Trump annuncia la riapertura dello Stretto di Hormuz: i mercati reagiscono con sollievo
Il mercato ha ottenuto esattamente il titolo che stava aspettando. Donald Trump ha dichiarato che lo Stretto di Hormuz è aperto al traffico commerciale, citando le parole del ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, secondo cui il passaggio è garantito per tutte le navi mercantili. Tuttavia, il presidente ha precisato che il blocco navale statunitense resterà pienamente operativo. Il petrolio Brent ha reagito con un crollo immediato fino al 10%, mentre i trader si sono affrettati a ridimensionare lo scenario peggiore: un blocco prolungato in uno dei corridoi energetici più strategici al mondo. Lo Stretto di Hormuz è il punto di transito di circa il 20% del petrolio mondiale, rendendo ogni tensione in quell’area un rischio sistemico per i mercati globali.
Wall Street ignora i rischi e punta al rialzo
Le borse americane continuano a salire e gli investitori sembrano disposti a mettere da parte le preoccupazioni. Il riflesso del “buy the dip” è ancora vivo. La riapertura dello Stretto ha trasformato in pochi minuti il clima da panico a sollievo.
Il ritorno del TACO Trade
Gli investitori hanno già visto questo copione. Nel 2025, i dazi reciproci imposti da Trump avevano scosso i mercati, salvo poi portare i trader a riscoprire quello che era diventato noto come il “TACO Trade”: la convinzione che il presidente tenda ad aprire le trattative con la massima pressione, per poi ammorbidire la posizione in un secondo momento. Wall Street ha recuperato terreno fino a nuovi massimi storici. S&P 500 e Nasdaq hanno cancellato le perdite accumulate dopo lo shock iraniano, e i principali indici si avviano verso la terza settimana consecutiva di guadagni. I futures di questa mattina hanno aperto in rialzo tra lo 0,9% e l’1,1%, un segnale di resilienza notevole in un contesto geopolitico ancora incerto.
De-escalation geopolitica: il cessate il fuoco Libano-Israele sostiene il sentiment
Un ulteriore elemento positivo per i mercati è il cessate il fuoco di 10 giorni tra Libano e Israele, che offre agli investitori un motivo in più per scommettere sulla distensione. Il mercato non sta dichiarando vittoria, ma è chiaramente disposto a puntare sul fatto che la diplomazia possa ancora prevalere sulla destabilizzazione.
L’intelligenza artificiale come scudo del mercato
I dati sugli utili aziendali finora indicano che il consumatore americano regge meglio di quanto molti temessero. Le aziende non stanno prosperando in modo uniforme, ma nemmeno stanno crollando nel modo drammatico che i profeti della recessione continuano ad annunciare. Tuttavia, c’è un elemento che merita attenzione critica: senza l’entusiasmo attorno all’intelligenza artificiale, questo mercato apparirebbe molto più fragile. Senza il flusso di capitali che continua a riversarsi sui titoli legati all’AI, il dibattito sarebbe ben più cupo: recessione, stagflazione, tagli occupazionali, distruzione della domanda. Invece, l’AI è diventata il solvente universale del mercato, capace di neutralizzare quasi qualsiasi altra fonte di ansia.
Titoli sotto pressione: Netflix, Alcoa e Fifth Third
Non tutti i titoli partecipano al rally. Netflix ha perso terreno in modo significativo dopo aver comunicato margini più deboli del previsto e annunciato l’uscita di Reed Hastings dal suo storico ruolo di leadership. Alcoa è scivolata dopo aver riportato ricavi inferiori alle attese. Fifth Third Bancorp ha ceduto dopo la pubblicazione degli utili trimestrali. Gli investitori sono in modalità acquisto, ma rimangono selettivi. Stanno puntando su temi specifici: de-escalation geopolitica, tenuta dei consumi interni e leadership dell’AI. Il resto del mercato è invitato a guardare.
Europa e Asia più caute rispetto a Wall Street
Al di fuori degli Stati Uniti, il clima è meno ottimista. L’Europa ha mostrato maggiore cautela nel seguire l’entusiasmo di Wall Street, mentre i mercati asiatici hanno chiuso la settimana con segnali di stanchezza. Gli investitori americani tendono storicamente a prezzare il sollievo più rapidamente e a voltare pagina con maggiore velocità rispetto alle controparti globali.
Agenda della settimana: focus su utili e banchieri centrali
In assenza di dati macroeconomici rilevanti a chiusura della settimana, l’attenzione del mercato rimane concentrata su due fronti: i risultati aziendali in arrivo e le dichiarazioni pubbliche dei funzionari della Federal Reserve. Sono attesi interventi di Mary Daly, Tom Barkin e Christopher Waller, le cui parole potrebbero influenzare le aspettative sui tassi di interesse nelle prossime settimane.
