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Le medie mobili rappresentano strumenti di analisi tecnica molto efficaci, benché siano occasionalmente snobbate dai puristi dell’analisi tecnica “hard”, caratterizzata da un uso intensivo di indicatori e oscillatori. Le medie mobili sono efficaci perché prendono in considerazione il dato più importante in assoluto, ovvero il prezzo, e lo fanno in una prospettiva diacronica, ovvero che conferisca la giusta importanza all’elemento temporale.

Nell’articolo che segue offriremo una panoramica approfondita sulle medie mobili, descrivendo le tante varianti che possono essere utilizzate per l’analisi tecnica e fornendo qualche spunto operativo di semplice attuazione.

Cosa sono le medie mobili a cosa servono

Prima di tutto è bene rispondere alla domanda: cosa è una media mobile? Il concetto di “media” è conosciuto da tutti, d’altronde rappresenta un elemento aritmetico che viene impiegato in tante attività quotidiane. A fare la differenza è il termine “mobile”, che tra le altre cose ne rivela l’importanza in una prospettiva di analisi tecnica.

La media mobile è la media dei prezzi delle ultime sessione, rilevata però in modo dinamico. Ovvero, a ogni sessione la media mobile si aggiorna, integrando nel calcolo la sessione più recente e rimuovendo dal calcolo stesso la sessione meno recente. Ciascuna rilevazione forma un punto. I punti, se uniti, formano una curva. Questa curva è dinamica, agli occhi del trader sembra scorrere, camminare, mutare: è il risultato, appunto, della differenza tra una media e l’altra, tra una rilevazione e l’altra.

Le medie mobili, come già ampiamente anticipato, rappresentano uno strumento di analisi tecnica, in grado di fornire segnali operativi e non solo. Il segreto sta nell’analizzare come la media mobile interagisce con altre medie mobili e, soprattutto, con il prezzo. Di questa dinamica parleremo in maniera approfondita nell’ultimo paragrafo.

Nel prossimo paragrafo affronteremo, invece, un altro tema, ovvero quello delle tipologie di medie mobili. E’ un argomento propedeutico, per quanto sufficientemente complesso, necessario per capire come sfruttare al meglio lo strumento media mobile.

Le 4 tipologie di medie mobili

Come già detto, esistono svariate tipologie di medie mobile. I criteri di classificazione sono numerosi, sebbene vengano presi in considerazione tre elementi in particolare: le velocità, il tipo di prezzo e la ponderazione.

Medie mobili veloci e lente

Le velocità è uno dei criteri più importanti, quando si tratta di decidere quale media mobile utilizzare. Per velocità della media mobile, molto banalmente, si intende il numero di sessioni che vengono prese a riferimento. Se è vero che una media mobile è la sequenza delle medie di prezzo registrate in un tot numero di sessioni, è quel “tot” a decretare se la media mobile è lenta o veloce. Nello specifico, è definita veloce una media mobile che prende in considerazione tredici sessioni o meno; è lenta una media mobile che prende in considerazione più di tredici sessioni.

Il motivo di ciò è intuitivo, e riguarda la sensibilità delle medie mobili ai cambiamenti di prezzo. Una media mobile con poche sessioni sulle spalle, è molto sensibile ai cambiamenti di prezzo, in quanto l’ultima rilevazione pesa molto. Una media mobile con molte sessioni, invece, è meno sensibile proprio perché l’ultima rilevazione “quasi si perde” tra le rilevazioni precedenti, che sono numerose.

Sta al trader decidere quale media mobile utilizzare e, soprattutto, quante medie mobili utilizzare. Va detto, però, che le medie mobili veloci raramente vengono utilizzate da solo. Piuttosto, sono ottime surrogate della linea di prezzo, soprattutto quando il mercato è così volatile da porre in essere difficoltà nell’impiego della linea di prezzo stessa.

Medie Mobili e tipi di prezzo

In genere, nel calcolo e nella rappresentazione delle medie mobili, viene utilizzato sempre il prezzo di chiusura della sessione. Eppure, non si tratta di una scelta scontata. Anche perché, a ben vedere, esistono svariate tipologie di prezzo: apertura, chiusura, minimo e massimo.

Il prezzo di chiusura è quello che, in condizioni più o meno normali, offre i migliori spunti dal punto di vista tecnico. Inoltre conferisce alla media mobile una spiccata leggibilità. Tuttavia, se le condizioni non sono poi così normali, è bene prendere in considerazione l’impiego delle altre tipologie di prezzo. Per esempio, quando la volatilità intraday è molto alta, il prezzo di chiusura potrebbe essere poco indicativo del reale comportamento del mercato. Lo stesso dicasi per attività di trading caratterizzate da un orizzonte temporale molto ristretto, come il day trading.

Media Mobile Semplice

E’ la media mobile per eccellenza, quella che viene utilizzata in maniera più diffusa. E’ anche la più facile da costruire e da interpretare. Di contro, vista la sua “semplicità” può dare adito a falsi segnali. Per questo motivo viene raramente presa in considerazione da sola, quindi senza il supporto della altre medie mobili. Analogamente, rivela la sua fallibilità anche in condizioni di estrema volatilità.

Ad ogni modo, la media mobile semplice è una curva formata da più punti. Ciascun punto è calcolato sommando i prezzi delle sessioni precedenti e dividendo il risultato per il numero di sessioni prese a esame. Insomma, la media mobile semplice non è altro che un insieme di medie aritmetiche.

In inglese, e quindi in gergo tecnico, la media mobile semplice è nota come Simple Moving Average. La si può ritrovare con l’acronimo SMA.

