Chiusura di settimana positiva per le Borse europee

Seduta di venerdì all’insegna degli acquisti sui listini del Vecchio Continente, con Londra che si è unita al rally generalizzato di azionario europeo e statunitense. A dare la spinta ai mercati è stato il primo intervento pubblico di rilievo del presidente della Federal Reserve Kevin Warsh, il cui monito sull’inflazione ha paradossalmente sostenuto l’equity pur alimentando le attese di un rialzo dei tassi negli Stati Uniti.

I numeri delle piazze finanziarie

Il FTSE 100 ha chiuso in progresso di 31,72 punti (+0,3%) a quota 10.824,26. Il FTSE 250 ha guadagnato 39,93 punti (+0,2%) a 24.938,79, mentre l’AIM All-Share ha ceduto 1,93 punti (-0,2%) a 811,18.

Sugli indici Cboe UK: il 100 ha segnato +0,2% a 1.074,82, il 250 +0,2% a 21.687,36 e il comparto small companies +0,5% a 19.078,18.

Sul fronte continentale, il CAC 40 di Parigi ha archiviato la seduta con un progresso dell’1,0%, mentre il DAX 40 di Francoforte ha guadagnato lo 0,8%. Nonostante il finale positivo, il listino principale londinese chiude il mese di agosto 2026 in territorio negativo.

Il messaggio di Kevin Warsh: inflazione ancora troppo alta

Nel suo primo discorso da quando ha assunto la guida della banca centrale statunitense lo scorso maggio, Warsh ha ribadito che il target del 2% sull’inflazione resta un obiettivo fermo e non negoziabile. Il presidente della Fed ha avvertito che la dinamica dei prezzi non sta rallentando in modo significativo e che, senza segnali più convincenti, la banca centrale “ha ancora del lavoro da fare”.

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Dalla lettura dei dati macroeconomici, Warsh ha desunto che l’economia statunitense appare rafforzata e che “il mercato del lavoro è coerente con una condizione di piena occupazione”. Il punto critico resta l’altro lato del mandato duale: “sul fronte della stabilità dei prezzi, i numeri sono più preoccupanti”.

La reazione delle aspettative sui tassi

Secondo Samuel Tombs, chief US economist di Pantheon Macroeconomics, “il discorso di Warsh a Jackson Hole ha assunto un tono pragmatico e leggermente hawkish, spingendo gli investitori a prezzare 53 punti base di stretta monetaria nei prossimi 12 mesi, contro i 45 punti base scontati in precedenza“.

Tombs ha aggiunto: “Il nostro scenario base, che prevede un FOMC fermo per il resto dell’anno, è ora sotto una pressione leggermente maggiore. Non escludiamo affatto un singolo rialzo da 25 punti base sui Fed funds entro dicembre. Manteniamo però la view di un allentamento nel corso del prossimo anno, quando l’economia rallenterà dopo la fase di stimolo fiscale della prima metà del 2026 e le pressioni inflazionistiche si attenueranno”.

Obbligazionario: si irrigidisce la parte breve della curva

Il mercato dei Treasury ha reagito con un classico movimento di appiattimento della curva. Il rendimento del biennale statunitense è salito al 4,30% dal 4,23% precedente all’intervento, segnale che gli operatori considerano concreta l’ipotesi di un ulteriore inasprimento.

Sulle scadenze lunghe, invece, i rendimenti si sono compressi rispetto ai livelli immediatamente precedenti il discorso: il decennale è stato quotato al 4,68%, in rialzo dal 4,66% di giovedì ma in calo dal 4,70% pre-Warsh; il trentennale si è attestato al 5,18%, invariato rispetto alla vigilia ma in discesa dal 5,21%. Anche i gilt britannici hanno visto un allentamento dei corsi.

Wall Street e valute: dollaro protagonista

A New York la reazione dell’azionario è stata positiva: il Dow Jones Industrial Average avanzava dello 0,4%, mentre S&P 500 e Nasdaq Composite guadagnavano entrambi lo 0,5%.

Kathleen Brooks, research director di XTB, ha osservato che “anche l’indice del dollaro ha ricevuto una spinta da Warsh, risultando la valuta principale con la miglior performance di venerdì”. E ha precisato: “I maggiori perdenti sul fronte forex sono EUR/USD e GBP/USD”.

I principali cambi

Alla chiusura delle contrattazioni azionarie londinesi, la sterlina era scambiata a 1,3560 dollari, in calo dagli 1,3588 di giovedì. Contro l’euro, la valuta britannica si è rafforzata a 1,1686 da 1,1663. L’euro è arretrato a 1,1603 dollari da 1,1650. Il dollaro/yen è salito a 160,00 da 159,31, toccando i massimi delle ultime tre settimane.

