Tracciare una trend line è importante ai fini dell’analisi tecnica ma anche solo per comprendere la reale situazione in cui versa il mercato. Tuttavia se spesso e volentieri la trend line è ricavabile a occhio nudo, almeno in linea di massima, nella maggior parte dei casi la questione si fa più complessa, ed è necessario mettere in campo degli strumenti più avanzati. Strumenti che i trader principianti sono chiamati a imparare e a padroneggiare il prima possibile, se non vogliono finire esclusi dal mercato.

Ne parliamo in questo articolo. Forniremo una definizione esatta di trend line, parleremo un po’ di trend e delle varie tipologie in cui questo concetto si declina. Infine, presenteremo tre modi per tracciare la trend line e qualche consiglio per sfruttarla appieno, dal punto di vista analitico certo ma anche prettamente operativo. 

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Cos’è la trend line e perché è così importante

Il significato di trend line è molto semplice. E’ infatti è una linea retta in cui almeno due dei suoi punti corrispondono o ai minimi o ai massimi di periodo.

Dunque, la trend line assume le sembianze di una linea che taglia il grafico, che ogni tanto si pone al sotto della linea di prezzo e ogni tanto al di sotto, ma lo tocca in almeno un paio di punti.

Non va confusa con la media mobile, che ha comunque velleità (per altro più giustifiche) di “sintesi dei movimenti di prezzo”. La media mobile è una linea non retta che mostra la progressione delle medie di prezzo dal presente a un tot di sessioni precedenti.

L’uso è per certi versi simili. La trendline ha uno scopo primario, quello di far capire al trader in che direzione si sta muovendo l’asset. Non è un obiettivo di poco conto, se si considera che le oscillazioni dei prezzi possono essere così frequente da celare questa informazione a un semplice sguardo. Ecco dunque che occorre rappresentare graficamente il trend in atto, tracciando la classica… Linea. 

La trend line, però, può fungere anche da elemento di analisi e raccolta segnali. Infatti, può essere proiettata a utilizzare tale proiezione come una sorta di resistenza/supporto mobile. Il tracciamento e soprattutto la proiezione della trendline è uno dei tanti modi con cui è possibile ricavare delle resistenze e dei supporti. Non che questo metodo sia necessariamente migliore degli altri, ma come minimo può fungere da controprova. 

I tipi di trend

Prima di parlare dei metodi con cui tracciare una trend line è bene parlare un po’ dei trend, ovvero classificarli in maniera adeguata. In base alla direzione un trend può essere:

  • Rialzista, quando i prezzi generalmente salgono o, per meglio dire, formano dei massimi crescente.
  • Ribassista, quando i prezzi generalmente scendono o, per meglio dire, formano dei minimi decrescenti.
  • Laterale, quando i prezzi non sembrano aver assunto una direzione stabile e tendono a muoversi sullo stesso piano, quasi a formare una linea piatta.

Le fasi laterali sono quelle più problematiche in quanto recano in sé la promessa di un cambiamento, che comunque si fa fatica a scorgere. 

I trend possono essere classificati anche in base agli orizzonti temporali. Possono essere infatti di breve, medio e lungo periodo. In quest’ultimo caso, sopraggiungono di solito delle evidenze strutturali, spesso extramercato, che danno il là e sostengono il nuovo corso. 

I trend di breve periodo possono essere scatenati da avvenimenti, sia intra che extra mercato, di valenza non strutturale ma che comunque colpiscono l’immaginario degli investitori e li invitano all’azione. 

In genere i trend di lungo periodo coprono un orizzonte temporale di qualche anno. I trend di medio periodo ne coprono circa uno, mentre per i trend di breve periodo si parla di pochi mesi. E’ bene specificare che all’interno di un trend di lungo periodo si possono innescare trend di periodo più breve. 

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I metodi per tracciare una trend line

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Tracciare le  trend line è di base molto semplice. Occorre trovare dei massimi e dei minimi che, se collegati, formano una retta. 

Se si collegano dei minimi e questi formano una retta, la trend line che si ricava può fungere da supporto.

Se si collegano dei massimi e questi formano ugualmente una retta, la trend line si trasforma in una resistenza.

Per inciso, la resistenza e il supporto sono utili per confermare un trend o per anticiparne l’inversione.

Quando un asset inserito in un  trend rialzista tocca una resistenza e la supera, il trend è confermato. Quando dopo averla toccata fa dietrofront e inizia a deprezzarsi, il trend può andare incontro a una rottura e a un cambio di direzione.

Quando un asset inserito in un trend ribassista tocca un supporto lo supera e continua a deprezzarsi, il trend è confermato. Quando dopo averla toccata fa dietrofront e inizia a rivalutarsi, il trend è in odore di rottura.

Ovviamente, le resistenze e i supporti non sono sufficienti, da soli, a intuire conferme e inversioni. E’ bene sottoporre i segnali a controprova, magari ponendo in essere altri strumenti di analisi tecnica. Le medie mobili sono tra questi. Per giunta, le medie mobili hanno un valore “descrittivo” simile, se non superiore a quello delle trend line.

Certo, le trend line aiutano a comprendere la direzione che il mercato ha intrapreso. La sola esistenza delle trend line, e quindi la possibilità di tirare una retta collegando più di due minimi o massimi dice molto, o quasi tutto, del trend in atto.

Le medie mobili, però, fanno di più. Formano una sorta di linea di prezzo “alternativa” che in ogni suo punto tiene conto dei prezzi precedenti. In buona sostanza, contestualizza ogni singolo movimento, in modo da ridurre fortemente i “rumori”, le interferenze, l’impatto delle oscillazioni rette da una dinamica puramente statistica ma che possono trarre in inganno.

Il consiglio, è bene ripeterlo, è di non limitarsi a un solo strumenti, ma di combinare più strumenti. In questo modo non solo si ricaverà una visione più realistica del mercato, ma si ridurranno al minimo i falsi segnali.