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Come praticare l’analisi tecnica e l’analisi fondamentale del Bitcoin? E’ più che lecito porsi il dubbio. Anche perché il Bitcoin è realmente un asset particolare, diverso da qualsiasi titolo azionario o valuta fiat.

Ne parliamo in questo articolo, illustrando l’impatto che le peculiarità del Bitcoin generano sull’analisi tecnica e sull’analisi fondamentale, e fornendo qualche consiglio per praticarle al meglio.

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Il Bitcoin, un asset molto particolare

Che il Bitcoin non sia un asset come gli altri, è noto un po’ a tutti. D’altronde, uno strumento finanziario che produce oscillazioni così pesanti non lo si vedeva da qualche secolo. Basti pensare che nel 2017 il Bitcoin ha segnato una crescita del 2.000% (ovvero ha aumentato di venti volte), per poi crollare nel giro di qualche mese. Attualmente il Bitcoin oscilla all’interno di un ampia forchetta, sempre al di sotto degli 8.000 dollari.

La volatilità è però solo la punta dell’iceberg. Ci sono altri elementi che incidono sulla difficoltà di prevedere il Bitcoin, o anche solo leggerlo correttamente. Elementi che producono questa volatilità ma che riguardano soprattutto la sua struttura, in alcuni casi la sua essenza.

Il riferimento è in particolar modo alla decentralizzazione. Il Bitcoin è formalmente una valuta, ovvero può essere impiegato come mezzo di pagamento (sebbene sia utilizzato molto poco come tale) ma non ha alle spalle un ente che possa colmarne gli eccessi, garantirne l’equilibrio, modularne l’offerta. Il Bitcoin non fa capo a nessuna banca centrale, e nemmeno a un qualsivoglia ente che goda di poteri e responsabilità simili. Ciò complica enormemente l’attività di analisi, soprattutto in una prospettiva di previsione dei movimenti futuri.

Perché l’analisi tecnica e l’analisi fondamentale

A primo acchito, i movimenti del Bitcoin sembrano del tutto casuali, quasi irrazionali. Ciò ovviamente vale per la maggior parte delle criptovalute, che condividono parecchi elementi delle rispettive strutture, e vale ancora di più per il Bitcoin, che è considerato un po’ il benchmark del settore.

Ciò non significa, però, che il Bitcoin sfugga alle dinamiche dell’analisi tecnica e dell’analisi fondamentali. Queste due pratiche rimangono essenziali anche quando l’asset è il Bitcoin, nonostante le peculiarità, la struttura anomala (per una valuta) e le tante incognite che derivano dal suo essere, in fondo, l’esponente di spicco di un mercato nuovo, che fino a tre anni era estremamente di nicchia e che dieci anni fa nemmeno esisteva.

Ovviamente, praticare l’analisi tecnica e l’analisi fondamentale con il Bitcoin è diverso rispetto a farlo con asset canonici come le valute, le azioni, gli indici etc. Quanto diverso? E in che senso? Ne parliamo nei prossimi due paragrafi.

L’analisi tecnica del Bitcoin

Praticare l’analisi tecnica significa studiare il grafico e trarre da essi evidenze che suggeriscano il trend in atto, la situazione del presente e che allo stesso tempo possano suggerire qualcosa sui movimenti futuri. Questo lavoro di osservazione e deduzione non si basa sull’intuito, quanto piuttosto sulla statistica e sulla modellizzazione. Uno dei fondamenti dell’analisi tecnica è la convinzione che un asset reagisca sempre allo stesso, dato un preciso stimolo, dunque che a un dato segnale corrisponda un dato avvenimento. I segnali vengono raccolti per mezzo di indicatori, strumenti di calcolo di tutto ciò che emerge dal grafico.

Scopi e macro dinamiche sono gli stessi per il Bitcoin come per qualsiasi altra valuta. Eppure c’è un ma: i Bitcoin si caratterizzano per una tendenza spiccata (molto spiccata) alla volatilità, dunque oscillano più rispetto a qualsiasi altro asset.

