Lagarde: energia e intelligenza artificiale spingono i prezzi in direzioni opposte

La presidente della Banca Centrale Europea, Christine Lagarde, è tornata a intervenire sul quadro inflazionistico dell’Eurozona, descrivendo un contesto di lettura particolarmente complessa. Secondo la numero uno dell’Eurotower, “la situazione attuale è resa difficile dallo shock energetico e dall’intelligenza artificiale che tirano in direzioni opposte”.

Il messaggio centrale è che la fase di normalizzazione dei prezzi non può ancora essere considerata conclusa: resta “necessario utilizzare gli strumenti a disposizione per evitare che l’inflazione sfugga di mano”. Un linguaggio che segnala prudenza e lascia intendere come il Consiglio direttivo non intenda abbassare la guardia, nonostante il raffreddamento registrato negli ultimi trimestri.

I passaggi chiave dell’intervento

  • Il contesto macroeconomico è complicato da shock energetico e diffusione dell’AI, che agiscono sui prezzi in direzioni contrapposte.
  • Risulta molto difficile distinguere gli shock dal lato dell’offerta da quelli dal lato della domanda.
  • È ancora necessario applicare gli strumenti di politica monetaria per impedire una fuga dell’inflazione.
  • Da qui a dicembre arriveranno numerosi indicatori utili a orientare le prossime decisioni.
  • Non ci si attende che i dazi statunitensi vengano rivisti nell’immediato.

Perché energia e AI complicano le previsioni sull’inflazione

Il punto sollevato da Lagarde è tecnicamente rilevante. Da un lato, i costi energetici – condizionati da fattori geopolitici, dalla transizione verde e dalla crescente domanda elettrica dei data center – rappresentano una spinta al rialzo sui prezzi di natura prevalentemente strutturale, quindi difficile da contrastare con la sola leva dei tassi.

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Dall’altro lato, l’intelligenza artificiale è vista come un potenziale fattore disinflazionistico: maggiore produttività, automazione dei processi e riduzione dei costi unitari del lavoro possono comprimere i margini di aumento dei prezzi nel medio periodo. Il problema, per una banca centrale, è che i due effetti operano su orizzonti temporali diversi e con intensità difficilmente quantificabile in tempo reale.

Shock di offerta e di domanda: il nodo analitico

Quando l’inflazione deriva da vincoli di offerta, una politica monetaria restrittiva rischia di deprimere l’attività economica senza incidere realmente sulla causa del rincaro. Quando invece è la domanda a surriscaldarsi, il rialzo dei tassi è lo strumento appropriato. L’ammissione di Lagarde sulla difficoltà di “districare” le due componenti spiega l’approccio data-dependent adottato dalla BCE: nessun impegno vincolante sul sentiero futuro dei tassi, decisioni riunione per riunione.

Dazi USA e commercio: nessuna revisione a breve

Sul fronte commerciale, Lagarde ha raffreddato le attese di chi ipotizzava un allentamento rapido delle barriere tariffarie statunitensi. I dazi rappresentano un ulteriore elemento di incertezza per l’export europeo, in particolare per i settori manifatturiero, automotive e meccanico, pilastri dell’economia italiana e tedesca. Un loro mantenimento prolungato pesa sulla crescita dell’Eurozona e, indirettamente, sul cambio.

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Impatto sul cambio e sui mercati valutari

Le dichiarazioni dei membri del Consiglio direttivo rappresentano un driver diretto per l’EUR/USD e per gli altri cross dell’Euro. Un tono più restrittivo (hawkish) tende a sostenere la moneta unica, mentre riferimenti alla debolezza della crescita o a rischi al ribasso sull’inflazione spingono il mercato a prezzare tagli dei tassi, indebolendo l’Euro.

Performance dell’Euro nella seduta

Nella giornata dell’intervento, l’Euro ha mostrato la sua migliore performance contro il Dollaro australiano, con un guadagno di circa lo 0,73%. Variazioni più contenute invece contro le altre major: la moneta unica ha ceduto terreno nei confronti dello Yen giapponese (-0,48%), del Franco svizzero (-0,29%) e del Dollaro statunitense (-0,11%), mentre si è rafforzata sul Dollaro neozelandese (+0,23%) e sul Dollaro canadese (+0,17%). Sostanziale equilibrio contro la Sterlina britannica (-0,05%).

Per interpretare correttamente le tabelle comparative valutarie, è utile ricordare che la valuta base viene selezionata nella colonna di sinistra e la valuta quotata nella riga superiore: incrociando Euro e Dollaro USA si ottiene così la variazione percentuale della coppia EUR/USD.

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Il ruolo della BCE nella determinazione del valore dell’Euro

La Banca Centrale Europea, con sede a Francoforte, è l’istituto di emissione dell’area Euro. Il suo mandato primario è la stabilità dei prezzi, con un obiettivo di inflazione fissato al 2% nel medio termine. Lo strumento principale per raggiungerlo resta la manovra sui tassi di interesse: tassi relativamente elevati tendono ad attrarre capitali e a rafforzare la valuta, mentre tassi bassi producono l’effetto opposto.

Le decisioni di politica monetaria sono assunte dal Consiglio direttivo, che si riunisce otto volte l’anno ed è composto dai governatori delle banche centrali nazionali dell’Eurozona e dai sei membri del Comitato esecutivo, tra cui la presidente Christine Lagarde.

Quantitative Easing (QE)

In situazioni eccezionali la BCE può ricorrere al Quantitative Easing, ossia alla creazione di moneta destinata all’acquisto di attività finanziarie – tipicamente titoli di Stato e obbligazioni corporate – da banche e istituzioni finanziarie. L’effetto tipico è un indebolimento dell’Euro, poiché aumenta la liquidità in circolazione. Si tratta di uno strumento di ultima istanza, utilizzato quando la semplice riduzione dei tassi non basta: è stato impiegato durante la crisi finanziaria globale del 2009-2011, nel 2015 di fronte a un’inflazione persistentemente bassa e durante la pandemia di Covid-19.

Quantitative Tightening (QT)

Il Quantitative Tightening è l’operazione inversa e viene avviato quando la ripresa economica è consolidata e l’inflazione risale. In questa fase la BCE interrompe i nuovi acquisti di titoli e smette di reinvestire il capitale rimborsato sulle obbligazioni già in portafoglio, riducendo progressivamente il proprio bilancio. Si tratta di una dinamica generalmente favorevole (rialzista) per l’Euro, poiché sottrae liquidità al sistema.

Cosa monitorare nelle prossime settimane

Il riferimento di Lagarde ai “molti indicatori” in arrivo suggerisce agli operatori di concentrare l’attenzione su alcuni dati chiave: inflazione armonizzata HICP e core dell’Eurozona, indici PMI manifatturiero e servizi, dinamica dei salari negoziati, prezzi dell’energia e proiezioni macroeconomiche dello staff BCE. Per chi opera sul forex, il differenziale di politica monetaria tra BCE e Federal Reserve resta il principale fattore direzionale per l’EUR/USD, insieme all’evoluzione del quadro commerciale transatlantico.