Democratici alla CFTC: basta con le scommesse su guerra e azioni di governo nei mercati predittivi offshore

Un gruppo di deputati democratici della Camera dei Rappresentanti ha inviato una lettera formale alla Commodity Futures Trading Commission (CFTC), chiedendo conto all’agenzia della sua inazione nei confronti delle scommesse su eventi bellici e decisioni governative piazzate attraverso piattaforme di mercati predittivi offshore.

La lettera al presidente della CFTC Michael Selig

La lettera, indirizzata al presidente della CFTC Michael Selig e ottenuta in esclusiva da CNBC, mette in discussione il ruolo dell’agenzia nella regolamentazione dei cosiddetti prediction market, mercati che negli ultimi anni hanno registrato una crescita esplosiva in termini di popolarità e volumi, attirando al contempo l’attenzione critica di un numero crescente di legislatori. «Recenti episodi di presunto insider trading su piattaforme di mercati predittivi, legati ad azioni del governo statunitense — tra cui l’intervento militare in Venezuela e il recente attacco all’Iran — hanno alimentato la preoccupazione che la CFTC non eserciti un controllo adeguato su questi mercati in rapida espansione», si legge nella lettera, guidata dai rappresentanti Seth Moulton e Jim McGovern, entrambi democratici del Massachusetts.

Insider trading sui mercati predittivi: i casi che hanno scosso l’opinione pubblica

A sollevare i maggiori allarmi sono state alcune scommesse piazzate con tempistiche sospette: in particolare, quelle relative alla caduta del presidente venezuelano Nicolás Maduro e all’attacco congiunto USA-Israele contro l’Iran. Su piattaforme popolari come Kalshi e Polymarket, gli utenti possono acquistare contratti su eventi di varia natura — dal vincitore del campionato NCAA di basket alla durata di una chiusura governativa di un’agenzia federale.

Kalshi e Polymarket: due modelli a confronto

Kalshi è una società con sede negli Stati Uniti, regolamentata dalla CFTC, che dichiara di vietare scommesse su argomenti controversi come la guerra. Polymarket, invece, è una società offshore — accessibile in modo limitato anche dagli utenti statunitensi — ed è stata al centro di alcuni dei contratti più discussi dell’ultimo periodo. Entrambe le piattaforme hanno recentemente annunciato misure di autoregolamentazione per contrastare il fenomeno dell’insider trading.

I poteri della CFTC sulle piattaforme offshore

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I deputati democratici sostengono che la CFTC abbia già gli strumenti normativi per intervenire. Sia le regole interne dell’agenzia sia il Commodity Exchange Act consentono alla CFTC di esercitare la propria giurisdizione quando «attività di swap condotte al di fuori degli Stati Uniti hanno una connessione diretta e significativa con attività commerciali negli USA o producono effetti su di esse». «Queste disposizioni rendono chiaro che la CFTC ha l’autorità di vigilare sull’insider trading nei mercati degli swap e dovrebbe applicare la propria normativa esistente che vieta le scommesse su terrorismo, assassinii e guerra», hanno scritto i legislatori.

I firmatari della lettera

Oltre a Moulton e McGovern, la lettera è stata firmata dai rappresentanti democratici Gabe Amo (Rhode Island), Greg Casar (Texas), Jamie Raskin (Maryland), Dina Titus (Nevada) e Yassamin Ansari (Arizona). I legislatori hanno chiesto spiegazioni sul perché l’agenzia non abbia ancora intrapreso alcuna azione pubblica contro tali scommesse e se ritenga di avere l’autorità per regolamentare l’insider trading sui mercati predittivi.

Il nodo dei conflitti di interesse: la famiglia Trump

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La lettera solleva anche una questione delicata: i deputati hanno chiesto alla CFTC se fosse a conoscenza di «eventuali conflitti di interesse tra i principali operatori di mercato e familiari di funzionari del ramo esecutivo, incluso il Presidente degli Stati Uniti». Il riferimento è a Donald Trump Jr., investitore e consulente non retribuito di Polymarket, nonché advisor strategico di Kalshi. Inoltre, la società di social media della famiglia Trump ha annunciato il lancio di una propria piattaforma di mercati predittivi, denominata Truth Predict. I legislatori hanno fissato il 15 aprile 2026 come scadenza per la risposta di Selig. «Tali operazioni corrotte meritano una supervisione rapida e decisa. Permettere a questi contratti di persistere solleva preoccupanti interrogativi sulla volontà e sulla capacità della Commissione di svolgere un ruolo regolatorio globale», si legge nella lettera.

Il quadro normativo: tra leggi federali e resistenze statali

Il dibattito legislativo sui mercati predittivi si sta intensificando. Nelle ultime settimane sono stati presentati numerosi disegni di legge: alcuni mirano specificamente a contrastare l’insider trading, altri adottano un approccio più ampio, puntando a vietare determinate categorie di contratti su eventi, inclusi sport, azioni governative e guerra. Il rappresentante Moulton ha già adottato una politica interna al suo ufficio che vieta ai collaboratori di utilizzare qualsiasi piattaforma di mercati predittivi. A febbraio 2026, un gruppo di senatori democratici aveva inviato a Selig una lettera separata, esprimendo preoccupazione per i contratti che «incentivano lesioni fisiche o la morte».

La CFTC contro le regolamentazioni statali

Sul fronte opposto, il presidente Selig ha assunto una posizione netta contro i tentativi degli stati di regolamentare autonomamente i mercati predittivi, rivendicando la competenza esclusiva del governo federale. La CFTC ha recentemente citato in giudizio tre stati — Arizona, Illinois e Connecticut — che avevano emesso ordini di cessazione dell’attività nei confronti di piattaforme di mercati predittivi, accusandole di violare le leggi sul gioco d’azzardo. Nel frattempo, una corte d’appello federale nel New Jersey ha stabilito che le autorità di regolamentazione del gioco non possono impedire l’utilizzo di Kalshi per scommettere su eventi sportivi. «Quello che stiamo vedendo è un tentativo da parte delle commissioni statali sul gioco di annullare di fatto la legge federale», ha dichiarato Selig lunedì su CNBC, prima della sentenza del New Jersey.