Guadagni più di qualche anno fa, ma a fine mese ti sembra di avere in tasca più o meno la stessa cifra? Potresti essere alle prese con la lifestyle inflation, un fenomeno tanto comune quanto difficile da riconoscere.
Ne parliamo qui. Spiegheremo perché si verifica e come contrastarla. Per trasformare, finalmente, gli aumenti di reddito in maggiore sicurezza finanziaria, in benessere.
Lifestyle inflation: cos’è
Con l’espressione lifestyle inflation, traducibile come “inflazione dello stile di vita”, si indica la tendenza ad aumentare progressivamente le proprie spese man mano che cresce il reddito disponibile.
Il meccanismo è semplice. Una persona riceve un aumento di stipendio, cambia lavoro ottenendo una retribuzione migliore oppure incrementa i propri guadagni grazie alla libera professione. In teoria, dovrebbe avere più denaro da risparmiare. Nella pratica, spesso iniziano a crescere anche le spese.
Si passa, per esempio, a un’auto più costosa, si mangia fuori più spesso, si scelgono vacanze più costose o si sottoscrivono nuovi abbonamenti. Singolarmente, ciascuna decisione può apparire sostenibile. Sommate tra loro, però, queste spese possono assorbire quasi interamente l’incremento del reddito.
La conseguenza principale è evidente: si guadagna di più senza diventare realmente più solidi dal punto di vista finanziario.
Può addirittura verificarsi una situazione paradossale. Il reddito aumenta, ma con esso crescono anche le spese fisse. Ci si ritrova quindi ad essere più dipendenti dallo stipendio rispetto al passato, perché mantenere il nuovo tenore di vita richiede entrate costantemente elevate.
La lifestyle inflation è un fenomeno comune, e lo è in virtù di alcuni meccanismi psicologici sottostanti.
Uno dei più importanti è il cosiddetto adattamento edonico. Le persone tendono ad abituarsi rapidamente ai miglioramenti della propria condizione. Un acquisto che inizialmente sembra un lusso diventa, dopo qualche tempo, parte della normalità.
Entra poi in gioco il confronto sociale. All’aumentare del reddito possono cambiare anche ambienti frequentati, colleghi e gruppi di riferimento. Di conseguenza, ciò che prima sembrava costoso può improvvisamente apparire ordinario.
Esiste infine un meccanismo di gratificazione. Dopo aver ottenuto un aumento o raggiunto un obiettivo professionale, è naturale pensare di “meritarsi” qualcosa. Il problema emerge quando la gratificazione temporanea si trasforma in un aumento permanente del livello di spesa.
Lifestyle inflation: le soluzioni psicologiche
Il contrasto alla lifestyle inflation non passa certo per la rinuncia a qualsiasi miglioramento del proprio stile di vita. L’obiettivo dovrebbe essere piuttosto evitare che ogni incremento del reddito venga automaticamente trasformato in nuovi consumi. Per farlo, esistono due strade, da percorrere assieme: una “psicologica”, l’altra più tecnica.
Una delle soluzioni psicologiche più efficaci consiste nel cambiare il modo in cui si interpreta un aumento di stipendio.
Ricevere 300 euro in più al mese non significa necessariamente avere 300 euro in più da spendere. Una parte di quella somma può essere considerata fin dall’inizio come capitale destinato al futuro.
È utile anche distinguere tra desideri autentici e spese dettate dall’abitudine o dal confronto con gli altri. Una casa più grande può migliorare concretamente la qualità della vita di una famiglia. Cambiare smartphone ogni anno, invece, potrebbe derivare soprattutto dalla ricerca di novità o status.
Un’altra strategia consiste nel ritardare l’adattamento del proprio stile di vita.
Dopo un aumento di reddito, anziché modificare immediatamente le proprie abitudini, si può continuare per alcuni mesi a vivere con il precedente livello di spesa. In questo modo diventa più facile osservare quanto denaro aggiuntivo rimane realmente disponibile. Se la cifra è consistente, può diventare una motivazione in più a non spendere più del dovuto.
Importante è anche evitare di trasformare ogni successo economico in una ricompensa materiale. L’associazione automatica tra maggiore reddito e maggiore consumo rende molto difficile accumulare patrimonio.
Come già anticipato, questo non significa eliminare il piacere dalla gestione del denaro. Una quota dell’aumento può essere destinata consapevolmente al miglioramento del proprio stile di vita. La differenza consiste nel farlo attraverso una decisione deliberata, non per semplice inerzia.
Lifestyle inflation: le soluzioni tecniche
E poi ci sono le soluzioni tecniche, in un certo senso “operative”.
Una delle più efficaci? L’automazione del risparmio. Quando arriva lo stipendio, una determinata percentuale può essere trasferita automaticamente verso un conto separato. In questo modo il risparmio si concretizza prima che il denaro possa essere assorbito dalle spese quotidiane.
Lo stesso principio può essere applicato agli aumenti di reddito. Si può decidere, per esempio, di destinare automaticamente una parte consistente di ogni aumento al risparmio o agli investimenti.
Chi riceve 200 euro netti in più al mese potrebbe destinare 100 o 150 euro alla costruzione del patrimonio e utilizzare soltanto la parte restante per migliorare il proprio tenore di vita.
Un altro strumento utile, forse il più banale, è il monitoraggio periodico delle spese. Non è necessario registrare ogni singolo caffè per tutta la vita. Può essere sufficiente controllare periodicamente le principali categorie di uscita e verificare se stanno crescendo più rapidamente del reddito.
Particolare attenzione dovrebbe essere riservata alle spese ricorrenti. Rate, abbonamenti e servizi mensili sono infatti più pericolosi degli acquisti occasionali, perché si trasformano in impegni permanenti.
Prima di aumentare le spese discrezionali può essere utile costruire anche un fondo di emergenza, cioè una riserva liquida destinata ad affrontare imprevisti come spese mediche, guasti o periodi di riduzione del reddito.
Una volta creata una base finanziaria adeguata, parte del denaro aggiuntivo può essere indirizzata verso investimenti coerenti con i propri obiettivi, il proprio orizzonte temporale e la propria tolleranza al rischio.
Si possono utilizzare, per esempio, strumenti diversificati come fondi o ETF (fondi a gestione passiva quotati in Borsa), sempre dopo averne valutato caratteristiche, costi e rischi. Non esiste però uno strumento finanziario capace di compensare automaticamente una cattiva gestione del budget.
Può essere utile anche controllare periodicamente il proprio tasso di risparmio, ossia la percentuale del reddito che non viene consumata. Se lo stipendio aumenta ma il tasso di risparmio continua a diminuire, potrebbe essere un segnale di lifestyle inflation.


