La volatilità dei mercati è allo stesso tempo un problema e un’opportunità per chi pratica il trading. Infatti, da un lato produce molte oscillazioni di prezzo, per giunta tendenzialmente profonde, ponendo in essere occasioni per generare un surplus. Dall’altro, però, genera confusione, riduce gli spazi per l’analisi, disorienta e induce all’errore. 

Per fortuna, esistono tecniche e azioni in grado di proteggere i trader dalle conseguenze negative della volatilità dei mercati. In questa prospettiva, il trader sfrutterebbe i pro della volatiità, difendendosi adeguatamente dai rischi e dalle minacce.

Ecco dunque una lista di consigli ispirata da un recente articolo che Andrea Unger, famoso formatore, ha pubblicato per l’Huffington Post.

Dare peso alla formazione

La formazione è un elemento fondamentale per chiunque voglia approcciarsi a un’attività complessa come in effetti è il trading, specie se speculativo. Il consiglio è di prendersi tutto il tempo necessario per impratichirsi dei meccanismi e maturare un bagaglio di conoscenze tecniche, pensando al trading come una maratona, in cui i risultati emergono nel lungo periodo. Volere tutto e subito, e dunque giungere impreparati all’appuntamento con il mercato, è il miglior modo di perdere il proprio capitale.

Scegliere con cura le fonti

Il trading è anche una questione di informazione. D’altronde, i prezzi sono influenzati da ciò che avviene al di là del mercato, nel mondo economico, industriale e finanche politico. Da qui, la necessità di informarsi tanto e bene. Il consiglio è di scegliere con cura le fonti, in modo da evitare l’elaborazione di falsi segnali, i quali si traducono sempre in… Passi falsi.

Tenere a bada le emozioni

La questione dell’emotività tiene banco tra i trader di ogni ordine e grado. Vista la posta in gioco, è impossibile non provare emozioni forti, non subire pressioni di tipo psicologico, per quanto prevalentemente endogeno. Ebbene, le emozioni non possono essere rimosse, ma possono essere tenute a bada.

Come fare? È necessario maturare il mindset giusto, che si nutre di un comportamento razionale, che conferisce il giusto significato ai concetti di vittoria e di perdita, che può essere alimentato da un approccio quanto più possibile scientifico al trading.

Decidere in anticipo le perdite sostenibili

L’approccio del trader dev’essere, di base, pessimista. Ovvero, il trader deve tenere conto che prima o poi perderà del denaro. Anzi, deve considerare la sconfitta come parte del gioco, e quindi ricondurla a un piano più generale, elevandola a “variabile”. Questo è un bene, in quanto aumenta la sensazione di controllo e l’effettivo spazio di manovra del trader. In particolare, questo dovrebbe in anticipo “decidere” la massima perdita possibile, ed elaborare le sue azioni di trading in base ai confini che lui stesso ha tracciato.

Contestualizzare le perdite

Dunque, le perdite vanno contestualizzate, vanno riconsiderate anche dal punto di vista psicologico. Vanno pensate non già come un segno di sconfitta, o peggio ancora di incapacità, bensì come un avvenimento normale, come un episodio della storia che, almeno in teoria, dovrebbe concludersi con un successo effettivo. 

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Diversificare

Questa è una regola d’oro che riguarda qualsiasi tipo di investimento. La diversificazione, d’altronde, è l’arma più efficace per proteggersi dalla volatilità dei mercati e dal carattere di imprevedibilità che le permea strutturalmente.

Ovviamente, bisogna diversificare con intelligenza, adottando un approccio sia prudente sia proattivo, che possa da un lato proteggere dalle perdite possibile e dall’altro porre in essere delle buone occasioni di guadagno.

Testare le strategie

Infine, è necessario dotare il proprio trading di una strategia, ovvero di un sistema di regole che intervengono su tutte le fasi dell’investimento, dall’analisi all’operatività. Lo scopo della strategia è conferire un carattere scientifico alle attività di  investimento e allo stesso tempo ridurre i rischi della pressione psicologica.

Plus Post

La strategia può essere considerata come un libretto di istruzioni che dice cosa fare, quando farlo e come farlo. Il margine di manovra si riduce proprio nel momento in cui è bene inserire il “pilota automatico”, proprio nel momento in cui l’emotività può sopraffare il trader e privarlo della necessaria lucidità.

Ovviamente, le strategia vanno testate prima di essere utilizzate, gli strumenti a disposizione sono numerosi.