L’offerta globale di stablecoin raggiunge i 315 miliardi di dollari nel primo trimestre 2026

Nel primo trimestre del 2026, l’offerta totale di stablecoin ha raggiunto il livello record di 315 miliardi di dollari, segnando un incremento di circa 8 miliardi rispetto al trimestre precedente. Il dato, elaborato da CEX.IO, emerge in un contesto paradossale: i mercati crypto nel loro complesso hanno registrato una contrazione, eppure il capitale si è spostato con decisione verso gli asset stabili denominati in dollari. Questo movimento non è da interpretare come un segnale passivo. Il flusso di capitali verso le stablecoin durante una fase di debolezza generalizzata dei mercati rappresenta un posizionamento deliberato: gli operatori hanno scelto di mantenere un’esposizione in dollari all’interno dell’ecosistema digitale, senza abbandonare completamente il settore per tornare alla valuta tradizionale. Un altro dato di rilievo riguarda la quota di mercato: le stablecoin hanno rappresentato il 75% del volume totale degli scambi crypto, il livello più alto mai registrato. Il volume complessivo delle transazioni in stablecoin nel trimestre ha superato i 28 trilioni di dollari, confermando il ruolo strutturale di questi strumenti come principale strato di liquidità del mercato degli asset digitali.

USDT: il primo calo trimestrale dal 2022 e cosa significa davvero

Una contrazione in un contesto diverso dal passato

L’offerta di USDT di Tether ha subito una riduzione di circa 3 miliardi di dollari nel Q1 2026, segnando il primo calo netto trimestrale dal secondo trimestre del 2022 — periodo coinciso con il crollo dell’ecosistema Terra-LUNA e la conseguente crisi del credito crypto. La differenza rispetto a quel precedente è sostanziale: non si tratta di uno shock sistemico, ma di una ritirata graduale alimentata da una domanda retail stagnante e da crescenti pressioni regolamentari. La quota di mercato di USDT tra le stablecoin, che aveva toccato il picco di circa il 70% nel 2022, si è progressivamente ridotta man mano che le alternative orientate alla compliance hanno guadagnato terreno presso gli investitori istituzionali.

blankblank

Il doppio meccanismo dietro la contrazione

La flessione di USDT opera su due livelli distinti: Sul fronte della domanda retail, i dati CEX.IO evidenziano un calo del 16% nei trasferimenti di stablecoin di dimensioni retail — il più marcato mai registrato. Questo impatta direttamente Tether, che storicamente ha fondato una quota maggiore della propria offerta circolante sull’utilizzo retail e sui mercati emergenti rispetto a USDC. Sul fronte regolamentare, il framework europeo MiCA (Markets in Crypto-Assets) ha di fatto limitato la distribuzione di USDT sulle piattaforme regolamentate nell’Unione Europea, eliminando un canale di domanda rilevante che aveva sostenuto la crescita dell’offerta fino al 2024. La combinazione tra flussi retail indeboliti e accesso regolamentare ridotto configura un ostacolo strutturale, non ciclico.

Opacità delle riserve: un problema irrisolto

Tether non ha pubblicato un report trimestrale che affronti esplicitamente il calo. Le attestazioni sulle riserve, pur più frequenti rispetto agli anni precedenti, non hanno dissipato le perplessità dei responsabili compliance istituzionali riguardo alla composizione degli asset a garanzia. Questa opacità persistente alimenta una biforcazione nella domanda istituzionale, con una quota crescente di capitale on-chain denominato in dollari che preferisce emittenti le cui strutture di riserva possano reggere a un esame legale e regolamentare nelle giurisdizioni statunitense ed europea.

blank

USDC: la crescita a 78 miliardi di dollari e i fattori strutturali

Un’espansione guidata dalla compliance, non dalla domanda retail

USDC di Circle ha raggiunto circa 78 miliardi di dollari di offerta circolante alla chiusura del primo trimestre 2026, registrando una crescita di circa il 220% rispetto al quarto trimestre del 2023. La quota di mercato conquistata dall’emittente negli ultimi due anni è significativa e riflette un cambiamento strutturale nelle preferenze degli operatori. La crescita si è concentrata principalmente su Ethereum e Solana, dove USDC funge da principale asset di regolamento in una vasta gamma di protocolli DeFi, operazioni di trading on-chain e flussi di pagamento B2B istituzionali. Il profilo delle transazioni è indicativo: dimensione media di circa 557 dollari per trasferimento e una velocità di circolazione di circa 90 volte, pattern coerenti con un utilizzo programmatico e algoritmico piuttosto che con grandi blocchi istituzionali.

Il GENIUS Act come catalizzatore normativo

blank

Il principale motore dell’espansione di USDC non è la domanda retail organica, ma la selezione dell’emittente guidata dalla compliance. Il posizionamento di Circle in vista del GENIUS Act — il Guiding and Establishing National Innovation for U.S. Stablecoins Act — ha reso USDC la scelta predefinita per i team di tesoreria aziendale, i processori di pagamento e le istituzioni finanziarie che cercano una stablecoin la cui struttura di riserva, capacità di blacklisting e trasparenza regolamentare siano allineate ai requisiti legali statunitensi.

Un profilo di rischio diverso da USDT

Questa postura di compliance comporta tradeoff operativi concreti. La decisione di Circle di congelare — e successivamente scongelare — un wallet USDT inserito in blacklist ha suscitato critiche in alcune fasce della comunità crypto, ma ha inviato un segnale chiaro alle controparti istituzionali: l’emittente collabora con i processi legali. Si tratta di un profilo di rischio materialmente diverso da quello di USDT, e il capitale istituzionale ha iniziato a prezzare questa differenza. A livello statale negli USA, normative come quelle in avanzamento attraverso la legislazione bancaria sulle stablecoin del Delaware stanno creando percorsi di emissione vigilata che favoriscono gli emittenti già operativi secondo standard federali di compliance — una categoria in cui USDC si posiziona con maggiore credibilità rispetto alla maggior parte dei concorrenti.

Stablecoin come infrastruttura permanente del mercato digitale

I dati del primo trimestre 2026 delineano un settore in profonda trasformazione. Le stablecoin non sono più semplici strumenti di parcheggio del capitale: sono diventate il principale strato di liquidità e regolamento dell’intero ecosistema degli asset digitali. La divergenza tra USDC e USDT riflette una tendenza più ampia verso la regolamentazione, la trasparenza e l’integrazione istituzionale che, con ogni probabilità, continuerà ad accelerare nei prossimi trimestri.