Oracle sorprende il mercato: trimestrale sopra le attese e titolo in rally

Il titolo Oracle ha guadagnato circa il 7% nelle contrattazioni after-hours di giovedì, dopo la pubblicazione di risultati trimestrali superiori alle stime degli analisti sia sul fronte dei ricavi sia su quello degli utili. A trainare la performance è stata soprattutto la divisione cloud infrastructure, il segmento su cui il gruppo di Austin sta concentrando la propria trasformazione industriale per intercettare la domanda legata all’intelligenza artificiale.

I numeri del primo trimestre fiscale

Ecco il confronto tra i dati riportati e il consensus LSEG:

  • Utile per azione rettificato: 1,92 dollari contro 1,74 dollari attesi
  • Ricavi: 19,35 miliardi di dollari contro 19,14 miliardi attesi

Il fatturato è cresciuto di quasi il 30% su base annua nel primo trimestre fiscale, chiuso il 31 agosto. L’utile netto si è attestato a 4,68 miliardi di dollari (1,56 dollari per azione), in netto miglioramento rispetto ai 2,93 miliardi (1,01 dollari per azione) dello stesso periodo dell’esercizio precedente.

Il cloud spinge la crescita: infrastruttura più che raddoppiata

La divisione cloud nel suo complesso ha generato ricavi per 11,61 miliardi di dollari, in crescita del 62% e superiori agli 11,51 miliardi stimati dal consensus StreetAccount.

Il dato più significativo arriva però da Oracle Cloud Infrastructure (OCI), la piattaforma che compete con Amazon Web Services, Microsoft Azure e Google Cloud: i ricavi sono più che raddoppiati, raggiungendo 7,4 miliardi di dollari, oltre le attese ferme a 7,09 miliardi. Si tratta della conferma che il posizionamento di Oracle come fornitore di capacità computazionale per l’addestramento e l’inferenza dei modelli di intelligenza artificiale sta producendo risultati concreti.

Il software tradizionale arretra

Molto diverso il quadro del business storico: il segmento software ha generato 5,55 miliardi di dollari, in calo di circa il 3% e sotto il consensus di 5,61 miliardi. Un segnale della progressiva ricomposizione del mix di ricavi, sempre più sbilanciato verso l’infrastruttura cloud a scapito delle licenze e del supporto on-premise.

Guidance: accelerazione attesa nel trimestre in corso

Per il secondo trimestre fiscale, il management prevede un utile per azione rettificato compreso tra 1,85 e 1,93 dollari, con una crescita dei ricavi tra il 30% e il 34%. Gli analisti interpellati da LSEG si attendevano 1,89 dollari di utile per azione e ricavi per 21,20 miliardi, pari a un incremento del 32%.

Sull’intero esercizio fiscale 2027, Oracle indica ora un utile per azione rettificato di 8,10 dollari con ricavi di almeno 90 miliardi di dollari, leggermente sopra il consensus (8,07 dollari di EPS e 89,76 miliardi di fatturato).

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Backlog record: 664 miliardi di ordini

Il vero indicatore della visibilità futura resta il Remaining Performance Obligations (RPO), ossia il valore dei contratti sottoscritti ma non ancora contabilizzati come ricavo, comprensivo di ricavi differiti e fatture non incassate. A fine trimestre l’RPO ha toccato 664 miliardi di dollari, ben oltre i 630,6 miliardi stimati dal consensus StreetAccount.

Un backlog di queste dimensioni – superiore a sette volte il fatturato annuo previsto – rappresenta il principale elemento di supporto alla tesi rialzista sul titolo, ma pone anche l’interrogativo chiave: la capacità di convertire gli ordini in ricavi effettivi, che richiede investimenti massicci in data center ed energia.

Il nodo dei capex e della struttura finanziaria

Gli investimenti in conto capitale nel primo trimestre fiscale sono esplosi a 28,50 miliardi di dollari, contro gli 8,50 miliardi dello stesso periodo dell’anno precedente. Nel trimestre la società dichiara di aver messo in esercizio 850 megawatt di capacità di data center.

Questo sforzo ha un costo evidente sul piano finanziario:

  • Debito complessivo: 125 miliardi di dollari
  • Key to Markets Broker ECN
  • Free cash flow: negativo per 5,4 miliardi, contro un valore negativo di appena 362 milioni un anno prima

Rispetto agli hyperscaler concorrenti, Oracle presenta una posizione di cassa più fragile e un rating creditizio inferiore. È l’elemento che il mercato monitora con maggiore attenzione: la scommessa sull’AI viene finanziata prevalentemente a debito, in un contesto di tassi ancora relativamente elevati.

Hilary Maxson, chief financial officer del gruppo, ha confermato ai giornalisti che la guidance sui capex per l’intero esercizio resta invariata e ha escluso ritardi nella tabella di marcia dei nuovi siti: «Nulla di quanto sappiamo oggi ci porta a ritenere che il New Mexico o gli altri nostri siti siano in ritardo rispetto ai piani inclusi, ad esempio, nell’outlook per l’esercizio 2027».

La società ha inoltre precisato che i nuovi contratti legati all’intelligenza artificiale non modificheranno i piani di raccolta di capitale già annunciati.

Performance del titolo e contesto di mercato

Nonostante i risultati positivi, il titolo Oracle resta sotto pressione da inizio anno: alla chiusura di giovedì il calo è pari al 22% nel 2026, a fronte di un guadagno di circa l’11% per l’indice S&P 500. Un divario che riflette lo scetticismo di parte del mercato sulla sostenibilità finanziaria del piano di espansione e, più in generale, la crescente selettività degli investitori verso i titoli esposti al tema AI.

Per l’investitore europeo, il caso Oracle è emblematico di una dinamica che sta caratterizzando l’intero comparto tecnologico statunitense: la corsa alla capacità computazionale genera crescita dei ricavi a doppia cifra, ma comprime i flussi di cassa e alza il profilo di rischio finanziario. Un tema che influenza anche i flussi sul dollaro e sui mercati obbligazionari corporate, dove le emissioni delle big tech per finanziare i data center hanno raggiunto volumi record.

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Le mosse strategiche del trimestre

Nel corso del periodo Oracle ha annunciato il lancio di agenti di intelligenza artificiale dedicati ai dipartimenti risorse umane e si è aggiudicata un contratto con il Pentagono del valore fino a 7 miliardi di dollari distribuiti su un decennio. Quest’ultimo rafforza il posizionamento della società nel segmento del cloud governativo e della difesa, storicamente più stabile e meno esposto alla ciclicità della spesa IT privata.

Cosa monitorare adesso

Gli investitori dovranno concentrarsi su tre variabili chiave nei prossimi trimestri:

  • Ritmo di conversione del backlog: quanto rapidamente i 664 miliardi di RPO si tradurranno in ricavi contabilizzati
  • Traiettoria del free cash flow: il punto di svolta verso valori positivi determinerà la sostenibilità del debito
  • Tempistiche di consegna della capacità energetica: l’accesso alla potenza elettrica resta il vero collo di bottiglia dell’espansione dei data center

Il management ha illustrato i risultati agli analisti in una conference call fissata per le 17:00 ET (23:00 ora italiana).