Per quanto possa apparire strano, il Money Management e la psicologia sono strettamente correlati, almeno nella prospettiva del trading. Questo legame può apparire strano in quanto il Money Management è una disciplina prettamente tecnica, mentre la psicologia ha a che vedere con la sfera emozionale.

In quest’articolo, approfondiremo il legame tra Money management e psicologia, e forniremo due consigli per integrare al meglio questi elementi.

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Cos’è il Money Management

Prima di esplorare il legame tra Money Management e psicologia è bene fare il punto su entrambi i concetti.

Con l’espressione “Money Management” si fa riferimento all’insieme di tecniche e azioni volte a garantirsi un controllo più o meno assoluto sul proprio capitale.

Nella maggior parte dei casi, il Money Management si “riduce” alle pratiche di elaborazione del giusto investimento. In buona sostanza, risponde alla domanda: quanto dovrei investire in questo singolo trade? Può sembrare una cosa da poco, ma in realtà attorno a questa scelta gravitano le speranze di successo dell’attività di trading nel suo complesso. Insomma, è bene non prendere sottogamba decisioni di questo tipo.

Allo stesso modo, uno degli scopi del Money management è garantire un controllo sulle eventuali perdite. Il presupposto di base, benché tutt’altro che confortante, consiste nella consapevolezza che qualsiasi attività di trading, anche la più intelligente ed efficace, prevede sempre una perdita di capitale più o meno consistente. Dal momento che il concetto di sconfitta non può essere in alcun modo escluso dalle attività di investimento speculativo, tanto vale venirci a patti, e limitare i danni dov’è possibile.

Ovviamente, limitare le perdite significa anche tenere a bada il rischio, in qualche modo controllarlo. non è un caso, quindi, che il Money Management sia legato a doppio filo con un’altra disciplina fondamentale per il Risk management.

Proprio la “parte” del Money Management che fa riferimento alle perdite coinvolge aspetti che possono essere considerati senza tema di smentita “psicologici”. Approfondiremo queste dinamiche nei prossimi due paragrafi.

Il ruolo della psicologia nel trading

Chi pratica già il trading online, o qualsiasi altra attività di investimento speculativo, conosce bene il ruolo della psicologia, o per meglio dire l’influenza esercitata dalla sfera psicologica.

La verità, che per alcuni potrebbe apparire come il classico segreto di Pulcinella, e che è il trading è un’attività molto stressante, e pone in essere costantemente una posta in palio drammaticamente importante: il proprio denaro.

Allo stesso tempo, il trader opera all’interno di un contesto e presenta i tratti dell’imprevedibilità assoluta, almeno all’apparenza. Il mercato assomiglia a un qualcosa di estremamente caotico, iper-competitivo, difficile da interpretare e da domare.

Alla luce di tutti questi aspetti, è facile intuire la portata delle pressioni psicologiche che il trader deve subire ogni giorno. Non è un caso che il sangue freddo sia annoverato tra le doti più importanti che un trader dovrebbe possedere. L’imprevedibilità e la costante consapevolezza di mettere a repentaglio il proprio denaro, mettono a dura prova anche i trader esperti.

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L’elemento psicologico è semplicemente irremovibile. Il trader è un essere umano e, in quanto tale, non può prescindere dalla sua dimensione psicologica. Le emozioni non possono essere eliminate, e forse non sarebbe nemmeno tanto saggio farlo. L’unico modo per riuscire a “sopravvivere” e a porre in essere un’attività di trading efficace, è gestire le emozioni, gestire la propria sfera psicologica.

Cosa c’entrano Money Management e psicologia

A questo punto, appare evidente il modo in cui il Money Management e la psicologia sono correlati in un altro.

Se è vero che il Money management ha lo scopo di controllare le perdite, e se è vero che le più pesanti pressioni psicologiche sono causate dalla paura di perdere il denaro, allora Money Management e psicologia sono strettamente collegati.

In buona sostanza, il Money Management può essere non solo uno strumento di gestione delle finanze, ma anche un’arma per gestire se stessi dal punto di vista psicologico. Si potrebbe affermare che più efficace è il Money Management, più serena è l’attività di trading. Allo stesso modo, appare evidente che più efficaci sono le azioni poste a protezione del patrimonio, più semplice sarà per il trader gestire la pressione psicologica del mercato.

Due consigli “psicologici” per il Money Management

Le dinamiche che sottendono al legame tra Money Management e psicologia possono essere ben sintetizzate da due approcci molto diffusi, e che giocano un ruolo proprio sulla gestione delle pressioni emotive.

Il riferimento è proprio a una particolare visione circa la scelta del capitale da investire e la gestione del capitale complessivo.

Tale visione produce due regole molto seguite, e che possono fungere da grimaldello per la risoluzione di molti problemi. Ecco quali.

Investire gli stessi importi. I metodi per l’individuazione del corretto investimento sono numerosi. Molti trader, però, preferiscono investire sempre gli stessi importi, a prescindere dal capitale effettivamente a disposizione e dalla fase che il mercato sta vivendo. Non vi è un vero e proprio motivo di carattere tecnico. il motivo per investire sempre gli stessi importi è essenzialmente psicologico. La mente umana, infatti, si è evoluta per riconoscere nel ” routinario” un elemento positivo. D’altronde, a fare paura è sempre ciò che non si conosce. Da qui, l’impatto rassicurante dell’investimento sempre uguale a se stesso. Va detto che non stiamo parlando del metodo più efficace in assoluto, bensì di un metodo molto utilizzato dai trader, è che si potrebbe trovare, a seconda dei casi, limitante o utile.

Ritira denaro con regolarità. Anche questa è una manovra di Money Management “puro” ma in grado lo stesso tempo di esercitare un certo effetto dal punto di vista psicologico. Infatti, una delle più grandi fonti di distrazione per un trader è il capitale a disposizione. Molto spesso, il trader guarda con un approccio compulsivo al capitale che possiede in quel momento. Ciò che vede, in qualche modo, lo influenza al momento di elaborare il trade. Tuttavia, il capitale complessivo è solo uno dei tanti elementi che vanno presi in considerazione. Il consiglio, in questo caso, è di prelevare regolarmente in modo che il capitale sia sempre della stessa entità. I trader che adottano questo medico ritirano una volta a settimana. Ritrovarsi sempre con lo stesso capitale, lungi dal restituire una sensazione di immobilismo, esprime una certa idea di stabilità e costanza, elementi che per natura mancano nel mercato ma di cui il trader ha disperato bisogno.