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Le storie di trading appassionano, intrattengono. Non solo: insegnano. Possono rappresentare una risorsa sia per il trader principiante che per quello esperto. Nel primo, infondono motivazione, comunicano che sì, è possibile farcela. Al secondo, consentono di fare un ultimo prodigioso salto di qualità. Anche perché le storie di trading più diffuse narrano di percorsi niente affatto regolari, di sconfitte che precedono vittorie, della forza di volontà che vince contro le avversità di un mercato spesso troppo competitivo. Insomma, sono storie che, almeno nella maggior parte dei casi, lanciano un messaggio che parla di riscossa di rivincite.

Tra le storie di trading più conosciute e apprezzate, che fungono da punto di riferimento per i trader di tutto il mondo, spicca quella di Michael Marcus. Basterebbe qualche numero per dimostrare l’importanza della sua esperienza, e la sua efficacia nel formare le giovani leve. Michael Marcus, infatti, è il trader per eccellenza, colui che è riuscito a trasformare – certo non da un giorno all’altro – 30.000 dollari in 80 milioni. Da una cifra che, con un po’ di difficoltà, molti riescono a raggranellare, quindi è alla portata di tutti, è diventato straricco. Praticamente un record, anche se lo si confronta con le performance di altri grandi trader di fama mondiale.

Come ha fatto? Per capirlo, dobbiamo raccontare la sua storia.

Storie di trading: Michael Marcus

La storia di Michael Marcus inizia con un piccolo fallimento. Si laurea nel 1969 e viene assunto come research analyst presso una società di intermediazione. Poco tempo dopo incontra un individuo che si propone di gestire il suo denaro, promettendogli un tasso di crescita del 100% ogni due settimane. Michael Marcus è ancora un principiante, per nulla esperto di trading, forse un po’ ingenuo. Accetta… E perde tutto. Qui però emerge tutta la fibra di quest’uomo, quella forza morale che rappresenterà per lui una risorsa inestimabile negli anni a venire. Non si abbatte. Anzi: ricomincia ad accumulare capitale, si forma in prima persona, e ritorna a investire… E inizia a guadagnare.

In questo periodo Michael Marcus fa la conoscenza di un altro trader, questo di pasta ben diversa. Un vero e proprio guru (nel senso buono, si intende). Anzi, una legenda: è Ed Seykota di Commodities Group. Lo conosce grazie a sua moglie, che lavora come analista proprio in Commodities Corp, la futura Goldman Sachs. Seykota prende Marcus sotto la sua ala e gli offre insegnamenti, indicazioni, consigli, suggerimenti. Insomma, lo forma, diventa il suo maestro. Grazie a Seykota, Marcus impara a gestire il rischio. Terminato il periodo da “studente” Marcus comincia a far sul serio e i frutti non tardano ad arrivare.

La sua corsa verso il successo e la ricchezza inizia… Con i future del compensato. Marcus investe 700 dollari nei future del compensato. Una scelta praticamente perfetta: nel 1972, infatti, Nixon calmiera i prezzi di alcune materie prime che stanno salendo troppo rapidamente. La conseguenza di questa mossa è l’aumento del prezzo del compensato, un materiale che non era stato incluso nell’iniziativa di Nixon. Marcus trasforma così quei 700 dollari in 1.200. Ma è solo l’inizio: con la medesima operazione (con asset diversi) Marcus trasforma 24.000 dollari in 64.000 dollari.

Dopo questi successi, viene ingaggiato alla Commodities Corp, così diviene collega del suo maestro. Entro qualche anno, sarà in grado di guardarlo negli occhi, alla sua altezza. Anche perché è proprio durante la sua esperienza in Commodities Corp, che presto sarebbe diventata Goldman Sachs, ha trasformato nel giro di venti anni 30.000 dollari in 80 milioni.

La filosofia di Michael Marcus

Che lezione si può attingere dalla storia di Michael Marcus? In primo luogo, che bisogna stare lontani da chi promette la luna. Se fosse stato solo un po’ più arrendevole, dopo la prima esperienza fallimentare si sarebbe scottato e non avrebbe più messo piede nel mercato.

