Mercati nervosi: dollaro forte, petrolio in tensione e attesa per la Fed
I mercati finanziari attraversano una fase di marcata tensione. Il dollaro statunitense guadagna terreno contro tutte le valute del G10 e nei confronti della maggior parte delle divise emergenti. Il petrolio WTI con scadenza giugno, che il 17 aprile si trovava a 82,60 dollari, si avvicina ora alla soglia psicologica dei 100 dollari, mentre il Brent di luglio, partito da 86,50 dollari, è in marcia verso i 105. Entrambi i benchmark energetici registrano la sesta seduta positiva delle ultime sette.
Sul fronte azionario e obbligazionario prevalgono i segni negativi, mentre oro e argento non offrono il consueto rifugio, scivolando ai minimi di 2-3 settimane. È iniziata intanto la fitta agenda di riunioni delle banche centrali, aperta dalla Bank of Japan.
BoJ: voto 6-3 per il mantenimento dei tassi, ma lo yen non reagisce
La decisione della Bank of Japan di mantenere invariato il costo del denaro è stata accolta inizialmente come un segnale leggermente hawkish, viste le tre dissenting opinions a favore di un rialzo. Tuttavia, il Governatore Ueda non ha saputo trasmettere un messaggio inequivocabilmente restrittivo durante la conferenza stampa, e lo yen ha rapidamente invertito la rotta al ribasso. Il mercato continua a puntare sulla soglia di 160 yen per dollaro.
Le nuove proiezioni della BoJ
Il tasso di riferimento resta allo 0,75%. Le previsioni aggiornate vedono:
- Crescita 2026 rivista al ribasso: 0,5% (dal precedente 1,0%)
- Crescita 2027 limata a 0,7% (da 0,8%)
- CPI 2026 alzato a 2,8% (dall’1,9%)
- CPI 2027 portato a 2,3% (dal 2,0%)
Focus sulla Fed: l’era post-Powell con Kevin Warsh
Domani sarà la volta della Bank of Canada e della Federal Reserve. Particolarmente significativa la prospettiva politica: Kevin Warsh dovrebbe essere confermato come prossimo presidente della Fed, inaugurando una nuova fase dopo la continuità Bernanke-Yellen-Powell. Si tratta di un possibile cambio di paradigma nella politica monetaria americana, che il mercato sta già iniziando a prezzare.
Analisi tecnica delle principali coppie valutarie G10
EUR/USD
L’euro ha segnato un nuovo massimo marginale nelle prime contrattazioni nordamericane di ieri, vicino a 1,1755. L’area 1,1760 rappresenta il livello di ritracciamento intermedio del calo dal massimo del 17 aprile (~1,1850) al minimo della scorsa settimana (~1,1670). Oggi la divisa unica si è avvicinata a 1,1685, con la media mobile a 20 giorni in area 1,1690. Sono in scadenza oggi opzioni per circa 2,9 miliardi di euro a strike 1,1700.
USD/JPY
Alcune posizioni short sullo yen sono state coperte in anticipo sulla decisione BoJ. Il biglietto verde è scivolato fino a quota 159,10, scendendo brevemente sotto 159 dopo il voto. La mancanza di un messaggio chiaramente restrittivo da parte di Ueda ha spinto il dollaro verso nuovi massimi di seduta a 159,70. Gli indicatori di momentum suggeriscono che il mercato non ha rinunciato all’obiettivo dei 160 yen.
GBP/USD
La sterlina ha raggiunto ieri il massimo di sei sedute vicino a 1,3575. L’area di 1,36 rappresenta una resistenza formidabile, coincidente con il ritracciamento del 61,8% della discesa dal massimo annuale del 27 gennaio (~1,3870) al minimo del 31 marzo (~1,3160). Oggi sono in scadenza opzioni per 756 milioni di sterline a strike 1,35.
