Sì, è possibile investire piccole somme. Il mercato è così ben differenziato e specializzato da offrire opportunità a chiunque, anche a chi dispone di un capitale risicato.

Il concetto di investimento, stando al senso comune, è legato, se non ai grandi capitali, ai capitali significativi, di svariate migliaia di euro. Secondo questo ragionamento, una vasta platea di persone sarebbe privata della possibilità di mettere a frutto il proprio capitale. I lavoratori più giovani, ad esempio, che hanno ancora poco da parte, o peggio ancora i lavoratori precari.

Immagine Come Investire Piccole Somme di Denaro

Per fortuna, come già accennato, la realtà è diversa. Esistono prodotti che fanno al caso dei piccoli e piccolissimi risparmiatori, che consentono di investire piccole somme. Ovviamente, l’andazzo è sempre lo stesso: i rendimenti, complici una inflazione bassissima e una politica monetaria molto accomodante, sono piuttosto contenuti. Il margine per guadagnare, però, c’è e non è affatto trascurabile.

In questo articolo offriremo spunti per investire piccole somme, anzi piccole somme e piccolissime somme. Partiamo da queste ultime.

Come investire piccolissime somme

In questo caso si parla di capitali veramente infimi, dalle decine alle poche centinaia di euro, comunque sotto i mille. Si tratta di cifre che dispongono un po’ tutti, anche i lavoratori occasionali, chi è purtroppo sottopagato e persino che riceve regali da amici e parenti. Anche per loro c’è qualche possibilità, anzi più d’una.

Conti deposito

In genere, si pensa che i conti deposito siano affare da risparmiatori di un certo tenore, in grado di mettere sul piatto svariate migliaia di euro. Spesso è così, nel senso che le banche stabiliscono una soglia al di sotto della quale non è possibile “accendere” un conto deposito. Alcune, però, soprattutto quelle online, non pongono limiti al riguardo. In questo caso è possibile investire anche 100 o 200 euro, se non addirittura meno.

Cos’è un conto deposito? Possiamo immaginarlo come una specie di conto corrente “potenziato” nel senso del rendimento. A dispetto del conto corrente ha una operatività ridotta, ma restituisce un interesse molto più alto, anche di dieci volte. Esistono principalmente due tipi di conto deposito: libero e vincolato. Nel primo caso, è possibile prelevare denaro quasi immediatamente, ma si godranno rendimento più bassi. Nel secondo caso, le somme sono bloccate fino alla scadenza, l’operatività assente e il rendimento è più alto. Le scadenze sono le più svariate, ma in genere si può scegliere tra 12, 24 e 36 mesi.

Quanto rende un conto deposito? L’offerta di conti deposito è praticamente sterminata ma alla fine i prodotti si assomigliano tutti. Si segnalano differenze circa le possibilità operative, le dinamiche di prelievo e gli interessi. In quest’ultimo caso, però, gli scostamenti sono minimi. Quasi sempre, si parla dello 0,50-1,00% annuo per i conti liberi e dell’1,00-2,00% per i conti vincolati (lordi, ovviamente).

Piano di Accumulo Capitale

Il nome può intimorire chi è alle prime armi e realmente ha disposizione piccole somme su cui investire. Eppure, i PAC rappresentano una opportunità anche per loro, purché abbiano una entrata più o meno certa. I PAC, anzi, costituiscono la soluzione ideale per chi, pur lavorando stabilmente, guadagna poco.

I Piano di Accumulo Capitale sono investimenti in fondi comuni che comportano un versamento non una tantum, bensì regolare, in genere una volta al mese. E’ possibile versare veramente pochissimo alla volta, persino qualche mese.

Quanto rendono? Dipende dal fondo che si sceglie. Le opportunità sono tantissime, e in grado di adeguarsi a tutti i profili di rischio. Molto gettonati sono i fondi comuni che investono sull’obbligazionario europeo. Nel paniere, infatti, ci sono non solo i titoli di Stato – che rendono sempre poco – ma anche i bond di imprese e società, che rendono un po’ di più. Essendo tutto geograficamente collocato in Europa, e non magari in qualche mercato emergente, la sicurezza è garantita.

Ovviamente, se vi sentite temerari, o va di rischiare, potete scegliere PAC che si appoggiano a fondi comuni di investimento su asset un tantino più pericolosi ma in grado almeno sulla carta di offrire rendimenti più alti, come quelli azionari.

Quasi tutte le banche offrono i PAC. I migliori, però, sono quelli di Poste Italiane, almeno dal punto di vista della sicurezza.

Buoni Fruttiferi Postali

Il BFP non muore mai. In passato, anzi, era sinonimo di investimento a lungo termine per piccoli risparmiatori. Sembrava uno strumento tagliato su misura loro. Molti ragazzi di oggi si sono ritrovati a liquidare un Buono Fruttifero Postale una volta diventati adulti, magari lasciato da un nonno o da uno zio. Visti i rendimenti, potrebbero essere tentati di replicare questa iniziative sul proprio capitale. Ebbene, le cose sono cambiate, è vero, ma l’idea è tutt’altro che peregrina. Ovviamente, scordatevi i tassi di interesse di venti anni fa, all’epoca l’economia girava in modo diverso e gli interessi erano stabiliti sulla scorta di una previsione dell’inflazione (pessimistica secondo i canoni di oggi, realistica secondo quelli di ieri). E’ possibile comunque ricavare qualche gruzzolo.

I rendimenti sono molto variabili. Dipendono infatti dalla tipologia di buono e dalla sua scadenza. Le tipologie sono ordinario, “minori”, “3 anni plus”. Il primo è il classico BFP, che ha rendimenti crescenti, i quali partono dallo 0,1% annuo del primo triennio fino a un discreto 0,60% finale. Il secondo è dedicato ai minori di 18 anni, e si caratterizzano per un più alto rendimento iniziale. Il terzo è in grado di dare fin da subito lo 0,70% annuo ma vincola le somme per tre anni.

