Sono poche le attività così bersagliate da così tanti pregiudizi come il trading online. Per giunta, nel bene e nel male. Esatto, esistono pregiudizi negativi e pregiudizi positivi. Nessuno di questi corrisponde alla realtà, ovviamente, tutti sono in grado di nuocere al mondo del trading online, che invece si caratterizza per una sua dignità.

Ne parliamo in questo articolo, elencando i pregiudizi negativi e i pregiudizi positivi, ma anche indagando sulle ragioni di questo scollamento tra immaginario collettivo e realtà dei fatti.

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Trading online, un problema di immagine

Il trading online ha un palese problema di immagine. L’immaginario collettivo dei profani, che per forza di cose comprende la stragrande maggioranza degli individui, è ricco di convinzioni semplicemente sbagliate. Ora, queste possono nuocere pesantemente al mondo del trading online.

Nella migliore delle ipotesi, ovvero quando le convinzioni sono false ma positive, portano al disastro chi è meno attrezzato dal punto di vista tecnico, illudendolo e inducendolo all’errore. Nella peggiore delle ipotesi, ovvero quando le convinzioni non sono solo false ma anche negative, scoraggiano l’entrata di nuovi player, e mettono in cattiva luce tanto gli investitori quanto le società che erogano servizi (banalmente, i Broker).

Ma dove nascono tutte queste convinzioni errate? Perché il trading online è vittima di così tanti pregiudizi? I motivi principali sono tre.

L’argomento è complesso. Il trading online è una delle attività più difficili che un investitore possa mai intraprendere. Ora, come tutte le attività complesse, non viene compresa dai non addetti ai lavori. Dunque, è facile che questi interpretino segnali in modo del tutto errato, creando e diffondendo delle vere e proprie fake news. Il processo non è sempre in cattiva fede, anzi. Ciò però non toglie niente alla sua pericolosità.

Alcune campagne pubblicitarie sono spregiudicate. Ad alimentare le false convinzioni, soprattutto quelle positive, sono alcune campagne pubblicitarie molto coraggiose, ancorché lecite. Ovviamente, lo scopo del marketing è vendere. Questa è una dinamica fisiologica, a cui i Broker non sfuggono. Tuttavia, molte volte si esagera, e ciò presta il fianco alla diffusione di una immagine errata del trading online.

La regolamentazione è giunta tardi. O, per meglio dire, le attività di vigilanza attiva. Ciò ha permesso ad alcune società-truffa di imperversare per molto tempo. Dal momento che fa molto più rumore un albero che cade rispetto a un albero che cresce, è stato dato ampio risalto alle truffe. Esse hanno dato il là alla diffusione di pregiudizi, e in particolar modo a quello che associa la pratica del trading online al concetto di truffa. Nel corso del tempo, questa etichetta le si è attaccata addosso, ed è presente ancora oggi.

Le falsità “cattive” sul trading online

Iniziamo ad elencare le falsità che circolano sul trading online, a partire da quelle cattive. Ebbene, sono essenzialmente due, ma in grado di “fare tanti danni”.

Il trading online è sempre una truffa. E’ il pregiudizio dei pregiudizi. A dire il vero, appartiene soprattutto ai profani assoluti, a coloro che si intendono poco non solo di trading ma anche di investimenti in generale. Stiamo parlando della stragrande maggioranza delle persone. Il motivo per cui questo pregiudizio si è fatto spazio nella percezione della gente comune è palese: a pesare sono stati gli scandali che, in passato molto più di oggi, hanno calamitato  l’attenzione delle persone e, in alcuni casi, hanno scosso l’opinione pubblica.

La verità è che il trading online, al netto delle mele marce, è un’attività di investimento come tutte le altre. Ha la stessa dignità dell’investimento in banca, o degli investimenti speculativi condotti su piattaforme istituzionali.

Il trading online è solo per gli esperti. Anche questo è un pregiudizio in grado di incidere, e in particolare di scoraggiare gli aspiranti trader. Se non è altro, ha un fondamento, per quanto assolutamente parziale. La verità, però, è che fare successo con il trading online pur non essendo trader professionisti (non ancora) non è impossibile, è “solamente” difficile. Certo, dire che sia appannaggio solo dei professionisti fatti e finiti preclude questa strada a tante persone volenterose, e intenzionati a formarsi adeguatamente.

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Le falsità “buone” sul trading online

Anche le convinzioni che mettono in buona luce il trading online possono fare danni. Nello specifico, possono spingere ad adottare un approccio sbagliato, nella migliore delle ipotesi imprudente. A tutto ciò segue la perdita di denaro, la disillusione e il definitivo allontanamento dal mondo del trading.

Il trading online è una questione di istinto. Di certo, questa falsa percezione è stata favorita nel corso del tempo da film, romanzi e narrazioni che vedono il trader come una specie di macchina perfetta, che agisce di puro istinto, che basa le sue azioni sul coraggio. Questa convinzione si sposa molto male con la necessità di formarsi, di imparare e, soprattutto, di approcciarsi all’investimento speculativo con senso di abnegazione. Insomma, credere che il trading sia una questione di coraggio, piuttosto che di razionalità e di calcolo, porta il trader principiante a porre in essere atteggiamenti sbagliati, sempre rischiosi.

Fare trading online significa fare soldi facili. Questa convinzione è il corollario della precedente. Molto spesso, è portata avanti da alcune campagne pubblicitarie borderline, anche da quelle che recano il disclaimer sui rischi. Anzi, la presenza di quest’ultimo offre la sponda per poter scrivere tutto ciò che si vuole nelle proprie pagine di vendita. Di certo, è possibile arricchirsi con il trading online, ma è un processo tutt’altro che semplice. Questa falsa percezione spinge persone senza arte né parte, e senza la voglia di imparare, a intraprendere l’attività di investimento speculativo… Con un esito davvero scontato.

Il trading online è facile da imparare. Anche la convinzione secondo cui basta imparare a memoria due o tre nozioni, e interiorizzare un trading system molto scarno (e palemente pensato per altri) può far male al principiante come al mondo del trading online in generale. I percorsi formativi possono essere portati a termine da chiunque abbia voglia di imparare, ma non sono mai facili o agevoli. Si tratta di studiare, di mettersi sotto, come se si dovessero superare degli esami universitari (nella migliore delle ipotesi).