Il Dollaro USA sotto pressione: i dati sul mercato immobiliare pesano sul biglietto verde

Il Dollaro USA continua a cedere terreno nelle contrattazioni odierne, dopo la pubblicazione di un deludente rapporto sull’indice del mercato immobiliare NAHB. L’indice è sceso da 38 punti di marzo a 34 punti ad aprile, al di sotto delle aspettative degli analisti che stimavano un valore di 37. Secondo la National Association of Home Builders, gli acquirenti si trovano ad affrontare tassi di interesse ancora elevati e una crescente incertezza economica, fattori che frenano la domanda nel settore delle costruzioni residenziali. Sul fronte manifatturiero, invece, è arrivata una nota positiva: il NY Empire State Manufacturing Index di aprile è balzato da -0,20 a +11,00, superando nettamente il consensus degli analisti fissato a -0,5. Nonostante questo dato incoraggiante, il mercato ha scelto di concentrarsi sulla debolezza del settore immobiliare. Il Dollar Index (DXY) continua a testare l’area di supporto compresa tra 98,00 e 98,15. Una rottura decisa al di sotto di quota 98,00 aprirebbe la strada verso il successivo livello di supporto situato nella fascia 97,15 – 97,30, segnalando un ulteriore indebolimento strutturale del biglietto verde.

EUR/USD: la coppia testa la resistenza a 1,1800

Produzione industriale dell’Eurozona spinge l’euro

L’EUR/USD guadagna terreno grazie a dati macroeconomici europei migliori del previsto. La produzione industriale dell’Eurozona ha registrato un incremento dello +0,4% su base mensile a febbraio, superando le previsioni degli analisti che si aspettavano un +0,3%. Questo dato conferma una certa resilienza del settore manifatturiero europeo, nonostante le pressioni geopolitiche e commerciali globali. Dal punto di vista tecnico, la coppia ha superato la resistenza nella zona 1,1765 – 1,1780 e sta ora tentando di consolidarsi stabilmente sopra quota 1,1800. Un’eventuale chiusura al di sopra di questo livello psicologicamente rilevante aprirebbe la strada verso la successiva area di resistenza compresa tra 1,1835 e 1,1850.

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GBP/USD: sterlina in attesa, occhi puntati sul Medio Oriente

Geopolitica e mercato petrolifero condizionano la sterlina

La GBP/USD rimane sostanzialmente piatta, bloccata in prossimità della resistenza nella fascia 1,3570 – 1,3585. Gli operatori di mercato sono in attesa di sviluppi sul fronte geopolitico, con particolare attenzione alle trattative tra Stati Uniti e Iran per un possibile accordo diplomatico. Lo Stretto di Hormuz rimane chiuso, mantenendo alta la tensione sui mercati energetici. I prezzi del petrolio oscillano tra guadagni e perdite, riflettendo l’incertezza degli investitori di fronte a uno scenario geopolitico ancora fluido. Una stabilizzazione della situazione mediorientale potrebbe rappresentare un catalizzatore positivo per le valute legate alle materie prime e, indirettamente, per la sterlina. Sul piano tecnico, un consolidamento sopra 1,3585 proietterebbe la coppia verso la resistenza successiva nell’area 1,3685 – 1,3700.

USD/CAD: il dollaro canadese si rafforza grazie alle materie prime

Sentiment positivo sulle commodity sostiene il CAD

L’USD/CAD è in calo nonostante una correzione nei mercati dell’oro. In assenza di dati macroeconomici rilevanti dal Canada, il focus degli operatori rimane sul sentiment generale del mercato e sulle prospettive delle materie prime. Le valute legate alle commodity — tra cui il dollaro canadese, australiano e neozelandese — stanno guadagnando terreno nell’odierna sessione di trading. Gli investitori scommettono che un potenziale accordo di pace in Medio Oriente possa stimolare la crescita economica globale e incrementare la domanda di materie prime, favorendo le economie esportatrici. Dal punto di vista tecnico, una rottura al di sotto di 1,3750 spingerebbe la coppia verso il supporto nella zona 1,3700 – 1,3715. Un test positivo di quest’area aprirebbe ulteriormente la strada verso il supporto successivo compreso tra 1,3620 e 1,3635.

USD/JPY: rendimenti dei Treasury spingono la coppia verso 159,00

Dati giapponesi positivi ma lo yen non ne beneficia

L’USD/JPY tenta di recuperare terreno sopra quota 159,00, nonostante un dato sugli ordini di macchinari giapponesi sorprendentemente positivo. Gli ordini di macchinari in Giappone sono aumentati del +13,6% su base mensile a febbraio, contro le previsioni di un calo dell’1,1%. Tuttavia, il mercato ha ignorato questo dato favorevole per lo yen, concentrandosi invece sull’aumento dei rendimenti obbligazionari americani. Il rendimento dei Treasury a 2 anni ha superato la soglia del 3,78%, mentre quello dei Treasury a 10 anni si è attestato sopra il 4,28%. Il differenziale di rendimento tra titoli di Stato americani e giapponesi continua a favorire il dollaro, mantenendo la pressione al rialzo sulla coppia. Sul piano tecnico, un superamento della media mobile a 50 periodi a 159,19 spingerebbe l’USD/JPY verso il livello psicologicamente chiave di 160,00. Una rottura decisa di questa soglia aprirebbe la strada verso la resistenza nella fascia 161,50 – 162,00.