L’indice Ifo chiude il 2025 ai minimi da maggio

L’economia tedesca conclude un altro anno deludente con l’indice Ifo di dicembre sceso a 87,6 punti, in calo rispetto agli 88,1 di novembre. Si tratta del livello più basso registrato da maggio, confermando la persistente fase di stagnazione che caratterizza la prima economia europea. Nonostante il dato negativo, il valore assoluto rimane comunque superiore rispetto all’inizio dell’anno, quando l’indicatore si attestava a 85,1 punti. La componente relativa alla valutazione della situazione attuale è rimasta stabile a 85,6, mentre le aspettative sono peggiorate a 89,7, anch’esse ai minimi da maggio.

Un anno di montagne russe per l’economia tedesca

Il 2025 ha rappresentato per la Germania un percorso emotivo caratterizzato da continui cambi di direzione, oscillando tra fasi di ottimismo e periodi di profondo pessimismo. I policymaker hanno finalmente riconosciuto, dopo anni di negazione, che l’era della crescita facile è definitivamente tramontata.

Le radici strutturali della crisi

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La performance economica deludente ha almeno un risvolto positivo: ha reso evidente a tutti che i problemi tedeschi non derivano da una sfortunata concatenazione di eventi, ma sono il risultato di: Anni di sottoinvestimenti in infrastrutture e digitalizzazione Mancanza di riforme strutturali nel mercato del lavoro e nella burocrazia Trasformazione della Cina da mercato di esportazione a concorrente sistemico I dazi statunitensi e il rafforzamento dell’euro hanno aggravato la situazione, ma non rappresentano la causa principale dei problemi.

La lista delle priorità per Friedrich Merz

Il nuovo governo guidato da Friedrich Merz ha deciso di incrementare gli investimenti in infrastrutture e difesa, ma questo rappresenta solo l’inizio. Insieme ai sussidi annunciati per i prezzi energetici industriali, queste misure costituiscono il minimo indispensabile per ripristinare la competitività tedesca. La lista delle riforme necessarie è più lunga di una tipica letterina di Natale: Riduzione della burocrazia e semplificazione amministrativa Implementazione dell’e-government Gestione sostenibile dell’impatto demografico sulle finanze pubbliche Riforma fiscale con possibili tagli alle imposte

Segnali di ripresa ciclica all’orizzonte

Nonostante le sfide strutturali di difficile risoluzione nel breve termine, emergono segnali preliminari di stabilizzazione che potrebbero tradursi in un miglioramento ciclico nel 2025:

Indicatori positivi dal settore industriale

Gli ordini industriali sono aumentati per due mesi consecutivi, le scorte si sono ridotte e l’utilizzo della capacità produttiva ha iniziato a invertire la tendenza. Sebbene questi segnali rimangano ancora deboli e provvisori, indicano un possibile punto di svolta. Il parlamento tedesco ha inoltre approvato il bilancio 2026 e sta per autorizzare contratti per la difesa per circa 50 miliardi di euro. L’impatto dello stimolo fiscale richiederà tempo per manifestarsi, ma arriverà.

Prospettive per il 2026: oltre la stagnazione

Seguendo il principio di prepararsi al peggio sperando nel meglio, il dato Ifo di dicembre non sorprende e conferma lo scenario base di un’economia tedesca che chiude il 2025 con un altro trimestre senza crescita. Tuttavia, esistono evidenze sufficienti per ritenere che la Germania lascerà la stagnazione alle spalle nel 2026. È fondamentale però non confondere un eventuale rimbalzo ciclico con un miglioramento strutturale: le sfide di lungo periodo rimangono intatte e richiederanno anni di riforme coerenti per essere affrontate efficacemente.