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Psicologia e trading, un binomio che molti disconoscono ma che è reale, tangibile, le cui dinamiche possono incidere pesantemente sulle performance, fino a decretare il fallimento o il successo di un trader. Queste dinamiche non fanno parte del patrimonio culturale di chi, dall’esterno, si approccia al trading online, a tal punto che è ancora diffusa la credenza secondo cui il trader vincente è astuto, calcolatore, coraggioso, estraneo a ogni sbandamento emotivo. La verità è che il trader è un uomo, e per questo vulnerabile, a prescindere dalle sue competenze.

Questo è solo un piccolo assaggio del rapporto tra psicologia e trading, la punta dell’iceberg. In realtà c’è molto altro. Ne parliamo in questo articolo, proponendo un focus su due situazioni agli antipodi, ma che in realtà hanno molto in comune: la vittoria e la sconfitta.

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Cosa c’entra la psicologia con il trading

Prima di trattare i temi della vittoria e della sconfitta, è bene esplorare il legame tra trading e psicologia. Innanzitutto, perché esiste questo legame? A un motivo abbiamo già fatto cenno. Il trader, non importa quanto sia esperto o vincente, è un uomo e rimane tale a prescindere da tutto. E’ quindi sottoposto alle dinamiche della psiche umana. D’altronde, per quale motivo non dovrebbe esserlo?

Il secondo motivo, che è forse più importante e meno scontato, ha a che fare più da vicino con le dinamiche del trading. La verità è che il trading online, a prescindere da quanto redditizio possa essere, è sempre un’attività stressante. In alcuni casi, estremamente stressante. Il fatto è che una delle poche attività umane in cui vi è sempre una posta in gioco, la quale può certo variare dal punto di vista quantitativo, ma la cui presenza è costante. Insomma, c’è sempre il rischio di perdere denaro.

A ciò si aggiunge anche il rischio di sbagliare, che data l’imprevedibilità e la complessità del mercato, si attesta sempre su livelli elevati. Rischio a cui si deve far fronte con una spiccata capacità decisionale, per altro da sfoderare con una certa frequenza. Insomma, la pressione è enorme e questo crea squilibri psicologici. Squilibri che a loro volta pongono in essere dinamiche ancora più particolari, che riguardano le situazioni specifiche, come quelle che tratteremo tra poco.

Cosa succede se si ignora l’aspetto psicologico

Chi fa trading da un po’ di tempo sa perfettamente quanto sia fondamentale curare la sfera psicologica. L’ha imparato sulla propria pelle, magari sperimentando ciò che accade se invece questo aspetto viene ignorato completamente. Il ventaglio di conseguenze è ovviamente molto ampio, dunque in questa sede ne descriveremo solo tre. Due di queste, poi, riguardano esattamente le situazioni che ci siamo ripromessi di approfondire: la vittoria e la sconfitta.

Il rischio più grande

Ma qual è il rischio più grande di chi ignora l’aspetto psicologico? Di chi non cerca di gestire la pressione, agendo anzitempo e prendendo le precauzioni più adatte a non farsi sopraffare? Ebbene, il rischio è quello di raggiungere il più classico dei crolli psicologici, per giunta nel momento di massima pericolosità, che per l’appunto coincide con quello di massimo stress. Ovvero, nel bel mezzo di una operatività complicata, quando il mercato si sta comportando in maniera opposta a quanto suggerito dalle analisi (giuste o sbagliate che siano).

A questo punto, sono molte le cose che potrebbero succedere. Per esempio, il trader potrebbe essere colto da una paura estrema, e bloccarsi senza andare avanti né indietro, senza uscire dal mercato (se ha una posizione è aperta) e senza entrarci (problematico, se in realtà il mercato in quel momento pone in essere delle opportunità insperate).

Nella peggiore delle ipotesi, i trader agiscono d’impulso, magari dando seguito a una paura o a un sentimento negativo, mettendo a repentaglio il proprio capitale con gesti che, in una condizione di lucidità, non avrebbero mai fatto.

In caso di vittoria

Ma quali sono i rischi psicologici in caso di vittoria e sconfitta? A inizio articolo ci eravamo proposti di trattare proprio queste due situazioni, così antitetiche. Iniziamo con la vittoria.

Ebbene, in questo caso, è possibile sviluppare sentimenti che nell’immediato sono positivi, ma che in realtà determinano conseguenze negative. Il riferimento, per esempio, è all’eccessiva fiducia in se stessi, o addirittura all’euforia. In questo caso, è probabile che il trader inizi a sottovalutare i rischi, a comportarsi in modo imprudente. Le conseguenze di questo atteggiamento sono facilmente intuibili.

In caso di sconfitta

In caso di sconfitta è possibile invece sviluppare sentimenti di paura e di sfiducia. Il trader non si sente più in grado di far fronte al mercato, vede pericoli ovunque. Dunque, si perde nell’immobilismo, lasciando correre una dopo l’altra le opportunità di guadagno. Magari quando si muove, lo fa ripetendo le stesse azioni più e più volte, anche in maniera ingiustificata, per paura di sbagliare. Ecco che perde un treno dopo l’altro, e quindi denaro.

Come reagire in caso di vittoria

Ecco giunti ai consigli, relativi però solo alle situazioni che abbiamo appena descritto. Partiamo dalla vittoria, che genera sentimenti ed emozioni solo all’apparenza positivi, ma in realtà in grado di causare conseguenze pessime, per la sfera psicologica (l’atterraggio fa più male quando si cade da molto in alto) e per il portafoglio.

