generico. “Costruire entro i 65 anni un capitale capace di integrare il reddito pensionistico” offre invece una direzione molto più chiara.

Inoltre, è necessario stabilire delle priorità.

Chiedersi “quanto è importante questo obiettivo per me?” permette di distinguere ciò che è essenziale da ciò che è soltanto desiderabile.

Quanto denaro mi serve e quando mi servirà?

Una volta individuato l’obiettivo, bisogna trasformarlo in una cifra e in una scadenza.

Sono due informazioni strettamente collegate.

Voler accumulare 20.000 euro non dice ancora quanto sarà impegnativo raggiungere l’obiettivo. Accumulare quella cifra entro una data precisa, sì.

Supponiamo che una persona voglia mettere da parte 18.000 euro.

Se dispone di cinque anni, senza considerare eventuali rendimenti dovrà risparmiare circa 300 euro al mese.

Se invece vuole raggiungere la stessa cifra in tre anni, l’importo mensile sale a circa 500 euro.

La scadenza consente quindi di trasformare un obiettivo astratto in un impegno concreto.

In questa fase è utile chiedersi:

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“Di quale cifra avrò realmente bisogno?” e “entro quale data voglio raggiungerla?”.

Bisogna inoltre ricordare che alcuni obiettivi potrebbero cambiare valore nel tempo. Se una determinata spesa è prevista tra molti anni, per esempio, può essere necessario considerare anche l’effetto dell’inflazione.

Posso permettermi questo obiettivo?

L’ultima domanda riguarda la sostenibilità.

Un obiettivo finanziario può essere perfettamente definito e misurabile, ma risultare comunque incompatibile con il proprio reddito.

Immaginiamo una persona che guadagni 1.800 euro netti al mese e, dopo le spese necessarie, disponga normalmente di 300 euro.

Stabilire un obiettivo che richieda un risparmio mensile di 700 euro è semplicemente irrealistico.

A quel punto esiste una distanza tra ciò che si desidera ottenere e la propria capacità economica.

Questa distanza non significa necessariamente che l’obiettivo debba essere abbandonato.

Si possono modificare diverse variabili.

La persona potrebbe allungare la scadenza, ridurre la cifra necessaria, aumentare il reddito oppure diminuire alcune spese.

Se, per esempio, i 20.000 euro desiderati entro due anni richiedono un accantonamento incompatibile con il bilancio familiare, portare l’orizzonte a quattro o cinque anni potrebbe rendere l’obiettivo sostenibile.

È proprio questo il punto centrale: gli obiettivi finanziari devono essere ambiziosi abbastanza da migliorare la propria situazione, ma realistici abbastanza da poter essere perseguiti senza compromettere il presente.