Partire con il piede giusto è difficile, se il proprio obiettivo è praticare il trading online. Stiamo parlando di un’attività che può regalare molte soddisfazioni, è vero, ma anche molto complessa. Anzi, spesso è più complessa di quanto possa sembrare, certamente lo è molto di più di come viene dipinta da alcune ardite campagne pubblicitarie (dei Broker, ovviamente).

E’ necessaria, dunque, una certa consapevolezza circa gli elementi di base, imprescindibili, per aumentare le chances di successo. Tale consapevolezza assume una importanza plateale, appunto, se il trader, più che un professionista, è un aspirante tale.

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Ne parliamo in questo articolo, partendo da una panoramica circa le difficoltà che i principianti devono affrontare, e concludendo con una disamina degli elementi che non devono mancare nelle prime fasi dell’attività di trading online.

Le barriere all’entrata del trading online

Ebbene sì, come qualsiasi attività che sia allo stesso tempo autonoma e complessa, anche il trading online ha le sue barriere all’entrata. Ciò contraddice parte dell’immaginario collettivo, che parla di un trading online alla portata di tutti, sempre e in qualsiasi momento. La verità, purtroppo, è più amara di quello che sembra. Ecco, dunque, una riflessione sulle barriere all’entrata che il trader principiante deve superare.

Le barriere psicologiche

Può sembrare strano, ma l’apertura della prima posizione è sempre un piccolo trauma. Si tratta di rompere il fiato, certo, ma anche di superare una tara psicologica che è assolutamente naturale, giustificata e inevitabile. Stiamo parlando della paura di perdere il denaro, la quale – va detto – non abbandona nemmeno i trader esperti, ma che risulta particolarmente limitante per un principiante.

Tra l’altro, le barriere psicologiche possono ergersi anche successivamente al primo trader, e possono impattare sull’attività di investimento senza che se ne accorga. Stiamo parlando di tutte quelle dinamiche psicologiche che subentrano quasi subito, ma che mettono a repentaglio il capitale. La tendenza a considerare il trading come un gioco d’azzardo, e il trade come uno strumento di riscatto da una perdita, sono solo alcune di esse.

Le barriere tecniche

Sono probabilmente le barriere più evidenti che un trader deve superare, quelle che egli stesso avverte con maggiore forza. D’altronde, il mercato è retto da dinamiche complesse, le quali impongono il possesso di un bagaglio di competenze non indifferente. Senza considerare il sapere necessario a far funzionare una piattaforma, a sfruttarla a dovere, a farla entrare a regime (soprattutto per quanto concerne gli strumenti di analisi).

Le barriere tecniche possono letteralmente bloccare il trader principiante. Per fortuna, sono anche quelle più semplici da superare o, per lo meno, quelle il cui processo di superamento si caratterizza per un grado inferiore di incertezza. D’altronde….. Basta studiare.

Le barriere finanziarie

Infine, le barriere finanziarie. E’ ovvio, senza capitale non si va da nessuna parte. La questione è però più complessa di quanto possa sembrare, e va letta da due punti di vista. Innanzitutto, occorre distinguere tra barriera all’entrata in senso stretto e ostacoli che si frappongono tra il trader e il guadagno.

Nel primo caso, il problema non si pone… O quasi. D’altronde, molti broker offrono la possibilità di iniziare a fare trading immettendo un capitale (deposito minimo iniziale) pari a poche centinaia di euro. Si parla dunque di cifre alla portata di tutti.

Nel secondo caso, la faccenda si complica. Fare trading è un conto, fare trading per generare profitti consistenti è un altro. E’ evidente che investire cifre irrisorie porterà, nella migliore delle ipotesi, a profitti altrettanto irrisori. A meno di non generare guadagni pari al 100-200% di quanto investito, ma siamo nel campo delle utopie, almeno per quanto concerne le fasi iniziali.

Questa dinamica, del tutto fisiologica a dire il vero, impone di partire con capitali cospicui, non necessariamente elevati ma comunque in grado di restringere, e non di poco, la platea di aspiranti trader.

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I 3 ingredienti per partire con il piede giusto

Alla luce di questa analisi sulle barriere all’entrata, quali sono i tre ingredienti per partire giusto? Quali sono gli elementi su cui fare leva per superare le suddette barriere? Ebbene, sono elementi “meno strani” di quanto possiate immaginare. Anzi, sono piuttosto ricorrenti nei discorsi riguardanti il trading online, soprattutto dal punto di vista del principiante.

Formazione teorica

E’ semplicemente irrealistico pensare di fare trading online senza aver svolto un percorso di formazione degno di questo nome. Molti iniziano a tradare in assenza di un bagaglio sufficiente, o anche solo mediocre. Ebbene, questi sono destinati a perdere il proprio capitale in un tempo piuttosto breve. Anche perché, è bene ribadirlo, il trading online non ha nulla a che vedere con il gioco d’azzardo.

Ora, formarsi è allo stesso tempo semplice e difficile. E’ semplice perché il web è pieno di contenuti didattici interessanti e utili. La conoscenza è quasi a portata di mano. E per lo stesso motivo è difficile: districarsi in questa babele di stimoli e contenuti può essere complicato.

Dunque, il consiglio è di seguire, almeno nella prima parte del proprio percorso di formazione, un sentiero già tracciato, il quale può essere organizzato da un formatore di rilievo, da un mentore che si conosce personalmente o, perché no, da un broker particolarmente attento al tema della didattica.

Pratica

La formazione teorica è importante, anzi fondamentale, ma da sola non basta. A tutti gli effetti, rappresenta solo il primo passo. Quello successivo è la pratica. Ora, per fare pratica da che mondo è mondo è necessario operare nel reale, con tutto ciò che ne consegue in termini di rischio personale. D’altronde, chi si sta preparando per l’esame della patente non guida forse su strade vere?

Per fortuna, il trading online offre un’alternativa. Nello specifico, permette di simulare le operazioni attraverso un account demo. A tutti gli effetti, si opera nel mercato reale, senza però spendere denaro vero. Anzi, il denaro è proprio finto. Un buon modo, anzi l’unico, per farsi le ossa… Senza rompersele.

Assistenza

L’ultimo pilastro di qualsiasi “buona partenza” è il supporto del Broker. Il Broker è più di un semplice intermediario, è la realtà che in qualche modo disegna l’ambiente entro cui il trader opera. Dunque, può porlo nella condizione di guadagnare, come può ostacolarlo (certo inavvertitamente).

Il consiglio, dunque, è di scegliere solo broker di qualità, che offrono un buon servizio di assistenza. Il quale, manco a dirlo, risulta utile soprattutto ai principianti, a coloro che ancora devono acquisire piena padronanza non solo delle dinamiche del mercato, ma anche di quelle della piattaforme.