Inflazione europea in accelerazione

Nuovi segnali di allerta sui prezzi sono arrivati anche dall’Eurozona. In Spagna l’inflazione annua headline è accelerata al 4,5% ad agosto, il ritmo più rapido dal 2023. In Francia la crescita dei prezzi si è portata al 2,7%, massimo da maggio. Dati che complicano ulteriormente il quadro per la Banca centrale europea e che rendono più fragile lo scenario di un allentamento monetario rapido anche in Europa.

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Difesa sotto pressione a Londra

I titoli del comparto difesa sono stati tra i peggiori del FTSE 100, penalizzati dall’incertezza sulla tenuta degli obiettivi di spesa militare del governo britannico. Babcock International e BAE Systems hanno chiuso in fondo al paniere blue-chip, rispettivamente a -2,4% e -2,3%.

Secondo quanto riportato dal Financial Times, il Cancelliere dello Scacchiere John Healey accantonerà nel budget di ottobre l’obiettivo di portare la spesa per la difesa al 3% del PIL entro il 2030, rimandando a una spending review del Tesoro l’anno prossimo le decisioni più strutturali. Ancora più lontano appare il traguardo del 3,5% entro il 2035. Healey ha dichiarato a Sky News che la “disciplina fiscale” resta la priorità assoluta per qualsiasi cancelliere, pur riconoscendo le pressioni derivanti dai conflitti globali e dall’aumento delle minacce alla sicurezza.

Mid e small cap: i movimenti di giornata

Sul FTSE 250, Hays ha guidato i rialzi con un progresso del 5,1% dopo la promozione a “buy” da parte di Panmure Liberum. All’estremo opposto, XP Power ha ceduto il 4,1%.

Tra le società a minore capitalizzazione, Sunda Energy è balzata del 26%, mentre McBride ha guadagnato il 23% dopo la firma di un accordo definito “trasformativo” con l’olandese Vestacy, gruppo del settore home care proprietario di marchi come Air Wick, Calgon, Cillit Bang e Mortein. Gli analisti ritengono che la partnership manifatturiera possa incrementare in modo sostanziale scala, utili e prevedibilità dei risultati del produttore di detergenti.

Materie prime: oro colpito dal tono hawkish

Il Brent è stato quotato a 88,06 dollari al barile alla chiusura di Londra, in calo dagli 88,67 dollari di giovedì pomeriggio.

L’oro è scivolato a 4.540,70 dollari l’oncia dai precedenti 4.597,90, risultando tra gli asset più penalizzati dalle dichiarazioni di Warsh. Brooks di XTB ha spiegato: “L’attenzione sull’inflazione ha ridotto l’interesse per l’oro. Il metallo prezioso è una copertura contro l’inflazione, quindi tende a sottoperformare quando la Fed è in modalità di contrasto all’inflazione”. Il meccanismo è noto: tassi reali più elevati aumentano il costo opportunità di detenere un asset che non genera cedole.

I migliori e i peggiori del FTSE 100

Rialzi

SSE +68,00p a 2.449,00p; Investec +18,00p a 663,00p; HSBC Holdings +24,40p a 1.528,40p; Severn Trent +46,00p a 3.146,00p; Standard Chartered +30,00p a 2.177,00p; Melrose Industries +6,20p a 515,20p.

Ribassi

Babcock International -25,50p a 1.056,50p; BAE Systems -48,00p a 2.044,00p; Airtel Africa -7,20p a 332,80p; Auto Trader -8,20p a 528,00p; Howden Joinery -10,50p a 794,00p; Admiral Group -52,00p a 4.024,00p.

Agenda macro della settimana

I mercati finanziari britannici resteranno chiusi lunedì per il Summer Bank Holiday.

Lunedì

Sul calendario globale figurano il PMI manifatturiero NBS cinese e i dati sul credito al settore privato in Australia.

Martedì

Nel Regno Unito sono attesi l’inflazione dei prezzi al dettaglio e le approvazioni dei mutui. L’Irlanda pubblica PMI manifatturiero e inflazione armonizzata, mentre l’Eurozona diffonde PMI manifatturiero, indice dei prezzi al consumo e tasso di disoccupazione. Dalla Germania arrivano prezzi all’export e all’import, inflazione al consumo e vendite al dettaglio. Attesi inoltre i PMI manifatturieri di Australia, Giappone, Cina e Stati Uniti.

Focus societario

Martedì Bunzl, gruppo londinese attivo nella distribuzione e nell’outsourcing, pubblicherà i risultati semestrali.