Proprio di questo elemento occorre tenere conto quando si produce l’analisi tecnica. Di norma, infatti, si tende a depurare il dato dai valori giudicati come estremi, soprattutto quando si chiama in causa la media mobile. Se invece si parla di Bitcoin, questa precauzione non solo non è efficace, ma è addirittura controproducente. I valori estremi, nel Bitcoin, sono la norma. Il consiglio, dunque, è di contestualizzare i risultati che si ottengono dall’analisi tecnica, senza lasciarsi influenzare dai pregiudizi. Se per un esempio un segnale di entrata suggerisce un prezzo molto distante da quello attuale, esso può essere considerato “falso” in un contesto di trading normale; di contro, va considerato plausibile in un contesto di trading con il Bitcoin.

Proprio per ovviare a questo problema, e non rischiare di scartare importanti segnali, molti impiegano strumenti basilari durante l’attività di analisi tecnica, ovvero strumenti che lavorano su dati “freschi” non eccessivamente trattati. Un esempio è dato dai punti pivot identificati come massimo e minimo. Il dato in questo modo è nudo e crudo, ma comunque in grado di dare un indirizzo.

L’analisi fondamentale del Bitcoin

Discorso abbastanza diverso per l’analisi fondamentale. Diverso e… Più complicato. Se l’analisi tecnica subisce solo qualche scossone quando viene applicata al Bitcoin, l’analisi fondamentale viene stravolta. E il motivo è semplice: il Bitcoin non ha market mover regolari o periodici. Per qualsiasi valuta, a esempio, si registrano eventi, soprattutto di pubblicazione di dati, che si riverberano mese dopo mese, o anche a distanza di un trimestre, quasi a mo’ di appiglio per comprendere in che direzione andrà il prezzo. Nel caso dell’euro, per esempio, importantissimo sono i market mover rappresentati dalla decisione dei tassi di interesse e dalla pubblicazione del dato dell’inflazione (tra gli altri).

Ma il Bitcoin non ha alcuna banca centrale dietro, né un ente che possa in qualche modo etero-dirigerlo. Allo stesso modo, il Bitcoin non è legato ad alcuna economia in particolare. Un dettaglio non da poco, e si considera che tutte le valute hanno un “sottostante” (il dollaro l’economia americana, lo yen l’economia giapponese, la sterlina l’economia inglese e così via).

Dunque, come fare l’analisi fondamentale del Bitcoin? Ebbene, l’assenza di market mover regolari non implica l’assenza di market mover di altro tipo. E il Bitcoin ne parecchi, e in grado di incidere in maniera drammatica sulle sue quotazioni.

Il riferimento è a tutti gli eventi che possono suggerire un cambio di prospettiva riguardanti i temi caldi del Bitcoin: la sicurezza, la fiscalità, la legittimazione come mezzo di pagamento.

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Per esempio, ogni qual volta che un dirigente di banca centrale importante esprime un parere sui Bitcoin, l’asset reagisce. Accade lo stesso quando a parlare è un decisore politico, se l’argomento è proprio l’inquadramento del Bitcoin da un punto di vista legale e fiscale. Anche le iniziative di enti privati che supportano l’uso del Bitcoin per pagare e non solo per investire incidono sul prezzo.

Ovvio, praticare l’analisi fondamentale in questo contesto è parecchio complicato, anche perché questi market mover emergono spesso all’improvviso, sicché è possibile agire solo a giochi fatti, senza speranza di anticipare l’evento. Questa dinamica è più rara, per esempio, quando si fa trading con le valute. In quel caso, è possibile prevedere l’esito dell’evento e agire prima che il prezzo subisca un influenza, o almeno prepararsi a farlo (pensiamo a quando alcuni investitori scontano in anticipo un aumento o una riduzione dei tassi di interesse, prima ancora che il board abbia deliberato).

Ne consegue che tutte le doti richieste per l’analisi fondamentale degli asset tradizionali, nell’analisi fondamentali del Bitcoin sono ancora più importanti, quasi una conditio sine qua non. Il riferimento è alla capacità di interpretazione e alla lungimiranza (corroborata da evidenze il più possibile scientifiche). Fermo restando che è sempre bene agire con prudenza, in quanto ci si muove un terreno minato, quando si fa trading con il Bitcoin (ma ciò vale per tutte le criptovalute).

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