Il Dollaro Interrompe la Serie Negativa: Analisi dei Mercati Globali

Il Dollar Index aveva registrato otto sessioni consecutive di perdite, eguagliando il peggior momento ribassista dall’aprile 2011. Tuttavia, nelle ultime ore, il biglietto verde ha mostrato segnali concreti di recupero, guadagnando terreno contro la maggior parte delle valute del G10 e dei mercati emergenti. Questo avviene nonostante dati macroeconomici superiori alle attese provenienti da Regno Unito e Cina, che in condizioni normali avrebbero penalizzato ulteriormente il dollaro.

Il Contesto Politico: Trump, la Fed e il Caso Warsh

Sul fronte politico, il presidente Trump ha confermato che l’indagine sulla Federal Reserve proseguirà, riconoscendo che questo potrebbe ritardare la conferma di Kevin Warsh come successore di Jerome Powell alla guida della banca centrale americana. La minaccia di licenziare Powell è stata registrata dai mercati ma, almeno per ora, sembra essere stata assorbita senza provocare turbolenze significative. Resta aperta la questione su cosa accadrà qualora la procedura di conferma non si concluda entro la scadenza del mandato di Powell.

Scenario Geopolitico: Tregua USA-Iran e Mercato Petrolifero

Sul piano geopolitico, una possibile proroga di due settimane del cessate il fuoco tra USA e Iran ha contribuito a sostenere il sentiment di rischio. Tuttavia, con il blocco navale dei porti iraniani ancora in vigore, alcune proiezioni indicano che la capacità di stoccaggio potrebbe esaurirsi entro due settimane, aumentando la pressione su Teheran e mantenendo alta la tensione sui mercati energetici.

Analisi Valutaria: Le Principali Coppie del G10

Euro/Dollaro (EUR/USD)

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L’euro non è sceso sotto $1,1770 nella sessione precedente, oscillando intorno all’area di $1,1800 per gran parte della sessione nordamericana. Ha raggiunto quasi $1,1825, livello corrispondente al ritracciamento del 61,8% di Fibonacci rispetto al massimo di gennaio (~$1,2080), dove ha incontrato venditori che lo hanno ricondotto verso $1,1770. Il supporto iniziale si trova vicino ai minimi di ieri, poi a $1,1755.

Dollaro/Yen (USD/JPY)

Il dollaro ha tenuto sopra il minimo di lunedì (~JPY158,60) ma ha trovato resistenza sotto la media mobile a 20 giorni, leggermente al di sotto di JPY159,20. La coppia è scivolata verso un minimo a sei sessioni di circa JPY158,25, in parte per effetto delle dichiarazioni del Ministro delle Finanze giapponese Katayama, che dopo l’incontro con il Segretario al Tesoro USA Bessent ha dichiarato che le autorità sono pronte ad adottare “misure decise” a sostegno dello yen. Il dollaro ha tuttavia recuperato, spingendosi leggermente sopra JPY159 durante la sessione europea.

Sterlina/Dollaro (GBP/USD)

La sterlina era rimasta confinata appena sotto $1,3580 nella sessione precedente. Oggi ha toccato un nuovo massimo bimestrale prima della pubblicazione del dato sul PIL britannico di febbraio (+0,5%), superiore alle attese, per poi invertire al ribasso, scendendo sotto il minimo di ieri (~$1,3545). Il supporto iniziale è atteso nell’area $1,3500-1,3525. Scadono oggi opzioni per circa GBP 307 milioni a $1,3520.

Dollaro Canadese (USD/CAD)

Il dollaro canadese ha chiuso la sessione precedente in posizione di forza. Il dollaro USA ha toccato i minimi dal 23 marzo, scendendo sotto CAD1,3715. Nella sessione europea si è stabilizzato, rientrando nel range di ieri. La resistenza iniziale si colloca nell’area CAD1,3740-1,3760.

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Dollaro Australiano (AUD/USD)

Il dollaro australiano ha raggiunto quasi $0,7200, il livello più alto dalla metà del 2022, trainato da un solido rapporto sull’occupazione. Lo slancio rialzista non si è però mantenuto e l’Aussie ha ceduto parte dei guadagni. I supporti più vicini si trovano intorno a $0,7150 e poi $0,7125.