Secondariamente, che una grossa perdita iniziale, per quanto dolorosa, non pregiudica niente. C’è sempre la possibilità di fare altro denaro e iniziare da capo. Terzo: la formazione è un elemento importantissimo, probabilmente in più importante. Michael Marcus ha studiato molto e ha appreso più che poteva dal suo maestro Ed Sekyota.

Così come Marcus ha imparato da Sekyota, anche il trader retail può imparare da Marcus. Come? Leggendo la sua intervista nel manuale di Markets Wizard per esempio. Lì viene riassunta tutta la sua filosofia di Marcus. Ecco qualche pillola, somministrata attraverso citazioni e aforismi.

Sulla mentalità giusta

Penso che alla fine una perdita tira l’altra. Perdere, infatti, ti porta al pessimismo, tocca corde particolare della tua sfera psicologica”.

Sono molto aperto, sono disposto ad accettare evidenze difficili da sostenere a livello emotivo, ma che so essere vere”.

I sentimenti sono importanti, non conosco nessun grande trader professionista che non ne abbia. Per esempio, essere un trader richiede avere coraggio: il coraggio di provarci, il coraggio di fallire, il coraggio di vincere, il coraggio di andare avanti quando il gioco si fa duro”.

Ogni tanto pensavo che avrei dovuto smettere di fare trading: le perdite mi costavano molto dolore. In “Fidder on the Roof” c’è una scena in cui il protagonista alza lo sguardo e parla con Dio. Avrei voluto fare lo stesso, alzare lo sguardo al cielo e chiedere a Dio: “Ma sono davvero così stupido?”. Probabilmente mi avrebbe risposto: “No, non sei stupido, devi solo perseverare e continuare a fare quello che stai facendo”.

Quando fai trading, devi gestire due tipi di capitale: il capitale finanziario e il capitale psicologico. Se perdi il primo, fallisci. Se perdi il secondo, fallisci ugualmente. Proteggili entrambi con la stessa forza”.

Sulla gestione del rischo

Se hai dubbi su una posizione e non sai cosa fai, esci. Puoi sempre ritornare, se vuoi. La notte mi ha portato spesso consiglio in questi casi. Sono uscito spesso, e il giorno dopo era tutto più chiaro”.

Il mio stile di trading a quei tempi assomigliava a quello del surfista. Provavo a cavalcare l’onda nel momento giusto. Se non funzionava, uscivo subito. Lo facevo in continuazione e ogni volta rischiavo pochissimo. Alla fine ho imparato e ho vinto”.

Nei punti chiavi del grafico intraday ero solito entrare con posizione molto più ampie di quanto mi potessi permettere. Se la cosa non funzionava immediatamente, uscivo subito. Potevo farlo grazie a uno stop loss molto vicino al prezzo. O il mercato partiva e correva, o ero fuori dai giochi”.

Sull’essere trader

Ogni trader ha i suoi punti di forza e i suoi punti di debolezza. Alcuni sono buoni a conservare le loro posizioni quando vincenti, altri sono bravi a uscire subito quando le loro posizioni sono perdenti. Insomma, alcuni sono bravi a vincere, altri sono bravi a perdere”.

I migliori trader sono in cui tre cose lavorano per te:, fondamentali, tecnicità, tono di mercato. I fondamentali ti suggeriscono lo squilibro tra domanda e l’offerta, la tecnica conferma la direzione che ha intuito grazie ai fondamentali, il tono di mercato deve essere il riflesso delle notizie di mercato.

Penso che i trader di fascia altissima abbiano una specie di abilità innata, come un dono, come un grande violinista. Essere dei bravi e competenti trader, però, è alla portata di chiunque: lo si può diventare.

Alla fine, devi avere il coraggio di tenere una posizione e assumerti il rischio. Devi però essere sempre consapevole che il mondo è veramente complicato e chiedere a te stesso: “Quante persone si stanno comportando come me?” Devi considerare che il mercato abbia già scontato la sua idea.

Cerco conferme nel grafico, nell’analisi fondamentale, nel mercato. Se fai così, puoi scambiare qualsiasi cosa in qualsiasi modo”.

Commodity Corp mi ha insegnato a individuare i segnali e a riconoscerli come tali, a seguirli. Se segui il tuo sistema, nel tempo ciò darà i suoi frutti e conquisterai il successo”.

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