Media Mobile Esponenziale

Discorso abbastanza diverso per la media mobile esponenziale. Il calcolo qui è molto più complesso. Prima di presentare la formula è bene chiarire quale sia la ratio dietro questo tipo di media mobile. La ratio è la seguente: conferire reattività alla media, senza per questo diminuire il numero di sessioni e, allo stesso tempo, la significatività della stessa. Per farlo, si associa al calcolo lo strumento della ponderazione. Tale ponderazione premia le ultime rilevazioni rispetto a quelle precedenti.

Detto ciò, ecco la formula.

EMA (i) = EMA (i-1) + SF * [P (i) – EMA (i-1)]

Dove:

  • EMA sta per Exponential Moving Average, che è il nome ufficiale con cui vengono designate le medie mobili esponenziali.
  • P (i) sta per il prezzo nella sessione (i), nella maggior parte dei casi “prezzo di chiusura”.
  • Ema (i) sta a indicare il valore più recente dell’EMA
  • Ema (i-1) sta a indicare il valore precedente dell’EMA
  • SF è un fattore di livellamento, che è pari a 2/numero di sessioni + 1

Molto complicata vero? Niente paura, al trader non è assegnato nessun calcolo. Le piattaforme odierne, infatti, calcolo in automatico le medie mobili. Dunque è sufficiente impostare pochi parametri per veder comparire la media mobile esponenziale sul proprio grafico.

Media Mobile Ponderata

La media mobile esponenziale, in realtà, è un sottotipo di media mobile ponderata. La ponderazione, nel caso dell’esponenziale, è molto più complicata di quanto possa sembrare e in ogni caso privilegia le rilevazioni precedenti.

In quanto a ponderazione, il trader ha a disposizione un ampio margine per personalizzare la media mobile. E’ sufficiente assegnare a una sessione o un gruppo di sessioni un peso maggiore. Le esigenze possono essere numerose, sebbene quella principale coincida con la necessità di compensare periodi di estrema volatilità o, al contrario, di trend estremamente forti.

Media Mobile Triangolare

Anche la media mobile triangolare è una media mobile ponderata. Lo scopo, però, è qui più specifico. Ovvero conferire più importanza ai valori centrali. Una tale esigenza potrebbe emergere, per esempio, quando il mercato è in una condizione di volatilità o di lateralità, e la stessa condizione ha coinvolto anche le sessioni meno recenti.

Il metodo di ponderazione, però, è in questo caso abbastanza singolare. Immaginiamo una media mobile triangolare a 11 periodi.

  • Si divide per due il numero dei periodi, ottenendo 5.5.
  • Si arrotonda il valore appena ottenuto per eccesso, ottenendo 6.
  • Si calcola la media mobile semplice degli ultimi 6 periodi.
  • Si fa una media della media. Nello specifico, la media mobile a 6 periodi della media mobile a 6 periodi ottenuta nel punto precedente.

Nel caso in cui il numero dei periodi sia pari, anziché arrotondare è sufficiente aggiungere 1.

Le strategie operative

Detto questo, come si utilizzano le medie mobili? Le strategie operative sono numerose, ma in linea di massima si prediligono due approcci. Come scoprirete tra poco, sono all’apparenza molto semplici da eseguire. In effetti è vero, le medie mobili rappresentano strumenti efficaci e accessibili. Il difficile, come al solito in questi casi, sta nel difendersi dai falsi segnali e decidere, soprattutto, gli strumenti di partenza.

Non è tanto la lettura a dare problemi, quanto la scelta del tipo di media mobile, del numero di sessioni etc. Dunque, ponete attenzione soprattutto su questi punti.

Medie mobili come segnali operativi

In questo caso, le medie mobili possono offrire indicazioni circa la tipologia di ordine, che può essere appunto long e short. Anzi, per meglio dire, i segnali vengono offerti dalle interazioni delle medie mobili con la linea di prezzo. Nello specifico:

Se il prezzo in movimento ascendente incrocia dal basso verso l’alto la media mobile, è bene assumere una posizione long.

Se il prezzo in movimento discendente incrocia dall’alto verso il basso la media mobile, è bene assumere una posizione short.

Per inciso, il prezzo può essere sostituito, in questa analisi, da una media mobile molto veloce. Ciò dovrebbe accadere soprattutto quando il mercato è in una situazione di estrema volatilità.

Questo metodo potrebbe dare comunque adito a falsi segnali. Per ridurre la probabilità dei falsi segnali, sarebbe bene considerare esclusivamente i prezzi di chiusura, e ignorare del tutto i minimi e i massimi.

Medie mobili come livelli dinamici

Le medie mobili possono essere utilizzate per produrre supporti e resistenze. L’individuazione di supporti e resistenze rappresenta uno dei compiti più ardui per i trader ma, allo stesso tempo, più necessario. Le medie mobili consentono al trader di tagliare la testa al toro, dunque di non impegnarsi in calcoli e rilevazioni riguardanti minimi e massimi settimanali, mensili etc.

In questo caso, è “sufficiente” produrre una media mobile abbastanza lunga e creare una seconda curva applicando un fattore di addizione o sottrazione. Sta al trader, purtroppo individuare questo fattore. Nella maggior parte dei casi si preferisce impiegare un valore di comodo più una deviazione standard. Tra l’altro, è il principio con cui vengono create le bande di Bollinger, che infatti è un indicatore che fa ampio uso delle medie mobili.

In più, però, le Bande di Bollinger presentano una curva centrale, che rappresenta una media mobile semplice.

Ad ogni modo, se si utilizzano le medie mobili come resistenza e supporti dinamici, la lettura di questi livelli diventerebbe abbastanza semplice. La curva al di sopra del prezzo indicherebbe le resistenze, la curva al di sotto del prezzo indicherebbe i supporti.

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