USD/CAD
Il dollaro canadese ha toccato i massimi dal 12 marzo, con il dollaro USA brevemente sotto 1,3600. I modesti cali dell’azionario americano hanno aiutato il biglietto verde a recuperare verso 1,3660. Un movimento sopra 1,3670-90 migliorerebbe il quadro tecnico per il dollaro.
AUD/USD
Il dollaro australiano ha registrato la migliore chiusura in quasi quattro anni (~0,7185), raggiungendo poi 0,7200 nelle contrattazioni nordamericane, dove scadono oggi opzioni per quasi 1,4 miliardi di dollari australiani.
Mercati emergenti: peso, yuan e rupia sotto osservazione
Peso messicano
Il peso messicano ha negoziato in modo tranquillo, con il dollaro confinato nel range tra MXN 17,33 e MXN 17,4660. Gli indicatori di momentum giornalieri si stanno girando al rialzo dalla zona di ipervenduto.
Yuan cinese
Il dollaro ha raggiunto un nuovo massimo di due settimane sopra CNH 6,84, testando la media mobile a 20 giorni. La PBOC ha fissato il fixing del dollaro a un nuovo minimo pluriennale a CNY 6,8579, confermando la propria politica di gestione del cambio.
Rupia indiana
Il dollaro è balzato contro la rupia indiana, raggiungendo i massimi dal record storico vicino a INR 95,1250 del 30 marzo. La banca centrale continua a sviluppare un nuovo regime valutario per le banche locali, che dovranno ora segnalare i contratti derivati in valuta che coinvolgono posizioni in rupie delle parti correlate.
Azionario e obbligazionario: rendimenti in salita
I principali indici azionari mostrano un quadro misto. La maggior parte delle borse asiatiche ha chiuso in calo, con le eccezioni di Nikkei 400, Topix e Kospi. Lo Stoxx 600 europeo è poco mosso dopo due sedute negative. I futures USA arretrano: Dow e S&P -0,25%, Nasdaq -0,65%.
I rendimenti dei titoli decennali continuano a salire. I tassi europei guadagnano 2-4 punti base, mentre il Treasury a 10 anni supera il 4,35%. Oggi il Tesoro USA collocherà 44 miliardi di dollari di note a 7 anni e 30 miliardi di floating rate notes a 2 anni.
Materie prime: oro debole, petrolio verso 100 dollari
L’oro tratta sui minimi di tre settimane ma si mantiene sopra 4.600 dollari l’oncia. L’argento si è stabilizzato dopo essere sceso sotto 72,75 dollari. Il WTI di giugno bussa a quota 100 dollari al barile, ai massimi dal 7 aprile.
Aspettative di inflazione e politica monetaria
Eurozona: aspettative in deciso rialzo
Senza sorprese, il sondaggio della BCE ha mostrato un’impennata delle aspettative di inflazione. La proiezione a un anno è balzata al 4,0% dal 2,5%, eguagliando il massimo da settembre 2023. La proiezione a tre anni è salita al 3,0%, il livello più alto da ottobre 2022.
Australia: terzo rialzo consecutivo in vista?
Un dato di inflazione robusto domani rafforzerebbe le attese di un terzo rialzo consecutivo da parte della RBA la prossima settimana. Il consensus Bloomberg prevede un incremento dell’1,4% trimestre su trimestre nel Q1, dopo lo 0,6% del Q4 2025. Il dato annuale potrebbe salire al 4,8%. Il mercato dei futures sconta una probabilità di rialzo vicina all’80%.
Calendario dati USA
Negli Stati Uniti oggi sono attesi i prezzi delle case di febbraio, mentre prende il via il FOMC di due giorni — l’ultimo presieduto da Powell. In agenda anche le indagini Fed di Richmond e Dallas e la consumer confidence del Conference Board. Domani saranno pubblicati la bilancia commerciale di marzo, gli avvii edilizi e gli ordini di beni durevoli, prima della decisione del FOMC.

