Burry non molla: ancora short su Palantir nonostante il sostegno di Trump

Michael Burry, il celebre investitore reso famoso dalla crisi dei mutui subprime raccontata nel film “The Big Short”, conferma pubblicamente di mantenere le proprie posizioni ribassiste su Palantir Technologies (PLTR), nonostante un post di Donald Trump abbia temporaneamente sostenuto il titolo. In un post pubblicato sulla sua piattaforma Substack, Burry ha dichiarato di detenere put options a lunga scadenza sulla società di software per l’intelligenza artificiale, precisando di aver aperto la posizione nell’autunno del 2025 e di averla più volte rinnovata nel tempo.

Le posizioni aperte di Burry su Palantir

L’investitore ha reso pubblici i dettagli delle sue scommesse ribassiste con una trasparenza insolita per i mercati finanziari:

  • Put con scadenza 17 giugno 2027, strike price a 50 dollari
  • Put con scadenza 19 dicembre 2026, strike price a 100 dollari

Perché Burry considera Palantir sopravvalutata

Secondo Burry, il titolo ha raggiunto un picco vicino ai 200 dollari per azione nel 2025 e da allora ha intrapreso un percorso discendente. Al momento della sua dichiarazione, Palantir scambiava intorno ai 127 dollari per azione, con un calo settimanale di circa il 13% e perdite complessive nel 2026 che si avvicinano al 28%.

«Continuo a detenere le put, poiché ritengo che il valore fondamentale di questa società sia ben al di sotto dei 50 dollari per azione» — Michael Burry

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In altre parole, Burry stima che il valore intrinseco di Palantir sia meno della metà dell’attuale prezzo di mercato, definendo il titolo “selvaggiamente sopravvalutato”.

Il post di Trump e l’effetto temporaneo sul titolo

Venerdì, il presidente Donald Trump ha pubblicato un messaggio su Truth Social elogiando le capacità militari di Palantir:

«Palantir Technologies (PLTR) ha dimostrato di avere straordinarie capacità e tecnologie per il combattimento. Chiedetelo ai nostri nemici!»

Il post ha generato un rimbalzo temporaneo del titolo dai minimi intraday, ma non è stato sufficiente a invertire la tendenza ribassista della settimana. Burry ha riconosciuto la possibilità di un rally di breve termine, ma ha ribadito la propria convinzione sulla sopravvalutazione strutturale dell’azienda.

Palantir e i contratti militari: un fattore chiave

Palantir è considerata da molti analisti una delle principali beneficiarie dei conflitti geopolitici in corso, grazie ai suoi profondi legami con le forze armate e le agenzie di intelligence statunitensi. Durante la seconda amministrazione Trump, la società ha continuato ad aggiudicarsi nuovi contratti governativi e ha rafforzato la collaborazione con il Pentagono. Il CEO Alex Karp ha mantenuto un rapporto attivo con l’amministrazione, nonostante alcune tensioni emerse in precedenza.

La reazione di Karp alle scommesse di Burry

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Non è la prima volta che Burry si scontra indirettamente con il management di Palantir. Quando il suo ex hedge fund, Scion Asset Management, aveva reso note le posizioni ribassiste su Palantir e Nvidia, Karp aveva risposto pubblicamente definendo le scommesse di Burry «stranissime» e «completamente folli».

Burry aumenta anche la posizione short su Nvidia

Oltre a confermare le posizioni su Palantir, Burry ha rivelato di aver incrementato le sue scommesse ribassiste anche su Nvidia (NVDA), acquistando put con scadenza 27 gennaio e strike price a 115 dollari, a un premio di 3,30 dollari per contratto.

La strategia con le opzioni put

Burry ha spiegato la sua preferenza per le opzioni rispetto allo short selling diretto:

«Ho considerato di shortare il titolo direttamente, data l’elevata volatilità implicita. Tuttavia, preferisco avere una perdita massima limitata. Il theta decay non sarà significativo fino a due mesi prima della scadenza, e valuterei un rollover della posizione prima di quel momento, se necessario.»

Le opzioni put offrono all’investitore il diritto di vendere un titolo a un prezzo prestabilito entro una data scadenza, consentendo di beneficiare di un calo del prezzo con un rischio massimo limitato al premio pagato — una caratteristica che Burry considera fondamentale nella sua strategia ribassista attuale.