Come investire piccole somme

In questo caso, si parla di cifre attorno alle poche migliaia di euro. E’ il capitale tipico dei lavoratori della classe media, che magari lavorano da pochi anni o addirittura pochi mesi. Per loro le possibilità, come è lecito aspettarsi, sono più ampie.

In primo luogo, va detto i prodotti validi per i piccolissimi risparmiatori vanno bene anche per i piccoli risparmiatori. E’ ovvio, laddove è possibile investire 200 euro se ne possono investire anche 2.000. In genere, il passaggio da un capitale infimo a un capitale già più corposo non comporta differenze in termini di interesse. Non è previsto nessuno scaglione a riguardo. Certo, magari per quanto riguarda i PAC, versare ogni mese grosse cifre è complicato. In quel caso vanno bene i classici 2-300 euro che, chi è fortunato e non ha famiglia, riesce a ricavare da uno stipendio medio da inizio carriera.

Oltre al conto deposito, ai Piani di Accumulo e ai Buoni Fruttiferi Postali esistono prodotti di investimento più adatti a chi ha a disposizione qualche migliaia di euro. Si tratta di prodotti caratterizzati da un profilo di rischio più variegato, e quindi in grado di adattarsi ai palati più diversi.

Titoli di Stato

Anche i Titoli di Stato Rappresentano un evergreen. Lo sono, però, per i risparmiatori di un certo tenore, e non solo perché i rendimenti sono bassi e il gioco, in caso di somme veramente infime, potrebbe non valere la candela. Infatti, non possono essere emessi titoli al di sotto dei 1.000 euro (anche se il Governo sta pensando ai minibond, ossia titoli da 50 o 100 euro). Ad ogni modo, rappresentano un punto di riferimento per gli investitori italiani, che tra le altre cose possono scegliere tra numerose varianti: BTP (a lunga scadenza), BOT (a scadenza variabile, anche breve), CTZ (scadenza brevissima).

Quanto rendono i BTP? La risposta è… Abbastanza. Almeno rispetto agli altri prodotti di investimento. Si parla di circa un punto percentuale. Il loro pregio, comunque, è quello di essere molto sicuro, a prescindere dalle turbolenze politiche che, di tanto in tanto, fanno salire la pressione sul debito pubblico, con aumento annesso dello spread.

Polizze assicurative

Ebbene sì, le polizze assicurative non sono solamente… Polizze assicurative. A volte sono delle vere e proprie opportunità di investimento. Il riferimento è in particolare alle polizze vita, che sono spesso e volentieri associati a dei piani di risparmio, in quanto collegati a degli indici.

Le polizze vita sono prodotti solo “mediamente” sicuri. Il loro rendimento, infatti, è estremamente variabile in quanto dipende proprio dalle performance degli indici. In questo caso, però, è sufficiente scegliere l’indice con accortezza.

Quasi tutte le banche e compagnie assicurative offrono polizze vite. Quelle in grado di offrire il giusto mix di sicurezza e rendimento sono targate Poste Italiane.

Mercato azionario

Potreste decidere di calcare un sentiero già percorso da molti in passato e affidarvi al mercato azionario. Le azioni sono sempre stato l’investimento preferito da quei risparmiatori alla ricerca di un rendimento sostanzioso e in grado di sopportare un rischio considerevole. Le opportunità, da questo punto di vista, sono le stesse. Esse coincidono con il doppio binario delle cedole e del surplus. Chi possiede azioni, può guadagnare godendo delle cedole (in genere vengono rilasciate una o due volte all’anno) oppure vendere i titoli al momento giusto, quando il prezzo ha raggiunto il suo massimo ed è comunque superiore a quello di acquisto.

Al giorno d’oggi, comunque, le possibilità sono molte. Soprattutto dal punto di vista informativo. In passato era difficile formarsi e informarsi, e ci si affidava quasi esclusivamente a un consulente. Oggi è possibile integrare il suo contributo con lo studio personale e decidere, all’occorrenza, in autonomia.

Trading online

C’è poi l’opportunità del trading online. E’ quella oggettivamente più rischiosa ma anche potenzialmente più redditizia. E’ possibile iniziare una buona carriera del trading anche con poche migliaia di euro, in virtù delle politiche di molti broker, che prevedono basse barriere all’entrata, e alla disponibilità di alcuni strumenti particolari. Il riferimento è alla leva finanziaria, che consente di moltiplicare in maniera significativa i guadagni (ma anche le perdite).

Investire con il trading online è una scelta da ponderare lungamente. Il trading online, infatti, non è per tutti. Il consiglio è di prendere in considerazione questa eventualità solo se si rispettano determinati requisiti, caratteriali e “tecnici”.

Si conosce la materia. Fare trading è complicato, e l’ambiente è davvero competitivo. Sicché, prima di iniziare, passate molto tempo a studiare, maturate delle competenze. E’ impossibile fare trading improvvisando.

Si è dotati di sangue freddo. Il mercato è un (non) luogo insalubre. E’ ansiogeno, mette sotto pressione. E’ ultracompetitivo. Insomma, è per stomaci forti e in grado di gestire dosi massicce di stress.

Si è disposti a dedicare almeno qualche ora al giorno. Per guadagnare veramente con il trading online, lo si deve considerare (come minimo) una sorta di seconda lavoro. Anche perché per operare bene è necessario praticare una buona analisi tecnica, e questa prende un sacco di tempo. A meno che non si utilizzino dei Robot che fanno trading al posto nostro.