Non andare oltre il proprio piano

Quando le cose cominciano a girare per il verso giusto, può emergere una sorta di senso di onnipotenza o, più banalmente, un cambio di percezione: il mercato, che prima era un’entità che offre opportunità e rischi, diventa un luogo di sole opportunità. Ecco, quindi, che il trader agisce con minore prudenza, sottovalutando i pericoli.

La conseguenza, a livello operativo, è una eccessiva fiducia, che porta ad azioni improvvisate, in deroga al proprio piano. Un atteggiamento pericoloso, dal momento che navigare a vista, quando il mare è tumultuoso (e nel mercato lo è sempre) è il miglior modo per naufragare.

Non credere che la prossima vittoria sia scontata

Anche questo è una conseguenza dell’abbassamento della guardia. Questo pensiero emerge spesso nei trader che, per un motivo o per un altro (ovvero per bravura o per fortuna) sono riusciti a fare filotto, a mettere a segno un trade dopo l’altro. Si fa spazio la sensazione che anche il prossimo trade si rivelerà vincente, e anche quello successivo. Dunque, non si prendono accorgimenti per contenere gli effetti dell’eventuale sconfitta, vista quindi come una eventualità remota, almeno inconsciamente.

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Si opera quindi senza il necessario supporto del money management. Cosa accade in questi casi? Ebbene, si perde molto capitale alla prima sconfitta.

Dunque, fate mente locale, passate in rassegna i vostri pensieri. Se si affaccia questo pericoloso pensiero, riconoscetelo come un vulnus e scacciatelo.

Non aumentare l’esposizione

Anche questa è una conseguenza del pensare che “tutto andrà bene”. Se si matura questo pensiero, perché non battere il ferro finché è caldo? Perché non aumentare gli investimenti, anche se ciò causa una deviazione dal proprio piano e dalla propria strategia di money management? Magari, si potrebbe utilizzare anche una leva finanziaria più alta…

Le conseguenze di questo atteggiamento sono quasi scontate. Il consiglio, quindi, è di non aumentare mai l’esposizione, se questo scostamento non è previsto dal proprio piano di trading, anche se si ha la percezione che il prossimo trade andrà bene come quelli precedenti.

Come reagire in caso di sconfitta

Di seguito parliamo dell’altra situazione “particolare”: la sconfitta. Il segreto qui, è bene anticiparlo, è trasformare l’evento negativo in una risorsa, sia lavorando sulla propria percezione che, fattivamente, trarre vantaggio da un qualcosa di negativo. Il proverbio “non tutto il male viene per nuocere” può essere applicato un po’ ovunque, anche nel trading. Occorre però farlo con metodo, ponendo in essere dei precisi accorgimenti. Ecco qualche consiglio per raggiungere questo obiettivo all’apparenza tanto ambizioso.

Interiorizzare la sconfitta come un evento naturale

Digerire una sconfitta, o magari una serie di sconfitte, può essere arduo. Spesso, la delusione è così cocente da non lasciare altro che l’amaro in bocca, da svuotare il trader delle sue energie. Come metabolizzare gli eventi negativi e ripartire? L’unica possibilità è interiorizzare la sconfitta come se fosse un evento naturale. In effetti lo è, nel trading come nella vita. Solo che è difficile realizzarlo e venire a patti con questa spiacevole verità.

Occorre fare un lavoro su se stessi, il quale può avere anche risvolti psicologici. In un certo senso, è un lavoro che fa bene sempre e comunque, anche nella vita di tutti i giorni.

Ripercorrere i propri passi

Ma c’è anche qualcosa di “tecnico” e operativo che può essere messo in campo per gestire una sconfitta. Per esempio, studiare il proprio comportamento, ripercorrere i propri passi e capire qual è stato l’errore. Questa buona practice genera due effetti positivi. Da un punto di vista tecnica, permette di capire l’errore, in modo da non ripeterlo più e diminuire il rischio di perdere nuovamente.

Dal punto di vista psicologico, offre al trader la sensazione di avere le cose sotto controllo, e gli consente di inserire l’evento negativo in un percorso di crescita, o in un percorso che non necessariamente è privo di un lieto fine.

Proteggersi con un buon money management

Il miglior modo per gestire un evento negativo è… Fare di tutto affinché non si ripeta più. La sensazione di aver fatto tutto il possibile affinché non si ripeta, è di per sé benefica. Ora, è impossibile evitare di perdere nel Forex Trading. La partita, come tutti gli esperti sanno, si gioca sul rapporto tra sconfitte e vittorie, ma è praticamente impossibile vincere sempre.

Tuttavia se per evento negativo non intendiamo la semplice sconfitta, bensì la perdita ingente di capitale a seguito della sconfitta, le cose cambiano. Questa eventualità può essere evitata. Come? Semplice, attraverso un buon money management, che parta innanzitutto da un ragionamento sui propri limiti.

Non modificare subito il proprio piano

La tendenza è mettere in discussione tutto, quando si subiscono gli effetti di una grossa perdita. Il trader, magari impaurito, sicuramente sfiduciato, avverte la necessità di rivoluzionare il piano di trading. Se fare qualcosa, non starsene con le mani in mano, è sempre un atteggiamento positivo; lo stesso non si può dire delle decisioni affrettate.

E la modifica repentina del piano è una decisione affrettata. Non bastano un paio di sconfitte, per quanto grandi e invalidanti, a rivelare che il piano è un fallimento, e che quindi va cambiato. Prima di prendere questo provvedimento, che può essere definito senza se e senza ma estremo, occorre svolgere verifiche serrate, sul medio periodo. Dunque, pensateci due volte prima di rivoluzionare il piano di trading.

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