Le borse europee avanzano trainate dai dati macro
I mercati azionari europei hanno chiuso la seduta di giovedì in territorio positivo, sostenuti da dati economici superiori alle attese nel Regno Unito e da nuovi sviluppi sul fronte diplomatico tra Stati Uniti e Iran. Lo Stoxx 600 paneuropeo ha guadagnato lo 0,4% nel corso del pomeriggio, con un quadro settoriale tuttavia disomogeneo: i comparti minerario e tecnologico hanno guidato i rialzi, mentre telecomunicazioni e compagnie aeree hanno sottoperformato rispetto all’indice generale. Anche i principali listini nazionali hanno registrato progressi: il FTSE 100 britannico, il CAC 40 francese e il DAX tedesco hanno guadagnato ciascuno lo 0,5% nelle contrattazioni del primo pomeriggio.
PIL del Regno Unito: crescita che sorprende al rialzo
Tra i dati macro più rilevanti della giornata spicca la crescita del PIL britannico a febbraio, pari allo 0,5%, ben al di sopra delle previsioni degli analisti che si attestavano su un modesto +0,1%. Un risultato che evidenzia una resilienza dell’economia britannica più solida del previsto, almeno nel breve periodo.
Le incognite legate al conflitto Iran-USA
Tuttavia, le prospettive di crescita del Regno Unito per i prossimi mesi restano offuscate dall’escalation del conflitto tra Stati Uniti e Iran, scoppiato alla fine di febbraio 2026. La guerra ha già prodotto effetti tangibili sull’economia reale, con ripercussioni dirette sui costi energetici e sulla fiducia delle imprese.
Inflazione nell’Eurozona: prezzi in accelerazione a marzo
Sul fronte dei prezzi, i dati sull’inflazione dell’Eurozona per il mese di marzo 2026 hanno mostrato un’accelerazione inattesa: l’indice dei prezzi al consumo è salito al 2,6%, superando le stime preliminari del 2,5%. Anche in questo caso, l’impatto del conflitto mediorientale sui prezzi dell’energia ha giocato un ruolo determinante nell’alimentare le pressioni inflazionistiche.
EasyJet sotto pressione: guerra e carburante pesano sui conti
In ambito corporate, la giornata è stata segnata dal forte calo del titolo EasyJet, che ha avvertito gli investitori degli effetti negativi del conflitto Iran-USA sulla domanda di viaggi e sui costi operativi. La compagnia aerea low-cost ha dichiarato di aver sostenuto circa 25 milioni di sterline (circa 34 milioni di dollari) di costi aggiuntivi per il carburante nella prima metà dell’anno, direttamente riconducibili all’instabilità geopolitica. Il titolo ha ceduto fino all’8,7% nelle fasi iniziali della seduta, per poi ridurre le perdite e chiudere in calo del 4,7%. EasyJet ha inoltre avvertito che i costi operativi resteranno strettamente legati alla volatilità dei prezzi del carburante nei prossimi mesi.
Trattative USA-Iran: segnali di distensione ma incertezza resta alta
I mercati continuano a monitorare con attenzione l’evoluzione dei negoziati di pace tra Washington e Teheran. Il presidente americano Donald Trump ha dichiarato in un’intervista trasmessa mercoledì che il conflitto sarebbe “molto vicino alla fine”, alimentando l’ottimismo degli investitori sulla possibilità di una soluzione diplomatica.
Accordo di principio sul cessate il fuoco
Secondo quanto riportato dall’Associated Press, citando fonti regionali, Stati Uniti e Iran avrebbero raggiunto un accordo di principio per estendere il fragile cessate il fuoco di due settimane, al fine di consentire ulteriori progressi sul piano diplomatico. Tuttavia, un alto funzionario americano ha precisato a CNBC che gli Stati Uniti “non hanno formalmente accettato un’estensione del cessate il fuoco”, aggiungendo che “è in corso un dialogo continuo tra le due parti per raggiungere un accordo”.
Mercati asiatici e futures USA: l’ottimismo si diffonde
La spinta rialzista si era già manifestata durante la notte sui mercati asiatici: il Nikkei 225 giapponese ha toccato un nuovo record storico, trascinato dall’ottimismo per un possibile accordo USA-Iran e dai guadagni registrati a Wall Street nella sessione di mercoledì. Anche S&P 500 e Nasdaq Composite avevano chiuso la seduta precedente su nuovi massimi storici, mentre i futures sui principali indici americani si mantenevano pressoché invariati nella notte.
Agenda societaria: i risultati in evidenza
Sul fronte delle trimestrali e dei risultati aziendali, la giornata ha visto la pubblicazione dei dati di Vinci, Tesco, Aker, Pernod Ricard e Rentokil Initial, contribuendo ad animare ulteriormente le contrattazioni sui rispettivi titoli.