La tregua in Medio Oriente scatena l’appetito al rischio sui mercati globali

Il cessate il fuoco di due settimane in Medio Oriente ha innescato un’ondata di ottimismo sui mercati finanziari globali. Azioni, obbligazioni e metalli preziosi sono balzati al rialzo, mentre il petrolio ha subito un crollo significativo e il dollaro USA si è indebolito su tutta la linea. La reazione è stata così intensa da oscurare qualsiasi altro sviluppo macroeconomico, incluse le decisioni di politica monetaria di Nuova Zelanda e India. Gli investitori globali hanno già incorporato gran parte del movimento nei prezzi, lasciando i partecipanti nordamericani in una posizione delicata: si trovano di fronte a mercati già fortemente mossi e potrebbero essere riluttanti ad amplificare ulteriormente le posizioni senza nuovi sviluppi concreti.

Valute G10: il dollaro cede terreno su tutti i fronti

Euro in forte recupero sopra la media mobile a 200 giorni

La speranza di un accordo dell’ultimo minuto aveva già spinto l’euro a $1,1605 nelle contrattazioni nordamericane, un massimo di tre sessioni. Con l’annuncio del cessate il fuoco, la moneta unica ha accelerato fino a $1,1710 nelle ore asiatiche, superando per la prima volta dal 2 marzo la media mobile a 200 giorni (circa $1,1675). Il livello rappresenta anche il ritracciamento del 38,2% delle perdite accumulate dal massimo di fine gennaio ($1,2080). Il prossimo obiettivo tecnico si colloca intorno a $1,1745.

Dollaro/Yen: pressione ribassista verso quota 158

Il dollaro aveva brevemente toccato JPY160 per la prima volta in sei sessioni, ma l’annuncio della tregua ha invertito bruscamente la rotta. Il biglietto verde è stato venduto fino a JPY158,55, scendendo poi verso JPY158, dove scadono opzioni per $600 milioni. Una rottura convincente di questo livello potrebbe aprire la strada verso JPY157,35.

blank

Sterlina: balzo sopra $1,34 e oltre la media mobile a 200 giorni

La sterlina ha prima toccato un massimo di tre sessioni sopra $1,3300, per poi schizzare a $1,3445 dopo l’annuncio del cessate il fuoco, superando la media mobile a 200 giorni (circa $1,3415). L’area $1,3430 corrisponde al ritracciamento del 38,2% del ribasso dal massimo pluriennale di fine gennaio ($1,3870). Il prossimo target tecnico è vicino a $1,3515.

Dollaro canadese: supporto chiave a CAD1,3800

Il dollaro USA è sceso fino a CAD1,3825 in risposta alla notizia, per poi recuperare leggermente verso CAD1,3870 nelle contrattazioni europee. L’area CAD1,3800 rimane il livello tecnico più rilevante, dove convergono la media mobile a 20 e 200 giorni e il ritracciamento del 38,2% del rally dal minimo del 9 marzo (CAD1,3525).

Dollaro australiano: rottura rialzista sopra $0,70

Il dollaro australiano aveva già raggiunto $0,6975, il livello più alto dal 24 marzo, prima che il cessate il fuoco lo spingesse fino a $0,7085, superando il ritracciamento del 61,8% delle perdite dal massimo dell’11 marzo ($0,7185). La prossima resistenza tecnica si trova nell’area $0,7100-$0,7125.

Mercati Emergenti: peso messicano e yuan cinese protagonisti

Peso messicano ai massimi da metà marzo

Il dollaro era già in calo contro il peso messicano, toccando MXN17,4420 durante le contrattazioni europee, il livello più basso dal 19 marzo. Il prossimo supporto tecnico rilevante si trova intorno a MXN17,40.

Yuan offshore ai minimi triennali per il dollaro

Lo yuan offshore (CNH) ha registrato i livelli più forti dall’inizio del conflitto in Medio Oriente. Il dollaro è sceso fino a CNH6,8215, un nuovo minimo triennale. La Banca Popolare Cinese (PBOC) ha fissato il tasso di riferimento a CNY6,8680, il più basso da aprile 2023.

Rupia indiana in rafforzamento per il quarto giorno consecutivo

blankblank

La rupia indiana si è apprezzata per la quarta sessione consecutiva, la striscia più lunga dallo scorso giugno. Il dollaro ha aperto in gap ribassista, scendendo sotto la media mobile a 20 giorni (circa INR92,9270) per la prima volta dall’inizio del conflitto mediorientale.

