Il Dollaro si Mantiene Stabile: Mercati in Attesa di Sviluppi Geopolitici
Il dollaro americano si muove in modo contenuto rispetto alle principali valute del G10, con oscillazioni inferiori allo 0,2% per la maggior parte delle coppie. L’eccezione più rilevante è la corona svedese, che ha perso quasi lo 0,75% dopo la pubblicazione di un dato sull’inflazione di marzo significativamente inferiore alle attese. Gli investitori restano in una posizione di attesa, con l’attenzione rivolta agli sviluppi del conflitto in Medio Oriente e alle possibili evoluzioni diplomatiche. Lo scenario rimane essenzialmente binario: un cessate il fuoco sosterrebbe gli asset rischiosi, mentre un’escalation eserciterebbe pressioni al ribasso sui mercati.
Banca Centrale Cinese: il Renminbi ai Massimi dal 2023
Un segnale degno di nota arriva dalla Banca Popolare Cinese (PBOC), che ha fissato il tasso di riferimento del dollaro al livello più basso dall’aprile 2023. Questo movimento conferma che la campagna di rivalutazione dello yuan, avviata nell’aprile 2025, è ancora in corso. L’yuan offshore (CNH) ha rotto al ribasso il supporto di CNH6,8710 toccando CNH6,8570, il livello più basso dall’inizio del conflitto in Medio Oriente.
Analisi delle Principali Coppie Valutarie
Euro/Dollaro (EUR/USD)
L’euro ha raggiunto un massimo leggermente superiore a 1,1570 dollari durante la sessione nordamericana, spinto dall’ottimismo per un possibile cessate il fuoco. Nella sessione europea odierna ha toccato un nuovo massimo marginale, fermandosi però sotto quota 1,1580. Nella sessione asiatica era stato venduto fino a circa 1,1525. La resistenza rimane solida nella zona 1,1580-1,1600.
Dollaro/Yen (USD/JPY)
Il dollaro si è mantenuto sostanzialmente invariato rispetto allo yen giapponese. La soglia psicologica di 160 yen continua a rappresentare un livello critico: scadono oggi opzioni per circa 775 milioni di dollari a JPY160 e ulteriori 750 milioni a JPY160,25. Dopo aver toccato un minimo di JPY159,30 nella sessione asiatica, il dollaro è risalito verso JPY159,80, incontrando però venditori decisi a proteggere quota 160.
Sterlina/Dollaro (GBP/USD)
La sterlina britannica ha oscillato su entrambi i lati del range della settimana precedente (circa 1,3190-1,3245), chiudendo però all’interno di esso e neutralizzando i segnali tecnici. Nella sessione odierna ha rimbalzato fino a quasi 1,3285, ma appare in ipercomprato in prossimità di 1,3300, dove scadono opzioni per 330 milioni di sterline.
Dollaro/Dollaro Canadese (USD/CAD)
Il dollaro USA ha trovato supporto contro il dollaro canadese in area CAD1,3900, dove scadono opzioni per circa 380 milioni di dollari. Una rottura di CAD1,3870 sarebbe necessaria per confermare un’inversione ribassista. La resistenza immediata si colloca intorno a CAD1,3950.
Dollaro Australiano (AUD/USD)
Il dollaro australiano ha registrato una giornata di outside rialzista, chiudendo leggermente sopra il massimo della settimana precedente. I guadagni odierni si sono fermati in area 0,6950, con la resistenza più significativa collocata nella fascia 0,6960-0,6970.
Mercati Emergenti: Peso Messicano e Rupia Indiana
Peso Messicano (USD/MXN)
Il dollaro ha registrato una giornata di outside ribassista contro il peso messicano, chiudendo sotto la media mobile a 20 giorni (circa MXN17,8360) per la prima volta dall’inizio del conflitto in Medio Oriente. Le vendite odierne hanno spinto il biglietto verde leggermente sotto MXN17,71. Scadono oggi opzioni per 770 milioni di dollari a MXN17,75.
Rupia Indiana (USD/INR)
La rupia indiana si è mossa in un range ristretto tra INR92,8650 e INR93,07. I controlli sui capitali hanno innescato uno short squeeze sulla rupia, riducendo la pressione sulla Reserve Bank of India (RBI) di intervenire con rialzi dei tassi. La banca centrale si riunisce domani: il tasso repo attuale è al 5,25%, dopo il taglio di 25 punti base effettuato a dicembre.
Mercati Azionari, Obbligazionari e Materie Prime
Azionario
I mercati azionari sono prevalentemente in rialzo. Nella regione Asia-Pacifico spiccano Taiwan (+2%) e Australia (+1,75%). In Europa, lo Stoxx 600 guadagna circa lo 0,65% nella tarda mattinata, dopo la riapertura seguita al lungo weekend festivo. I futures sugli indici americani si mantengono vicini alla parità.
Obbligazionario
I rendimenti dei titoli di Stato decennali europei sono in rialzo di 1-2 punti base. Il rendimento del Treasury USA a 10 anni è sostanzialmente invariato intorno al 4,33%.
Metalli Preziosi e Petrolio
L’oro si muove all’interno del range della sessione precedente, con la corsa al rialzo che sembra essersi arrestata in prossimità di 4.700 dollari l’oncia. L’argento è poco mosso intorno a 72,55 dollari. Il petrolio WTI (contratto maggio) ha toccato un nuovo massimo a circa 116,55 dollari prima di ritracciare verso i 112,50 dollari, chiudendo sostanzialmente invariato.
Dati Macroeconomici: PMI e Ordini di Beni Durevoli
Stati Uniti
Gli ordini di beni durevoli di febbraio sono attesi in calo, penalizzati dalla riduzione degli ordini Boeing, dopo un gennaio invariato. Gli ordini al netto di difesa e aeronautica potrebbero segnare un modesto +0,5%. In serata sarà pubblicato il dato sul credito al consumo di febbraio: il mercato stima un aumento di circa 11 miliardi di dollari, dopo gli 8 miliardi di gennaio.
Eurozona e Regno Unito
I PMI finali di marzo dell’eurozona per i servizi e il composito sono stati rivisti leggermente al rialzo rispetto alle stime preliminari, rispettivamente a 50,2 e 50,7, confermando una tenuta marginale dell’attività economica. Nel Regno Unito, invece, i PMI finali sono stati rivisti al ribasso: il PMI servizi si attesta a 50,5 e il composito a 50,3, in netto rallentamento rispetto ai 53,9 e 53,7 di febbraio.
Australia e Cina
In Australia, i PMI finali di marzo sono risultati leggermente inferiori alle stime preliminari (servizi a 46,3, composito a 46,6), segnalando una contrazione dell’attività. Le aspettative di inflazione del Melbourne Institute sono balzate al 4,6% annuo (dal 3,6% precedente), con un incremento mensile dell’1,3%. Le riserve valutarie cinesi sono scese a 3.342 miliardi di dollari a marzo, dai 3.428 miliardi di febbraio, un calo del 2,5% attribuibile principalmente a effetti di valutazione. La PBOC ha continuato ad accumulare oro.

