Il quadro di giornata sui mercati valutari
La seduta è stata dominata dalla pubblicazione degli indici PMI su entrambe le sponde dell’Atlantico. Il dollaro americano ha reagito positivamente ai dati statunitensi, risalendo dai minimi intraday, mentre le valute legate alle materie prime hanno beneficiato del forte rally dei metalli preziosi.
I punti chiave della sessione
- EUR/USD guadagna terreno con gli operatori concentrati sui PMI dell’Eurozona.
- USD/CAD in calo, sostenuto dalla domanda per le valute commodity-linked.
- USD/JPY arretra nonostante il rialzo dei rendimenti dei Treasury.
- GBP/USD in rialzo dopo il dato migliore delle attese sui servizi britannici.
Dollar Index: rimbalzo dai minimi di seduta
Il Dollar Index (DXY) continua i tentativi di recupero dopo la lettura dei PMI statunitensi, che nel complesso hanno confermato un’economia americana ancora in buona salute.
I dati macro dagli Stati Uniti
Il PMI manifatturiero è sceso da 53,9 di luglio a 53,2 in agosto 2026, sotto il consenso degli analisti fissato a 53,9. Ben più solido il PMI dei servizi, salito da 54,6 a 56,8 contro attese di 54,0. Va ricordato che ogni lettura superiore a 50 segnala espansione dell’attività economica: il combinato dei due indici ha quindi spinto il PMI composito oltre le stime, offrendo sostegno al biglietto verde.
Livelli tecnici da monitorare sul DXY
Finché il Dollar Index si mantiene sopra il supporto compreso tra 98,60 e 98,75, la direzione naturale è verso la prima resistenza posta in area 99,25 – 99,40. Al contrario, una rottura sotto quota 98,60 aprirebbe la strada a un test del supporto successivo a 97,85 – 98,00.
EUR/USD: consolidamento in prossimità di 1,1700
Il cambio EUR/USD si è mosso in laterale, con l’attenzione degli operatori rivolta ai dati sull’attività economica dell’area euro.
PMI dell’Eurozona sopra le attese
Il PMI manifatturiero dell’area euro è migliorato da 51,9 di luglio a 52,8 in agosto, contro un consenso di 51,8. Il PMI dei servizi è rimasto stabile a 51,7, mentre il mercato si attendeva una flessione a 51,5. Il messaggio è chiaro: l’economia europea continua a espandersi nonostante la pressione esercitata dagli elevati prezzi del petrolio sui costi di produzione.
Scenario tecnico sull’euro
EUR/USD sta tentando di stabilizzarsi sopra la resistenza a 1,1685 – 1,1700. Il superamento consolidato di quota 1,1700 aprirebbe la via verso l’area 1,1775 – 1,1790. Da segnalare che l’RSI è recentemente sceso in territorio di ipervenduto: esiste quindi ampio spazio per un recupero di momentum qualora emergano catalizzatori favorevoli.
GBP/USD in rialzo grazie ai servizi britannici
La sterlina ha guadagnato terreno dopo che il PMI dei servizi del Regno Unito ha superato le previsioni, salendo da 52,1 di luglio a 52,8 in agosto contro attese di 51,8. Il settore terziario rappresenta oltre l’80% del PIL britannico, motivo per cui questo indicatore ha un peso rilevante nelle aspettative sulla politica monetaria della Bank of England.
Livelli operativi su GBP/USD
Sul piano tecnico, il cambio prosegue i tentativi di insediarsi sopra la resistenza a 1,3635 – 1,3650. Il superamento di 1,3650 proietterebbe le quotazioni verso l’ostacolo successivo a 1,3720 – 1,3735.
USD/CAD sotto pressione con il rally dei metalli preziosi
Il cambio USD/CAD ha testato nuovi minimi, penalizzato dalla forza generalizzata delle valute legate alle materie prime. L’oro è salito sopra i 4.600 dollari l’oncia, mentre l’argento ha superato quota 69,00 dollari. Un contesto di questo tipo favorisce storicamente il dollaro canadese, insieme a dollaro australiano e neozelandese.
Supporti e resistenze
Un test riuscito del supporto a 1,3735 – 1,3750 aprirebbe la strada verso l’area 1,3635 – 1,3650. In direzione opposta, il superamento di 1,3775 porterebbe al test di 1,3800; oltre tale soglia, l’obiettivo successivo si colloca a 1,3825 – 1,3840.
USD/JPY: lo yen si rafforza nonostante i rendimenti in salita
Il USD/JPY ha corretto al ribasso pur in presenza di rendimenti obbligazionari statunitensi in aumento. Il rendimento del Treasury a 2 anni è salito sopra il 4,23%, mentre il decennale si è stabilizzato oltre il 4,73%. Un movimento che prosegue nonostante i tentativi di Bessent di contenerlo attraverso interventi verbali.
L’inflazione giapponese sorprende al rialzo
A sostenere lo yen ha contribuito il dato sui prezzi al consumo in Giappone: il tasso di inflazione è salito dall’1,6% di giugno all’1,9% di luglio, contro attese dell’1,7%. L’inflazione core è passata dall’1,6% all’1,8%, in linea con il consenso. Letture di questo tipo alimentano le aspettative di una politica monetaria meno accomodante da parte della Bank of Japan, storicamente uno dei principali driver del cambio.
Livelli chiave su USD/JPY
Il supporto più prossimo si colloca nell’intervallo 157,50 – 158,00. Una discesa sotto 157,50 esporrebbe il cambio al test dell’area 155,00 – 155,50. Al rialzo, il superamento della media mobile a 50 periodi posta a 159,15 aprirebbe la strada verso la resistenza a 159,50 – 160,00.
Cosa osservare nelle prossime sedute
Il mercato valutario resta guidato dal differenziale di crescita tra le principali economie e dalle attese sui tassi. La tenuta del settore dei servizi statunitense offre argomenti a chi scommette su un atteggiamento prudente della Federal Reserve, mentre il rally dei metalli preziosi continua a segnalare una domanda robusta di coperture. Per gli operatori sul forex, la gestione del rischio attorno ai livelli tecnici indicati resta prioritaria in una fase di elevata sensibilità ai dati macro.