Mercati azionari e obbligazionari: rally generalizzato

Le borse dell’area Asia-Pacifico hanno guadagnato tra il 3% e il 6%, mentre lo Stoxx 600 europeo avanzava di circa il 3,7% a metà mattinata. I futures sugli indici statunitensi segnavano rialzi compresi tra il 2,5% e il 3,5%. Sul fronte obbligazionario, i rendimenti dei titoli di Stato a 10 anni sono scesi bruscamente. I tassi europei hanno ceduto tra 13 e 25 punti base, con i differenziali rispetto ai Bund tedeschi in restringimento. Il rendimento del JGB giapponese a 10 anni è sceso di 4 punti base al 2,35%, mentre il Treasury USA decennale ha perso 5 punti base, portandosi intorno al 4,24%.

Materie prime: petrolio in crollo, oro e argento in rialzo

Il petrolio ha subito il contraccolpo più pesante: il WTI maggio è crollato di oltre il 15%, da circa $112,95 a quasi $91, scendendo per la prima volta dall’inizio del conflitto sotto la media mobile a 20 giorni (circa $99). Il Brent giugno ha perso circa il 13%. Al contrario, l’oro ha guadagnato terreno insieme agli asset rischiosi, raggiungendo quasi $4.857, il livello più alto in circa due settimane e mezza, per poi assestarsi intorno a $4.785. L’argento ha toccato $77,65, anch’esso un massimo di due settimane e mezza.

Dati macroeconomici: Fed, eurozona e Giappone sotto i riflettori

Fed: verbali del FOMC e aspettative invariate

La Federal Reserve si era riunita il mese scorso, a poche settimane dall’inizio del conflitto, lasciando i tassi invariati come ampiamente atteso. Oggi verranno pubblicati i verbali di quella riunione. Il Summary of Economic Projections aggiornato aveva confermato la mediana dei dot a un solo taglio nel corso dell’anno, con un’unica dissidenza da parte del Governatore Miran. I futures sui Fed funds scontano attualmente una Fed sostanzialmente ferma per tutto il 2026.

Eurozona: deflazione alla produzione e consumi in calo

I prezzi alla produzione dell’eurozona a febbraio sono scesi dello 0,7% su base mensile, con il dato annuale che è calato al -3,0% dal -2,0% precedente, il livello di deflazione più accentuato da ottobre 2024. Le vendite al dettaglio di febbraio hanno registrato un calo dello 0,2%, dopo il -0,1% di gennaio: si tratta del primo doppio ribasso consecutivo da ottobre-novembre 2024.

Germania: ordini industriali deludenti, PMI costruzioni in miglioramento

Dopo il crollo dell’11,1% di gennaio, gli ordini alle fabbriche tedesche sono cresciuti solo dello 0,9% a febbraio, ben al di sotto delle attese del consensus (+3,0%). Il PMI delle costruzioni è salito a 48 in marzo da 43,7 di febbraio, rispetto a una media di 46,1 nel quarto trimestre 2025 e 44,6 per l’intero 2025.

Giappone: consumi deboli nonostante i salari reali in crescita

In Giappone, i salari reali sono cresciuti dell’1,9% su base annua a febbraio, ma la spesa delle famiglie è calata dell’1,8% nello stesso periodo. Questo dato evidenzia come la crescita salariale non si traduca automaticamente in maggiori consumi, un tema cruciale per la Bank of Japan. Il mercato degli swap ha ridotto la probabilità di un rialzo dei tassi entro fine mese al 55%, dal 75% di una settimana fa. Sul fronte estero, il saldo delle partite correnti di febbraio ha mostrato un miglioramento significativo (circa JPY3,93 trilioni), con la bilancia commerciale tornata in surplus (circa JPY268 miliardi).

Banche centrali: Nuova Zelanda e India mantengono i tassi

Reserve Bank of New Zealand: ciclo di allentamento concluso

La Reserve Bank of New Zealand ha mantenuto il tasso ufficiale al 2,25%, solo la seconda riunione dall’estate 2024 in cui non ha tagliato i tassi. Il ciclo di allentamento sembra concluso: il mercato degli swap sconta il primo rialzo entro la metà del terzo trimestre 2026.

Reserve Bank of India: repo rate fermo al 5,25%

Come ampiamente previsto, la Reserve Bank of India ha mantenuto il repo rate al 5,25%, dopo aver tagliato complessivamente 125 punti base nel corso del 2025. Il Governatore Malhotra ha precisato che le recenti restrizioni sul mercato valutario sono di natura temporanea. Il mercato degli swap sconta circa 50 punti base di rialzi nei prossimi sei mesi, una stima che appare eccessiva rispetto al contesto attuale.