Lo conoscono in pochi, ma il cash drag è un fenomeno pericoloso, che può incidere sui risultati di un investimento. È anche un fenomeno sottovalutato, perché agisce senza produrre perdite evidenti e senza attirare particolare attenzione. Ne parliamo qui.
Cos’è il cash drag
Con cash drag si indica l’effetto negativo prodotto sul rendimento complessivo di un portafoglio da una quantità eccessiva di denaro mantenuta in liquidità o investita in strumenti con rendimenti molto bassi.
Il concetto può essere compreso attraverso un semplice esempio.
Immaginiamo un investitore con un capitale di 100.000 euro. Di questi:
70.000 euro vengono investiti;
30.000 euro rimangono liquidi.
Se durante l’anno la componente investita ottiene un rendimento del 7%, genera un guadagno di 4.900 euro (il 7% di 70.000 euro).
Il rendimento effettivo dell’intero patrimonio, però, non sarà del 7%. Considerando anche i 30.000 euro rimasti improduttivi, il rendimento complessivo sarà infatti del 4,9%, cioè 4.900 euro su 100.000.
La liquidità ha quindi esercitato una sorta di “freno” sulla performance complessiva.
Il cash drag è un fenomeno comune, anche perché può formarsi per diverse motivazioni, spesso legate a meccanismi tipici dell’animo umano.
Una delle più comuni è l’eccessiva prudenza. Alcuni investitori mantengono una grande quantità di denaro disponibile perché temono una correzione dei mercati oppure aspettano quello che considerano il momento perfetto per investire.
Ma in altri casi il fenomeno nasce da un elemento tecnico, ovvero dall’assenza di una strategia. Il denaro si accumula progressivamente sul conto corrente o sul conto del broker senza che venga stabilita una destinazione precisa.
Anche dividendi, cedole e profitti possono generare cash drag quando vengono accreditati in liquidità e rimangono inutilizzati per periodi prolungati.
Il cash drag è pericoloso in ogni caso, ma lo diventa ancora di più quando si considera l’inflazione. La liquidità è ferma per definizione, e il conto corrente non produce interessi sufficienti a compensare l’aumento dei prezzi. Il suo potere d’acquisto tende dunque a diminuire nel tempo.
Sia chiaro, questo non significa che la liquidità debba essere eliminata. Una determinata quantità di cash può avere una funzione strategica molto importante. Il problema nasce quando supera le reali necessità dell’investitore. Ma vediamo come contrastare il cash drag nelle due situazioni più tipiche: quando a soffrirne è il trader e quando a soffrirne è il risparmiatore comune.
Come mitigare il cash drag se sei un trader
Nel trading una quota di liquidità è fondamentale. Permette di aprire nuove posizioni, gestire eventuali margini (le somme che il broker richiede a garanzia delle posizioni aperte) e affrontare fasi di elevata volatilità senza essere costretti a chiudere altre operazioni.
Anche in questo caso, tuttavia, un eccesso di capitale inutilizzato può abbassare il rendimento complessivo del portafoglio. Il consiglio è di…
Definire una quota di liquidità strategica
Il primo passo consiste nello stabilire quanta liquidità sia realmente necessaria per sostenere la propria operatività.
La percentuale dipende dalla strategia utilizzata, dalla volatilità degli strumenti negoziati, dalla frequenza delle operazioni e dalla gestione del rischio.
I trader che aprono numerose posizioni contemporaneamente potrebbero aver bisogno di una riserva maggiore rispetto a chi effettua poche operazioni molto selettive.
L’obiettivo non dovrebbe quindi essere quello di investire tutto il capitale, bensì evitare di mantenere liquidità senza una funzione precisa.
Pianificare l’allocazione del capitale
Un’altra soluzione consiste nel definire in anticipo come utilizzare il capitale disponibile.
È possibile, ad esempio, dividere il patrimonio in diverse componenti: capitale destinato alle operazioni, riserva per nuove opportunità e margine di sicurezza.
In questo modo diventa più semplice capire quando la liquidità disponibile è giustificata e quando, invece, sta semplicemente rimanendo inutilizzata.
Si tratta di effettuare una corretta allocazione, che aiuta a ridurre gli effetti del cash drag, ma anche a evitare decisioni impulsive, come aumentare eccessivamente l’esposizione semplicemente perché sul conto del broker è disponibile molto denaro.
Valutare strumenti remunerati per la liquidità
Una parte del capitale deve necessariamente rimanere disponibile. Ma non è detto che questo capitale debba essere inerte. Infatti, si possono individuare soluzioni in grado di produrre un rendimento senza compromettere eccessivamente la possibilità di utilizzare rapidamente il denaro.
A seconda dell’intermediario e delle condizioni di mercato possono esistere conti remunerati, strumenti del mercato monetario (fondi che investono in titoli a brevissima scadenza) o altre soluzioni caratterizzate da elevata liquidità.
Bisogna comunque considerare costi, rischi, tempi di svincolo e trattamento fiscale. L’obiettivo non è trasformare la riserva di liquidità in un investimento rischioso, ma ridurre il costo opportunità del capitale inutilizzato, cioè il rendimento a cui si rinuncia lasciandolo fermo.
Come mitigare il cash drag se sei un comune risparmiatore
E per i risparmiatori? Qui il problema è leggermente diverso. La liquidità serve principalmente per affrontare le spese quotidiane e gli imprevisti, mentre il capitale destinato agli obiettivi di lungo periodo può essere investito secondo un orizzonte temporale coerente.
Il rischio di cash drag nasce soprattutto quando somme molto superiori alle necessità rimangono per anni sul conto corrente. Ma anche in questo caso si può fare qualcosa.
Separare il fondo di emergenza dagli investimenti
La prima soluzione consiste nel distinguere chiaramente il denaro necessario per affrontare gli imprevisti dal capitale destinato agli investimenti.
Il fondo di emergenza dovrebbe essere facilmente accessibile e sufficientemente stabile. La sua funzione principale non è generare rendimento, ma garantire sicurezza finanziaria.
Una volta determinata questa cifra, il capitale eccedente può essere valutato separatamente sulla base dei propri obiettivi e dell’orizzonte temporale.
Investire gradualmente il capitale in eccesso
Chi dispone di una grande quantità di liquidità potrebbe sentirsi a disagio nell’investirla tutta contemporaneamente.
Una possibile soluzione consiste nell’ingresso graduale sui mercati, distribuendo gli investimenti nel tempo secondo un piano prestabilito.
Questo approccio non elimina completamente il cash drag durante la fase di ingresso, ma evita che la liquidità rimanga inutilizzata indefinitamente in attesa del “momento giusto”.
La gradualità può inoltre rendere psicologicamente più semplice rispettare il proprio piano finanziario.
Collegare la liquidità agli obiettivi finanziari
Infine, ogni somma disponibile dovrebbe avere idealmente una funzione.
Ovviamente, il denaro destinato a una spesa prevista nei prossimi mesi dovrebbe rimanere facilmente accessibile. Il capitale necessario tra alcuni anni, di contro, può essere gestito diversamente, mentre quello destinato a obiettivi di lungo periodo può generalmente tollerare una maggiore esposizione agli investimenti.
Si tratta dunque di associare il capitale a obiettivi concreti in modo da evitare l’accumulo indiscriminato di liquidità.



