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Conquistare il successo attraverso il Forex Trading è molto difficile. E’ una spiacevole verità, ma pur sempre una verità. La sperimentano tutto coloro che intraprendono questa attività, per giunta fin dalle fasi iniziale. Difficile, però, non vuol dire affatto impossibile, tutt’altro. Se si adottano alcuni accorgimenti, se si profonde impegno, se si è disposti a mettere in discussione le proprie convinzioni quando il mercato dice no, allora il successo è una prospettiva reale.

Tra gli accorgimenti “generici” ma ugualmente importante che un trader può e deve adottare, spicca la consapevolezza che il Forex Trading (come qualsiasi altra attività di investimento speculativo) è dominato da tre elementi in particolare. Tre leve vere e proprie, che se manovrate con intelligenza aprono le porte a soddisfazioni di tipo economico e personale.

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Tecnica, Psicologia e Software. Sono questi i tre ingredienti che non devono mai mancare nell’attività di un trader. Nell’articolo che segue li tratteremo in maniera dettagliata e approfondita, cercando di dare qualche consiglio a chi sta ancora cercando la sua strada nel Forex Trading.

Il Forex Trading è un fatto tecnico

Che il Forex Trading sia un’attività sostanzialmente tecnica, nonché specialistica, non ci possono essere dubbi. E’ una verità anche stando all’immaginario collettivo, che in genere accampa falsi e assurdi miti, fraintendimenti etc. Lo si intuisce anche dando un’occhiata agli strumenti base di ciascun trader, come i grafici.

Il Forex Trading, però, è “tecnico” anche per tanti altri motivi, forse ancora più importanti e decisivi per il destino del singolo trader. Uno di questi motivi risiede nella complessità del mercato. Esso è spesso illeggibile, scarsamente interpretabile, specie per i profani e i principianti (ma potrebbe valere per tutti). Tuttavia, è dotato di una sua struttura, di dinamiche proprie. E’ proprio questo a dettare il fabbisogno di conoscenze tecniche. Un trader ben integrato nella questione tecniche, e quindi in possesso di un bagaglio poderoso o come minimo sufficiente, conosce queste dinamiche, le riconosce quando si manifestano, cerca di sfruttarle o perlomeno di difendersi da esse.

Ma c’è di più. Il Forex trading, da un certo punto di vista, è scienza. Non è una scienza “in generale”, ovvero una entità in cui i fenomeni si ripetono sempre e comunque secondo una schema. Bensì, è scienza delle probabilità. E’ statistica. Di certo, nessuno sa il prezzo che l’euro-dollaro raggiungerà nei prossimi due mesi. Tuttavia, con un po’ di impegno e un set di competenze adeguato, il trader può dire se è più probabile che il prezzo salga o scenda. Tutto dipende dall’analisi. E’ questo l’unico elemento che, a partire da una raccolta intelligente dei dati e dalla loro elaborazione mediante specifici modelli, gode di una certa valenza predittiva. In questo caso, stiamo parlando chiaramente dell’analisi tecnica.

L’elemento tecnico, però, non si esaurisce nell’analisi tecnica, per quanto il lessico possa creare qualche fraintendimento. Un trader tecnico, e quindi con competenze sufficienti, è capace anche di leggere l’ambiente economico, tutto ciò che accade al di fuori degli scambi e che quindi non è riportato – se non in maniera assai indiretta – dal grafico. Non è una skill da poco: l’ambiente esterno influenza in maniera significativa i prezzi e l’andamento delle contrattazione. In alcuni casi, questa influenza è radicale è drammatica. Accade, per esempio, quando viene pubblicata una notizia inaspettata, che coglie di sorpresa i trader. In quel caso, il mercato reagisce e lo fa in maniera violenta, a prescindere dalle evidenze registrate fino a quel momento dai dati numerici nudi e crudi.

