OpenAI al centro della scena nelle trimestrali dei giganti tech
Mentre i quattro principali hyperscaler tecnologici — Amazon, Alphabet, Meta e Microsoft — si preparano a pubblicare i risultati trimestrali a mercati chiusi, una società che non rende pubblici i propri bilanci sta paradossalmente catalizzando l’attenzione di Wall Street: OpenAI.
Il creatore di ChatGPT, valutato oltre 850 miliardi di dollari dagli investitori privati, è diventato nell’ultimo anno un vero e proprio market mover. I suoi ricavi e l’imponente piano di spesa vengono ormai considerati dagli analisti come un termometro affidabile dell’intero comparto dell’intelligenza artificiale.
Lo scontro legale tra Altman e Musk infiamma il dibattito
OpenAI sarebbe finita comunque sotto i riflettori questa settimana per via della battaglia legale di alto profilo tra il CEO Sam Altman e il numero uno di Tesla, Elon Musk. I due ex amici, entrambi tra i fondatori di OpenAI quando nel 2015 nacque come laboratorio no-profit, si ritrovano oggi avversari in tribunale: Musk ha citato in giudizio Altman e la società accusandoli di aver violato l’accordo costitutivo originale.
Le indiscrezioni che hanno scosso il mercato
Prima ancora dell’avvio delle arringhe iniziali, i titoli di Oracle, Nvidia, Advanced Micro Devices e Broadcom sono andati incontro a forti vendite dopo un’inchiesta del Wall Street Journal secondo cui OpenAI avrebbe mancato le proiezioni su ricavi e crescita degli utenti. Il report — definito “ridicolo” dalla stessa OpenAI — sosterrebbe inoltre che il management è preoccupato per la capacità dell’azienda di sostenere gli enormi impegni finanziari legati alla costruzione dei data center.
Quattro colossi, quattro relazioni diverse con OpenAI
Le quattro big tech in pubblicazione figurano tra le aziende più capitalizzate al mondo e tutte hanno legami concreti con OpenAI: come investitori, clienti, partner strategici, competitor o spesso una combinazione di questi ruoli.
Amazon apre le porte ad OpenAI su AWS
A seguito del report del Wall Street Journal, Amazon ha annunciato che i modelli di OpenAI saranno disponibili sulla sua piattaforma cloud AWS. Fino ad oggi, Amazon era stata partner privilegiata di Anthropic, sostenendo dal 2023 la società creatrice di Claude con investimenti rilevanti.
Con il nuovo annuncio, gli utenti di AWS potranno scegliere — attraverso il servizio Bedrock — anche i modelli di punta di OpenAI. “Riteniamo che il lancio sia positivo per i clienti AWS, che ora possono accedere ai modelli di frontiera di OpenAI e Anthropic all’interno dell’ecosistema AWS e nelle soluzioni agentiche”, scrivono gli analisti di KeyBanc, che mantengono una raccomandazione di acquisto sul titolo.
Microsoft: la partnership storica si ridisegna
Il giorno precedente all’annuncio di Amazon, OpenAI e Microsoft avevano comunicato un importante riassetto della loro partnership, una collaborazione che precede addirittura il lancio di ChatGPT. Microsoft ha investito complessivamente 13 miliardi di dollari in OpenAI, mentre Amazon si è recentemente impegnata a versare 50 miliardi di dollari.
Gli analisti di Raymond James osservano come gli investitori siano sempre più preoccupati “per la dipendenza della società da OpenAI su diversi fronti” e per il fatto che “OpenAI sta diversificando la propria capacità di calcolo allontanandosi da Microsoft”. Il giudizio resta comunque equivalente a buy.
Alphabet: da minaccia esistenziale a vincitore della corsa AI
Alphabet sfida direttamente OpenAI con i modelli Gemini e l’intera suite di servizi che ne derivano. Quando ChatGPT divenne virale tra fine 2022 e inizio 2023, gli investitori avevano voltato le spalle a Google, temendo che il traffico di ricerca migrasse verso l’AI e che Mountain View restasse indietro.
La narrativa è cambiata radicalmente. Le azioni Alphabet sono più che raddoppiate nell’ultimo anno, sovraperformando largamente gli altri hyperscaler. Gemini ha colmato il divario in numerose aree, mentre il business cloud di Google è in piena espansione grazie alla domanda crescente di capacità di calcolo.
Le TPU come alternativa alle GPU di Nvidia
Le tensor processing unit (TPU) progettate internamente da Google stanno diventando un’alternativa sempre più popolare alle GPU di Nvidia per i workflow di intelligenza artificiale nel cloud. Gli analisti di Roth, in una nota di anteprima della scorsa settimana, hanno affrontato i principali nodi del dibattito su Google: “OpenAI rappresenta una minaccia competitiva concreta? Sì, ma gestibile”, concludono, confermando il rating buy.
Meta: la guerra dei talenti è il vero campo di battaglia
Per Meta, il rischio maggiore posto da OpenAI riguarda la guerra dei talenti. Altman ha portato il tema sotto i riflettori a giugno, quando in un podcast ha rivelato che Meta avrebbe tentato di reclutare dipendenti di OpenAI offrendo bonus alla firma fino a 100 milioni di dollari, con pacchetti retributivi annuali ancora più elevati.
“Ho sentito che Meta ci considera il proprio principale concorrente”, ha dichiarato Altman al podcast “Uncapped”, condotto dal fratello. “I loro attuali sforzi sull’AI non hanno dato i risultati sperati, ma rispetto la loro aggressività nel continuare a tentare nuove strade”.
La risposta di Meta e il lancio di Muse Spark
Andrew Bosworth, chief technology officer di Meta, ha replicato sostenendo che OpenAI ha controfferto quelle proposte, descrivendo il contesto delle assunzioni come “senza precedenti nei miei 20 anni di carriera come dirigente tech”.
Inizialmente Meta aveva puntato sui modelli open source, cercando di conquistare gli sviluppatori restii a vincolarsi a soluzioni proprietarie. La strategia non ha funzionato e l’azienda ha recentemente introdotto Muse Spark, il primo modello proprietario sviluppato dai Meta Superintelligence Labs, guidati dall’altamente pagato chief AI officer Alexandr Wang.
I primi test di settore mostrano risultati incoraggianti per la tecnologia di Meta, ma la strada per competere con i leader dello sviluppo modelli è ancora lunga. “Sebbene la società abbia integrato Meta AI nelle sue applicazioni principali, attendiamo una strategia in grado di generare un utilizzo consumer su larga scala paragonabile ad altri chatbot AI come ChatGPT e Claude”, scrivono gli analisti di Citizens nell’anteprima trimestrale. “Crediamo che ciò possa sbloccare nuovi dati e budget pubblicitari”.
Cosa attendersi dalle trimestrali
I risultati di Amazon, Alphabet, Meta e Microsoft saranno scrutinati non solo per i numeri assoluti, ma soprattutto per le indicazioni su capex, ritmo di costruzione dei data center e prospettive di monetizzazione dell’AI. Per gli investitori italiani interessati al comparto tech statunitense, queste trimestrali rappresentano un test cruciale: la sostenibilità degli investimenti miliardari nell’intelligenza artificiale dipenderà dalla capacità di tradurli in ricavi ricorrenti e margini stabili nei prossimi trimestri.

