Iniziare con il Trading Online non è affatto facile. D’altronde, si tratta di intraprendere un’attività che richiede una certa dose di competenze ed energie intellettuali, che presenta i suoi imprevisti e che richiede la gestione di fattori tecnici, emozionali, operativi.

Uno degli aspetti che chi vuole iniziare con il Trading Online dovrebbe gestire con la massima attenzione è il rapporto tra l’approccio di investimento e il proprio profilo di rischio.

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Non è una questione di lana caprina: spesso, infatti, si tende a mettere in secondo piano la propria specificità per seguire la chiamare della strategia di trading perfetta.

Vale la pena parlarne, dunque. Ovvero, fare il punto sull’impatto che il proprio profilo di rischio esercita sull’attività di trading e in particolare sulla scelta degli asset.

L’importanza di rispettare il proprio profilo di rischio

Ogni individuo, quando si parla di investimento vanta un proprio profilo di rischio. Esso dipende dalle proprie attitudini personali, in quanto il coraggio o la tendenza alla prudenza sono caratteristiche che variano da persona a persona.

Dipende, ovviamente, anche dalle proprie disponibilità economiche, e dalle modalità in cui tale disponibilità è stata maturata. Un trader “considererà” in modo diverso il proprio capitale, a seconda che l’abbia guadagnato con il duro lavoro, l’abbia acquisto tramite una donazione o un’eredità etc.

Che succede quando l’approccio all’attività di trading non è conseguente al profilo di rischio? Si tratta di una evenienza tutt’altro che rara, anche perché vi è la tendenza a prendere in considerazione ciò che, guardandosi intorno, sembra funzionare meglio, senza porsi domande circa la capacità del medesimo approccio di “calzare” a se stessi. 

La questione riguarda in particolare una delle prime scelte che chi vuole iniziare con il trading online compie: gli asset su cui investire. 

Le conseguenze sono quasi sempre negative. Nella migliore delle ipotesi, ovvero quando l’approccio è molto meno rischioso rispetto alle proprie attitudini, se ne ricava una sensazione di noia e si perdono gli stimoli.

Nella peggiore e purtroppo più frequente delle ipotesi, l’approccio è più rischioso di quanto il trader principiante sia in grado di gestire. Ecco dunque che sopraggiungono sentimenti negativi e paralizzanti, come la paura. Da qui alla perdita di lucidità, il passo è breve. 

La corrispondenza tra asset class e profilo di rischio

Restringendo il campo alla scelta degli asset, occorre porsi una domanda: è possibile adeguare il portafoglio al proprio profilo di rischio? La risposta è affermativa, entro certi limiti.

E’ affermativa perché esistono asset più rischiosi e meno rischiosi. Tuttavia, non è completamente affermativa perché l’attività di trading speculativo è di base rischiosa. Dunque, l’intervallo in termini di rischio è abbastanza risicato.

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Ad ogni modo, è possibile rintracciare dei parametri capaci di definire, con un certo grado di approssimazione, la “rischiosità” degli asset. Tali parametri sono: le frequenza e l’ampiezza delle oscillazioni; la leggibilità. Per inciso, per leggibilità intendiamo la presenza e la suscettibilità a market mover stabili, che possano essere presi come punto di riferimento.

Se si prendono per buoni questi parametri, tra gli asset più rischiosi, forse i più rischiosi in assoluto, troviamo le criptovalute. Market mover stabili non ne hanno, e allo stesso modo sono caratterizzati da una volatilità “estrema”.

Tra i più rischiosi, ma comunque un gradino al di sotto, troviamo i titoli azionari. Infatti, sono volatili ma non peccano affatto di leggibilità. D’altronde, la presenza di market mover è ben assestata, e in genere le società emittenti sono ben integrate nei rispettivi ambienti economici.

In una posizione ambigua si trovano le materie prime. E’ vero, sono molto volatili, quasi al pari delle azioni, ma in compenso “brillano” per leggibilità. Il legame con le performance del sistema economico, infatti, è davvero stretto, quasi consequenziale.

Tra i asset che presentano un certo grado di rischio, ma inferiore rispetto a quelli già citati, troviamo le valute tradizionali: euro, dollaro, sterlina etc. Sono abbastanza leggibili, dal momento che sono espressione dei rispettivi sistemi economici e anche piuttosto suscettibili alle politiche monetaria. Sono meno volatili di tanti altri asset, anche perché regolati – direttamente o indirettamente – dalle banche centrali. 

Discorso complesso, e troppo eterogeneo, per quanto concerne le altre asset class, come le obbligazioni e alcuni prodotti derivati. 

Qualche consiglio per partire col piede giusto

Alla luce di tutto ciò, come si dovrebbe comportare chi vuole iniziare con il Trading Online? E’ possibile individuare alcuni consigli non troppo difficili da seguire, ma molto utili.

Conoscere se stessi dal punto di vista operativo. Avere una chiara idea del proprio profilo di rischio è propedeutico a un’attività di trading consequenziale, che calzi a pennello (o in maniera più aderente possibile). Il consiglio, però, è di eseguire una prova su strada, per conoscere bene se stessi. Fino a quando non si fronteggia il pericolo, è difficile comprendere il proprio rapporto con il rischio. Per farlo, per fare pratica e testare le proprie reazioni, un’idea potrebbe essere quella di sottoscrivere acconti demo, che limitano a zero i rischi concreti ma restituiscono un feeling realistico del mercato. 

Non sentirsi in obbligo di copiare le best practices. La voglia di fare bene fin da dalle prime battute si trasforma in frenesia. A sua volta, ciò si traduce nella tendenza a imitare gli approcci altrui. Come specificato a inizio articolo, non è un approccio che paga sempre e comunque. Anzi: rischia di creare una discrepanza tra le proprie caratteristiche e l’attività di trading. Dunque, puntate ad adattare le strategia di trading, piuttosto che adottarle in maniera stringente. 

Mettere in conto l’eventualità di cambiare, almeno nelle fasi iniziali. Non tutte le ciambelle escono con il buco, soprattutto quando le si prepara per la prima volta. Dunque, sempre in una prospettiva di adattamento, preparatevi a dover cambiare asset e approcci nelle fasi iniziali. Non vedetela come una sconfitta, bensì come a un fisiologico incidente di percorso. L’importante è capire quando cambiare. Agire troppo presto significa abbandonare un approccio che magari necessita solo di un periodo di rodaggio. Agire troppo tardi significa causare a se stessi troppe perdite economiche.