Per soddisfare il “fabbisogno tecnico” il trader deve compiere un percorso abbastanza difficile. Certo, ogni individuo ha la sua storia, il proprio background educativo, le proprie inclinazione, ma uno sforzo più o meno pesante è richiesto a tutto.

In parole povere, prima di investire denaro, prima di intraprendere l’attività di Forex Trading, è necessario studiare. Teoricamente, è possibile partire dalle basi e diventare, nel giro di qualche settimane o mese, un trader fatto e finito, per quanto ancora privo di esperienza.

Il percorso di formazione deve essere sviluppato attraverso una pluralità di materiali didattici. Non solo libri, quindi, ma anche webinar, corsi online, video, persino blog e forum. Non va tralasciato nulla. Ovviamente, non va tralasciata nemmeno la pratica. Gli aspiranti trader che puntano a fare pratica prima ancora di esordire nel mercato utilizzano, generalmente, gli account demo. Ne parleremo nell’ultimo paragrafo.

Il Forex Trading è un fatto psicologico

Il ruolo della psicologia nel Forex Trading è già un concetto poco condiviso, se non tra gli addetti ai lavori. Anche perché l’immaginario collettivo vede il trader di successo come un uomo freddo, razionale, calcolatore, che si pone un obiettivo e lo raggiunge senza tanti fronzoli, senza troppi patemi. Ebbene, questo è un ritratto frutto dei media, soprattutto di alcuni film. La verità è che il trader, anche quello esperto, è un uomo, dunque è soggetto all’impulso delle emozioni, e dominato dalla sua sfera psichica. La psicologia coinvolge tutti gli aspetti dell’esistenza umana e, a ben vedere, il Forex Trading è un fatto dell’esistenza umana. Dunque, è impossibile parlare di Forex Trading senza parlare di psicologia.

Ovviamente, esistono motivi più prosaici che giustificano il legame tra Forex Trading e psicologia. Per esempio, il circolo vizioso che si genera a partire dallo stress. Le attività di trading producono stress a causa dell’elevata richiesta prestazionale e della posto in gioco, che è sempre significativa (il denaro). Lo stress scatena delle pressioni endogene di natura psicologiche. L’organismo reagisce come reagisce sempre: producendo emozioni. Un sistema di reazione imperfetto, almeno in relazione a quanto chiede il mercato al singolo. Anche perché, in questo caso, le emozioni rappresentano un boomerang, un fattore di rischio molto impattante. E non solo dal punto di vista dell’equilibrio mentale ed emotivo, ma anche sotto il profilo dei risultati.

La questione cruciale è la seguente: nel Forex Trading tutte le emozioni, se non moderate o tenute sotto controllo, rappresentano un elemento di rischio molto grave. E per tutte intendiamo tutte, anche quelle positive. Dunque, è bene evitare anche l’euforia, l’eccessiva fiducia in se stessi, persino il coraggio. Le manifestazioni eccessive, anche se di poco, contribuiscono a ridurre la lucidità, e quindi a compromettere la lucidità decisione, con ovvie conseguenze per il proprio business. Pensiamo all’euforia: a questa segue in genere una fiducia verso il futuro, la quale può portare facilmente all’imprudenza. Chi conosce le dinamiche del trading (o è anche solo in grado di intuirle) sa quanto può essere pericoloso un approccio anche solo un po’ più imprudente del solito.

Come ovviare a questo rischio? A dire il vero, è molto complicato. Le emozioni rappresentano una risposta fisiologica alla realtà, quindi è difficile rimuoverle. Anzi, è proprio impossibile. Una cosa che si può fare, però, è tenerle sotto controllo, gestirle, limitarne gli effetti. E’ una abilità, questa, che in alcuni è innata, per altre non lo è affatto. Può essere comunque imparata, sebbene a costo di un lavoro su se stessi molto importante.

