Meta punta tutto su Muse Spark: la nuova era dell’intelligenza artificiale
Con Mark Zuckerberg che affida le sorti competitive di Meta nel mercato dell’intelligenza artificiale al nuovo modello Muse Spark, le indicazioni prospettiche e i commenti del management assumeranno un peso decisivo in occasione della pubblicazione dei risultati del primo trimestre, attesa per mercoledì.
Il nuovo modello, in precedenza noto con il nome in codice Avocado, è stato presentato ai primi di aprile, in concomitanza con l’avvio del secondo trimestre. Muse Spark rappresenta una svolta strategica per Meta, segnando l’abbandono della precedente famiglia di modelli Llama, distribuiti gratuitamente alla community open-source.
Un cambio di paradigma: dal modello aperto al pay-per-use
Meta ha lasciato intendere di voler monetizzare la tecnologia attraverso un modello di accesso a pagamento per gli sviluppatori, replicando la strategia adottata da OpenAI, Anthropic e Google. Tuttavia, secondo gli analisti, l’aspetto cruciale nel breve termine è che gli strumenti di AI continuino a rafforzare il dominante business pubblicitario del gruppo, dimostrando al contempo capacità competitive rispetto ai leader di settore.
Il posizionamento di Meta nella classifica dei modelli AI
Secondo Arena.AI, piattaforma che monitora qualità e performance dei principali modelli linguistici, Meta AI si colloca alle spalle di Claude (Anthropic) e Gemini (Google) nella categoria testuale, mentre nella visione artificiale è superato soltanto da Claude. In entrambi i segmenti, il modello di Meta precede attualmente GPT di OpenAI. Claude domina anche nelle categorie documenti e codice, ambiti in cui Meta occupa posizioni più arretrate.
Le valutazioni degli analisti finanziari
In un report destinato ai clienti la scorsa settimana, gli analisti di Citizens hanno definito l’AI un “bene complementare” per Meta, anticipando ulteriori dettagli durante la conference call sui conti.
“Siamo positivamente colpiti dal modello Muse Spark di Meta”, hanno scritto gli analisti, che raccomandano l’acquisto del titolo, sottolineando i punti di forza nel testo e nella visione. “Pur avendo già integrato Meta AI nelle proprie applicazioni principali, attendiamo una strategia in grado di stimolare un utilizzo consumer su larga scala, paragonabile a quello di chatbot come ChatGPT e Claude, poiché riteniamo che ciò possa sbloccare nuovi dati e budget pubblicitari”.
Crescita pubblicitaria record e attese del primo trimestre
Il business advertising di Meta continua la sua espansione, sostenuto dalle accresciute capacità di targeting derivanti dai progressi dell’AI. Secondo i dati raccolti da LSEG, gli analisti prevedono per il primo trimestre una crescita dei ricavi del 31% su base annua, fino a 55,6 miliardi di dollari: si tratterebbe del ritmo di espansione più rapido dal 2021.
Il confronto con i competitor sul fronte borsistico
Wall Street, tuttavia, attende segnali di slancio nell’AI che vadano oltre il pubblicitario, considerando che le valutazioni combinate di OpenAI e Anthropic hanno superato la soglia di 1.000 miliardi di dollari grazie alla popolarità dei loro modelli e servizi. Nell’ultimo anno il titolo Meta ha guadagnato il 24%, mentre Alphabet ha messo a segno un rally del 116% nello stesso periodo, sospinto dalla crescita di Gemini.
Meta Superintelligence Labs e la rivoluzione dei talenti
Quando Meta ha presentato Muse Spark all’inizio del mese, lo ha definito il primo grande modello AI sviluppato dai Meta Superintelligence Labs, guidati da Alexandr Wang, chief AI officer dell’azienda. Wang, precedentemente CEO di Scale AI, è entrato in Meta a giugno nell’ambito dell’investimento da 14,3 miliardi di dollari nella startup specializzata nell’etichettatura dei dati.
Zuckerberg ha proseguito la campagna acquisti con assunzioni di alto profilo, portando a bordo Nat Friedman, ex CEO di GitHub, insieme al partner d’affari Daniel Gross, già amministratore delegato di Safe Superintelligence, la startup AI co-fondata da Ilya Sutskever nel 2024 dopo l’uscita da OpenAI.
Una ristrutturazione strategica della divisione AI
“Questo cambio di leadership e la successiva ricostruzione novemensile dello stack AI di Meta segnalano uno sforzo aggressivo per colmare il divario con concorrenti come OpenAI e Google”, hanno scritto gli analisti di Truist in un report del 21 aprile. “Da notare che Muse Spark è closed-source, riflettendo un cambiamento rispetto all’approccio open di Llama e un orientamento verso un’infrastruttura specializzata e ad alte prestazioni”.
Meta torna protagonista del dibattito sull’AI
I test interni rilasciati contestualmente al debutto di Muse Spark hanno evidenziato che il modello risulta meno potente delle soluzioni di frontiera di Anthropic e altri operatori, una scelta volta dall’azienda a gestire le aspettative iniziali del mercato.
Ciononostante, gli analisti hanno espresso sollievo per il fatto che Meta sia finalmente entrata in pista, con altri modelli presumibilmente in arrivo. Gli analisti di JPMorgan Chase hanno scritto in un report la scorsa settimana che Muse Spark “ha riportato Meta nella conversazione sull’AI”.
“Il sentiment degli investitori su Meta sta diventando sempre più costruttivo”, hanno aggiunto. “Il titolo è stato penalizzato da spese e capex elevati, dai timori sui ritardi nei modelli AI e da decisioni legali sfavorevoli sui social media”.
Tagli al personale e investimenti record in infrastrutture AI
Sul fronte organizzativo, Meta sta riducendo l’organico per concentrare le risorse sull’intelligenza artificiale. La società ha annunciato giovedì il licenziamento del 10% della forza lavoro, circa 8.000 dipendenti, a partire dal 20 maggio, nell’ottica di migliorare l’efficienza operativa.
Capex 2026: oltre 100 miliardi di dollari per l’AI
La manovra si inserisce in un piano di massicci investimenti nell’infrastruttura AI: a gennaio Meta aveva comunicato agli investitori che le spese in conto capitale legate all’intelligenza artificiale per il 2026 si attesteranno tra 115 e 135 miliardi di dollari, in netto rialzo rispetto ai 72,2 miliardi del 2025.
Gli analisti di Loop Capital hanno osservato in un recente report che gli ingenti investimenti hanno alimentato una percezione negativa, dipingendo Meta come “un’azienda che spende disperatamente per risolvere iniziative AI problematiche”. Il rilascio di Muse Spark, sostengono, dimostra invece che Meta sta producendo modelli capaci di potenziare ulteriormente il core business pubblicitario online.
Il vero metro di successo per Meta
Anche qualora Muse Spark e i futuri modelli di Meta non riuscissero a superare i sistemi rivali nei benchmark, tali confronti avrebbero un'”importanza relativa”, data l’evidente leadership dell’azienda nel settore advertising, secondo gli analisti di Loop.
“I modelli LLM di base e quelli di reasoning agentico sono certamente chiave per Meta, ma consideriamo i modelli di generazione di immagini e video strategicamente rilevanti, con implicazioni più immediate in termini di engagement e monetizzazione”, hanno scritto. “Il vero parametro di successo è la costruzione di modelli che alimentino prodotti eccellenti per utenti, creator e inserzionisti”.

