Vendite massicce sul tech: il Nasdaq segna la peggior seduta da giugno

Chiusura di ottobre 2026 all’insegna della volatilità per Wall Street. Il Nasdaq Composite ha ceduto il 3,7%, avviandosi verso la peggiore performance giornaliera da giugno, mentre gli investitori hanno abbandonato in massa i titoli legati all’intelligenza artificiale per rifugiarsi nei settori più difensivi del listino.

Il Dow Jones Industrial Average ha retto meglio l’urto, limitando le perdite a 741 punti (-1,4%), mentre lo S&P 500 ha lasciato sul terreno il 2,4%. L’indice tecnologico si colloca ora circa il 9% sotto i massimi recenti, soglia che tecnicamente lo avvicina alla zona di correzione.

Perché la pressione è aumentata nel pomeriggio

Le vendite si sono intensificate nella seconda parte della sessione per due ragioni principali: il riposizionamento di fine mese da parte dei gestori istituzionali e la cautela in vista delle elezioni di midterm della settimana prossima, un appuntamento politico che storicamente alimenta la volatilità sui mercati azionari statunitensi.

Le trimestrali deludono: Intel, Amazon e Sandisk sotto esame

Intel crolla del 29%

Il tonfo più pesante è quello di Intel, che perde il 29% dopo una guidance debole per il trimestre in corso, con esplicito riferimento al rallentamento del mercato PC. I ricavi della divisione client computing and physical AI sono scesi del 5% su base annua, a 8,1 miliardi di dollari. Un segnale che la transizione del gruppo verso l’intelligenza artificiale resta più lenta delle attese del mercato.

Amazon: free cash flow negativo per 42,4 miliardi

Amazon cede il 2% dopo aver mancato le stime di consenso sia su utili sia su ricavi del terzo trimestre. Il dato che ha maggiormente colpito gli analisti è il free cash flow negativo per 42,4 miliardi di dollari, conseguenza diretta dell’enorme sforzo di investimento. Il colosso di Seattle ha confermato la previsione di capital expenditure per 220 miliardi di dollari nel 2026, cifra che rende evidente la portata della corsa all’infrastruttura AI.

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Sandisk e il nodo dei semiconduttori

Sandisk arretra del 12% nonostante risultati del primo trimestre fiscale superiori alle attese e l’annuncio di uno stock split otto a uno. Un caso emblematico di mercato che “vende sulla notizia”, anche quando i numeri sono buoni.

Il comparto dei chip nel suo complesso è stato travolto: Advanced Micro Devices -11%, Broadcom -5% e Nvidia -4%.

La rotazione verso i titoli difensivi sostiene il Dow

Il capitale uscito dal tech non ha lasciato il mercato: si è semplicemente spostato. I settori consumer staples e healthcare hanno registrato guadagni diffusi.

  • Walmart e Coca-Cola: entrambe in rialzo di quasi il 2%
  • Procter & Gamble: oltre +1%
  • Merck e Amgen: circa +2%
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È proprio questa composizione difensiva ad aver permesso al Dow di contenere le perdite rispetto al Nasdaq.

Il mercato è diventato “selettivo”

Secondo Keith Buchanan, senior portfolio manager di Globalt, il clima è cambiato: «Il tono si è modificato, e resta da capire se questo renderà sostenibile la rotazione». Buchanan descrive un mercato “scrupoloso” e “selettivo”: «L’anno scorso era la speranza a muovere i prezzi. Quest’anno la domanda è: come funziona tutto questo nel mondo reale? Come si finanzia e chi ne raccoglie i benefici economici? Sono domande molto più difficili a cui rispondere».

Il gestore aggiunge: «Esistono rischi concreti per l’economia reale, e il mercato li sta prezzando».

Il nodo del credito: Anthropic, CoreWeave e i neocloud

A peggiorare il sentiment ha contribuito un’indiscrezione del Financial Times, secondo cui Blackstone avrebbe avvertito gli investitori che Anthropic potrebbe non ottenere un rating investment grade al debutto sul mercato del debito. Il deposito del modulo S-1 da parte della società di AI aveva dato slancio al settore nei giorni precedenti, ma l’entusiasmo si è rapidamente esaurito.

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I “neocloud” sotto la lente per l’indebitamento

I cosiddetti neocloud — le società di cloud computing che forniscono l’infrastruttura per i datacenter dedicati all’AI — sono finiti nel mirino degli investitori per i livelli di leva finanziaria. Il caso simbolo è CoreWeave, i cui rendimenti obbligazionari sono saliti bruscamente: il titolo ha perso oltre il 37% in ottobre. Nebius si avvia a chiudere il mese con un -33%.

Il tema del finanziamento a debito della build-out dell’intelligenza artificiale è oggi il principale fattore di rischio sistemico percepito dal mercato: quando il costo del capitale sale, i modelli di business ad alta intensità di investimento diventano immediatamente più fragili.

Alphabet e le hyperscaler: la disciplina sul capex pesa

Giovedì Alphabet aveva già registrato la peggiore seduta della sua storia, dopo aver mancato le stime su utili e ricavi del terzo trimestre e aver riportato un free cash flow negativo per 9,07 miliardi di dollari. Il crollo del titolo aveva trascinato il Nasdaq a una perdita superiore all’1% nella sessione regolare.

Un elemento rilevante: né Alphabet né Microsoft hanno rivisto al rialzo le proprie previsioni di capital expenditure. Un segnale ambivalente, interpretato da alcuni come prudenza finanziaria e da altri come possibile rallentamento del ciclo di investimenti nell’AI.

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Bilancio di ottobre: ETF tematici in forte ribasso

Il mese si chiude con numeri eloquenti per gli strumenti tematici legati all’intelligenza artificiale:

  • Roundhill Memory ETF (DRAM), che include titoli della memoria come Micron e Seagate Technology: -20% in ottobre
  • iShares A.I. Innovation and Tech Active ETF (BAI): -17%

Performance mensili degli indici

  • Nasdaq Composite: in rotta verso un calo del 5%
  • S&P 500: flessione contenuta, inferiore all’1%
  • Dow Jones: in progresso di circa il 2%

Cosa osservare nelle prossime sedute

La divergenza tra Dow e Nasdaq racconta con precisione la dinamica in atto: non si tratta di una fuga generalizzata dall’equity statunitense, ma di una riallocazione selettiva dal growth tecnologico verso il value difensivo. Per gli investitori europei esposti al dollaro, va ricordato che movimenti di questa portata sul comparto tech tendono a riflettersi rapidamente anche sui listini continentali — in particolare su ASML, Infineon e STMicroelectronics — e a sostenere temporaneamente le valute rifugio sul mercato forex.

I prossimi catalizzatori saranno l’esito delle elezioni di midterm, l’evoluzione dei rendimenti obbligazionari delle società legate all’infrastruttura AI e le indicazioni sul costo del capitale che arriveranno dalla politica monetaria della Federal Reserve. Finché il mercato non avrà risposte chiare su chi finanzierà la build-out dell’intelligenza artificiale e su quali ritorni genererà, la volatilità sul comparto tecnologico è destinata a restare elevata.