Un metodo pratico per limitare gli effetti delle emozioni è puntare tutto, o quasi, sulla pianificazione. Il momento in cui le emozioni generano i maggiori danni è l’operatività. Ma se questa è praticamente decisa a tavolino, o comunque eterodiretta da una fortissimo approccio strategico, ecco che le emozioni, pur imperversando nell’animo del trader, non possono generare alcun effetto.

Un altro metodo consiste nell’affidarsi ai software capaci di automatizzare le attività di trading. Ne parleremo nel prossimo paragrafo.

Il ruolo dei software

Esatto, anche i software giocano un ruolo di primo piano nel Forex Trading. Al giorno d’oggi, il successo passa anche dai “prodotti più tecnologici”. Lo scopo di questi strumenti non è sostituire il trader, ovvero rimpiazzare l’elemento umano, bensì velocizzare alcune sue attività, evitare alcuni errori banali e proteggerlo da alcune derive. Attorno alla questione gravitano parecchi pregiudizi, sia in senso positivo che in senso negativo. Gli “ottimisti” pensano ai software come a un mezzo per fare soldi facili semplicemente senza fare nulla. I pessimisti credono che, molto banalmente, siano delle fregature, un modo per attirare gli ingenui e i pigri. Per l’appunto, sono tutti pregiudizi.

Il riferimento è agli Expert Advisor e ai Robot. La loro funzione è sostituire il trader al momento dell’operatività. Realizzano, per così dire, delle azioni di tipo meccanico. E’ ovvio: devono essere programmati. Attraverso la gestione delle impostazioni il trader può replicare la sua strategia. Dal punto di vista dell’approccio generale all’attività di trading, dunque, cambia poco. Ciò che cambia è la potenziale efficacia, che è assai più elevata. Lo è per almeno due motivi.

Protezione dalle pressioni psicologiche. Lo abbiamo già accennato. Gli sconvolgimenti emotivi più gravi emergono nella fase operativa, ma se questa è presidiata da una “macchina”, le emozioni non generano alcun effetto sull’attività di trading.

Maggiore presenza sul mercato. Il trader che opera “manualmente” ha bisogno di riposare, recuperare la lucidità, mangiare, dormire. Una macchina è una macchina, è in quanto tale può funzionare per un tempo indefinito. Ciò determina la possibilità di presidiare il mercato ventiquattro ore su ventiquattro. Il numero delle occasioni che si possono sfruttare, dunque, cresce a dismisura.

C’è una classe di Robot per il Forex che integra un secondo strumento, ovvero gli indicatori capaci di generare i segnali. In questo caso, c’è da dire, l’automazione è completa. In linea teorica, sulla scorta di pochissime impostazioni, è il software che può fare tutto.

Ad ogni modo, occorre andarci piano con questo genere di prodotti. In primo luogo, perché le intelligenze artificiali, per quanto abbiano compiuto passi da gigante negli ultimi anni, sono ancora abbastanza lontane dal replicare la capacità interpretativa e decisione dell’uomo. Dunque, l’uomo è migliore in almeno una eventualità: la gestione dell’imprevisto. Ovviamente, a patto che abbia dalla sua un minimo di esperienza e un buon bagaglio tecnico.

Ad ogni modo, i software rappresentano un qualcosa di importante, un potenziale alleato per i trader. Occorre saperli usare, però, in modo da non determinare abusi e approcci poco prudenti. Mantenere un buon equilibrio tra discrezionalità e automatismo, va detto, non è affatto semplice.

Per inciso, fanno parte della questione software, anche tutti gli altri prodotti informatici che non servono ad automatizzare il trading. Per esempio, la piattaforma. Nessuno può fare trading senza una piattaforma, non nell’era moderna. Abbiate cura di sceglierne una che faccia al caso vostro, che risponda realmente alle vostre esigenze. Nel caso foste indecisi, andate sul sicuro e optate per la piattaforma più utilizzata ad oggi: MetaTrader 4 (anche la 5 è molto buona però).

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