Chi pratica il commodity trading, ovvero investe su determinate materie prime, ha una preoccupazione in mezzo alle tante: il cambio. D’altronde, le materie prime non sono dotate di valore intrinseco (come logico) ma il loro “valore” è espresso in una valuta specifica, che nella quasi totalità dei casi è il dollaro. Ora, chi investe in UE, investe in euro. Dunque, è lecito chiedersi quali siano gli effetti del cambio sulle proprie attività di commodity trading.

Ne parliamo qui, fornendo una panoramica dell’effetto cambio, portando alcuni esempi e offrendo alcuni consigli per farvi fronte. 

Cos’è l’effetto cambio

Nella dottrina non si parla di un vero e proprio effetto cambio. Allo stesso tempo, è innegabile che il cambio impatti sugli investimenti in materie prime, se queste sono espresse in una valuta specifica (che come abbiamo visto è quasi sempre l’oro). 

Potremmo definire l’effetto cambio come l’impatto che le fluttuazioni del cambio tra la propria valuta e la valuta con cui vengono di norma scambiate le materie prima generano sul reale valore dei propri investimenti.

Di norma, quando si ragiona sul rapporto tra cambio e commodity trading, due sono le preoccupazioni. 

La prima è che la propria valuta “sparisca”. Ora, se una valuta muore i veri problemi sono ben altri, ma questa preoccupazione era in auge soprattutto qualche anno fa, quando il destino dell’euro sembrava appeso a un filo. 

Una preoccupazione in ogni caso infondata, se riguarda gli investimenti realizzati con prodotti derivati come gli ETC. In quel caso, visto che il sottostante è comunque quotato in una valuta esistente, il valore dell’asset verrebbe immediatamente convertito.

Un’altra preoccupazione, ben più legittima, riguarda le valutazioni e le rivalutazioni della valuta con cui è stato realizzato l’investimento rispetto alla valuta con cui è quotata la materia prima. 

Ovvero, la preoccupazione consiste nella possibilità che le fluttuazioni del cambio possano incidere sul valore dell’investimento. Una paura, questa sì, decisamente fondata. Per chiarire il “come” è bene fare alcuni esempi.

L’effetto cambio in quattro esempi

E’ utile portare alcuni esempi che mostrano tutte le combinazioni possibili, prendendo come riferimento l’euro-dollaro e un investimento classico, quello sull’oro.

Esempio 1. Il prezzo dell’oro rimane stabile a 1800 dollari e il cambio euro dollaro passa da 1,00 a 1,10. 

Inizialmente, il valore dell’investimento è pari a 1800 dollari, in quanto 1800/1,00=1800. A seguito di questo movimento della coppia di valute, il valore dell’investimento passa a 1636 euro. Infatti: 1800/1,1=1636,36 (periodico).

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Insomma, se l’euro si rivaluta e il prezzo dell’oro rimane lo stesso, l’investimento perde di valore.

Esempio n.1. Il prezzo dell’oro rimane stabile a 1800 dollari ma il cambio euro dollaro passa da 1,00 a 0,90. 

In questo caso, il valore dell’investimento passa da 1800 euro a 2000 euro. Infatti, 1800/0,90=2000. 

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Insomma, se il prezzo dell’oro rimane uguale ma l’euro si svaluta, l’investimento acquisisce valore.

Esempio n.3 L’euro dollaro rimane uguale ma il prezzo dell’oro si rivaluta e passa da 1800 dollari a 1900 dollari.

Non è nemmeno necessario proporre la formuletta: se l’euro dollaro rimane a 1,1 allora il valore dell’investimento cresce, passando da 1800 euro a 1900 euro.

Esempio n.3. L’euro dollaro rimane uguale ma il prezzo dell’oro si svaluta e passa da 1800 euro a 1700 euro.

Discorso analogo, ma di segno opposto. Il valore dell’investimento, ponendo un tasso di cambio a 1, passa da 1800 euro a 1700 euro.

Qualche considerazione a margine

Al netto di questi esempi, che comunque sono dirimenti, è necessario fare qualche precisazione. 

  • Questi casi sono idealtipici, in realtà i fattori si muovono in contemporanea. Nella realtà, è impossibile che il tasso di cambio rimanga fermo e le quotazioni di una commodity si muova, o viceversa. I due fattori si muovono in contemporanea, quindi è necessario prenderli entrambi in considerazione.
  • I prezzi delle materie prime influenzano le valute e viceversa. C’è da dire inoltre che i movimenti delle valute impattano sovente sul valore delle materie prime, e viceversa. Per esempio, un dollaro in difficoltà, tendente alla svalutazione, provoca un aumento delle quotazioni dell’oro, in quanto viene percepito come un bene rifugio più efficace in quella precisa fase economica. 

Dunque, cosa può fare il trading per dominare queste dinamiche? Di base, non può fare granché. Deve però essere consapevole del modo con cui i rapporti tra le valute impattano sui suoi investimenti in criptovalute, in modo da prendere con sufficiente anticipo decisioni tali da proteggere il suo patrimonio. Ciò vale soprattutto se la valuta di destinazione, quella che segna la quotazione delle materie prime, è in corso di svalutazione.