Wall Street travolta dalla nuova ondata di vendite sui titoli legati all’intelligenza artificiale
Giornata pesantissima per i mercati azionari statunitensi: la nuova ondata di vendite sui titoli collegati alla costruzione dei data center per l’intelligenza artificiale ha cancellato in poche ore tutti i guadagni della seduta precedente, che era stata la migliore degli ultimi tre mesi.
L’S&P 500 ha perso il 3,5%, aprendo in territorio negativo e accelerando al ribasso nel corso della mattinata. Si tratta della flessione più marcata dai giorni successivi all’annuncio dei dazi del “Liberation Day” da parte del presidente Donald Trump, che nell’aprile 2025 aveva scosso i mercati di tutto il mondo.
I numeri della seduta
- Dow Jones Industrial Average: -1.433 punti, pari al -2,7% alle 12:26 ora della Costa Est
- Nasdaq Composite: -4,7%, il peggiore tra i principali indici americani per via dell’elevata esposizione al comparto tecnologico
- S&P 500: -3,5%
Il movimento ribassista non si è limitato agli Stati Uniti. In Asia, il Kospi sudcoreano — indice fortemente esposto ai produttori di semiconduttori e memorie come Samsung Electronics e SK Hynix — ha ceduto il 5,3%, segnalando quanto il tema AI sia ormai un driver globale per le borse.
Perché i titoli AI stanno correggendo
Il nodo del costo del denaro
Da mesi i titoli legati all’intelligenza artificiale si muovono con elevata volatilità. Il timore principale degli investitori riguarda un possibile rallentamento nella costruzione di nuovi data center, reso sempre più oneroso dall’aumento del costo del finanziamento. Gran parte degli investimenti in capacità di calcolo viene infatti sostenuta attraverso il ricorso al debito: con rendimenti obbligazionari elevati, i piani di capital expenditure diventano meno sostenibili e i ritorni attesi si comprimono.
L’effetto delle elezioni di midterm
A complicare il quadro si è aggiunto il risultato delle elezioni di midterm negli Stati Uniti. Le vittorie dei Democratici su scala nazionale hanno alimentato l’ipotesi che alcune amministrazioni locali possano imporre sospensioni o moratorie alla realizzazione di nuovi data center, spesso contestati per il forte consumo di energia elettrica e acqua.
Uno scenario di questo tipo avrebbe un impatto a catena: meno ordini di chip per l’AI, minore domanda di energia, infrastrutture di raffreddamento, componentistica e servizi. Un comparto che, va ricordato, sta alimentando una quota rilevante della crescita economica statunitense.
I titoli più colpiti
- Nvidia: -7,5%, di gran lunga il maggiore contributo negativo all’S&P 500, dopo il -3,2% della vigilia
- Advanced Micro Devices (AMD): -14,6%
- CoreWeave, società che affitta ai clienti accesso a chip AI tramite cloud: -12,1%
- GE Vernova, tra i fornitori di soluzioni energetiche per i data center: -6,1%
La concentrazione dei ribassi su pochi titoli ad altissima capitalizzazione evidenzia un rischio strutturale degli indici americani: il peso crescente delle big tech nell’S&P 500 amplifica i movimenti, sia al rialzo sia al ribasso.
Cosa monitorare nelle prossime sedute
Per gli investitori italiani ed europei, alcuni elementi meritano particolare attenzione:
- Rendimenti dei Treasury: un ulteriore irrigidimento delle condizioni finanziarie penserebbe negativamente sui titoli growth ad alta duration
- Guidance sui capex dei grandi hyperscaler (Microsoft, Amazon, Alphabet, Meta), vero termometro della domanda di chip
- Effetti di contagio sull’Europa: ASML, ASM International, Infineon e STMicroelectronics restano i nomi più sensibili al ciclo dei semiconduttori
- Volatilità implicita: un VIX in rapida salita segnala fasi di de-risking da parte dei fondi sistematici
In un contesto di questo tipo, la diversificazione settoriale e una gestione attenta della leva restano gli strumenti più efficaci per affrontare l’elevata volatilità che caratterizza il tema AI.