Mercati Emergenti: Peso Messicano e Yuan Cinese

Peso Messicano (USD/MXN)

Il peso messicano si è mosso in modo contenuto, con gli indicatori di momentum in zona di ipercomprato che segnalano una probabile fase di consolidamento a breve termine. Il peso è la quarta valuta emergente più forte del mese, con un apprezzamento di quasi il 4%. Il dollaro si è attestato sopra MXN17,28 dopo un breve scivolone sotto MXN17,22. La resistenza iniziale è attesa nell’area MXN17,30-17,32.

Yuan Offshore (USD/CNH)

Lo yuan offshore ha interrotto una serie positiva di otto sessioni consecutive, la più lunga da febbraio 2020. Il dollaro è risalito sopra CNH6,82, con resistenza attesa intorno a CNH6,84. La Banca Popolare Cinese (PBOC) ha alzato per la prima volta questa settimana il tasso di riferimento del dollaro, fissandolo a CNY6,8616 (da CNY6,8582 della sessione precedente), dopo due sessioni consecutive ai minimi triennali.

Mercati Azionari e Obbligazionari

S&P 500 e Nasdaq hanno toccato nuovi massimi storici nella sessione precedente, trascinando al rialzo i mercati asiatici. Il Nikkei ha guadagnato circa il 2,4%, raggiungendo anch’esso un record storico. La maggior parte delle principali borse asiatiche ha messo a segno rialzi superiori all’1%. Lo Stoxx 600 europeo alterna giornate positive e negative da quasi due settimane; dopo il calo di ieri, oggi è in rialzo. Sul fronte obbligazionario, i rendimenti sono in lieve calo: il Treasury decennale USA si attesta intorno al 4,27%, in calo di circa un punto base. Il JGB decennale giapponese è sceso di un punto base al 2,39%, mentre i rendimenti europei cedono 2-3 punti base.

Materie Prime: Oro, Argento e Petrolio

L’oro si muove con tono positivo all’interno del range di ieri, dopo aver toccato $4.871, il livello più alto in quasi un mese. L’argento oscilla intorno alla soglia degli $80. Il WTI di maggio si mantiene sopra $90, con un massimo giornaliero a $93,00: un superamento di questo livello potrebbe aprire la strada verso $95.

Dati Macroeconomici: USA, UK, Australia, Cina e India

Stati Uniti

Oggi sono attesi i dati sulla produzione industriale di marzo: sia l’output industriale che quello manifatturiero sono previsti in crescita dello 0,1%, il che suggerirebbe il trimestre più forte degli ultimi tre anni per la produzione industriale. Il GDP tracker della Fed di Atlanta segnala però un secondo trimestre consecutivo al di sotto del trend potenziale stimato dalla Fed al 2%. In agenda anche il sondaggio sui servizi della Fed di New York, l’indice della Fed di Philadelphia e le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione.

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Regno Unito

Il PIL britannico di febbraio è cresciuto dello 0,5%, dopo la stagnazione inattesa di gennaio. La produzione industriale e il settore dei servizi sono entrambi aumentati dello 0,5%, mentre le costruzioni hanno registrato un balzo dell’1%. Il deficit commerciale si è ampliato: escludendo i metalli preziosi, la bilancia commerciale è tornata in deficit per GBP 2,3 miliardi, dopo il primo surplus dalla fine del 2024 registrato a gennaio.

Australia

L’economia australiana ha creato circa 18.000 posti di lavoro a marzo, con il tasso di disoccupazione stabile al 4,3%. I posti a tempo pieno sono aumentati di 52.500 unità. Il vice governatore della Reserve Bank of Australia ha avvertito che l’inflazione rimane troppo elevata, e il mercato dei futures sconta una probabilità del 72% di un rialzo dei tassi nella riunione di inizio maggio.

Cina

Il PIL cinese del primo trimestre 2026 è cresciuto del 5,0%, leggermente sopra le attese. La produzione industriale è salita del 5,7% su base annua, mentre le vendite al dettaglio hanno deluso con un incremento di appena l’1,7%. Gli investimenti in asset fissi sono lievemente diminuiti e il tasso di disoccupazione è salito al 5,4%. Il mercato immobiliare rimane sotto pressione, con i prezzi delle abitazioni nuove e usate ancora in calo.

India

Il deficit commerciale indiano di marzo si è ridotto: le esportazioni sono calate del 7,4% su base annua (dopo +0,8% di febbraio), mentre le importazioni sono crollate del 6,5% (dopo +24,1% di febbraio). Il tasso di disoccupazione è salito al 5,1% dal 4,9% del mese precedente.